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Dal mondo

Transfer price: al via il confronto
sulla semplificazione documentale

L’Ocse ha pubblicato il 30 giugno una monografia con cui è stato aperto il dibattito internazionale sul tema

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Il 30 luglio l’Ocse ha pubblicato il draft for discussion “White Paper on Transfer Pricing Documentation” (consultabile sul sito). L’obiettivo del documento è iniziare un dibattito a livello internazionale sulla semplificazione degli oneri/obblighi di documentazione cercando, al tempo stesso, di preservare le esigenze informative delle Amministrazioni fiscali in caso di controllo. Tutti i commenti relativi al contenuto del White Paper dovranno essere inviati entro il 1° ottobre 2013.
 
Recenti sviluppi sulla documentazione per i prezzi di trasferimento
Il White Paper prosegue una linea di sviluppo già avviata con la pubblicazione del report "OECD's Current Tax Agenda 2012" che aveva identificato tra le aree di intervento per una opportuna semplificazione i principi relativi alla documentazione a supporto della politica di transfer pricing adottata. Il documento pubblicato aveva già preso atto della circostanza che il tema della documentazione è particolarmente critico per i gruppi multinazionali che operano su scala mondiale e devono confrontarsi con le diverse normative a livello locale. Tale tematica è stata affrontata anche da diverse organizzazioni internazionali come il PATA (Pacific Association of Tax Administrators) e l'ICC (International Chamber of Commerce), mentre a livello europeo l'azione dell'European Joint Transfer Pricing ha portato all'emanazione, da parte del Consiglio UE il 27 giugno 2006, del codice di condotta sulla documentazione per le imprese associate.
Ulteriori evoluzioni sull’importanza della documentazione si sono avute con l’emanazione del report “Dealing Effectively with the Challenges of Transfer Pricing”, che ha dedicato un apposito capitolo all’importanza della documentazione come strumento di risk assessment, tematica successivamente sviluppata nel documento “Addressing Base Erosion and Profit Shifting”.
 
L’approccio OCSE contenuto nel White Paper
Con riferimento all’importanza della predisposizione della documentazione relativa ai prezzi di trasferimento l’approccio adottato dall’OCSE nel White Paper risulta fondato sulle seguenti considerazioni:
  • le Amministrazioni fiscali devono avere accesso alle informazioni necessarie a condurre un adeguato risk assessment che consenta di decidere sull’opportunità di condurre una verifica relativa al transfer pricing nonché di ottenere ogni altra informazione ulteriore in fase di controllo.
  • per i contribuenti è opportuno valutare in una fase anteriore o al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi annuale la propria compliance con la disciplina dei prezzi di trasferimento. Le disposizioni volte a disciplinare la documentazione devono pertanto perseguire e contemplare egualmente tali finalità;
  • le disposizioni relative alla predisposizione della documentazione dovrebbero contemplare le esigenze informative proprie di ciascuna fase dell’audit (partendo dal risk assessment iniziale del contribuente);
  • la semplificazione degli obblighi di documentazione non deve tuttavia pregiudicare e limitare le esigenze conoscitive ed informative delle Amministrazioni fiscali.
 
Lo sviluppo di un Coordinated Approach to Documentation
Considerando le finalità di semplificazione e di salvaguardia della compliance con le norme che disciplinano i prezzi di trasferimento, il White Paper propone un possibile approccio alla documentazione (Coordinated Approach to Documentation) che si basa sulla struttura Masterfile/local file.
Così come concepito il Coordinated Approach to Documentation perseguirebbe pertanto i seguenti obiettivi:
  • garantire alle amministrazioni fiscali l’accesso alle informazioni sufficienti ad iniziare un’analisi di risk assessement;
  • sviluppare una “piattaforma” per lo sviluppo delle informazioni necessarie alla conduzione dell’audit;
  • offrire ai contribuenti un mezzo per descrivere e documentare la propria compliance con il principio di libera concorrenza.
Il Masterfile ha la finalità di fornire una visione complessiva del business, della struttura finanziaria e del carico fiscale del Gruppo che consenta alle amministrazioni fiscali di identificare la presenza di significativi rischi connessi al transfer pricing. In particolare le informazioni richieste dal Masterfile possono essere raggruppate nelle seguenti categorie:
  • informazioni generali relative al gruppo;
  • descrizione del business del gruppo;
  • informazioni relative ai beni immateriali detenuti dal gruppo;
  • informazioni relative alle transazioni di natura finanziaria tra le consociate;
  • informazioni relative alla posizione finanziaria e fiscale del gruppo.
Per converso, le informazioni presenti nel local file dovrebbero supplire quanto indicato nel Masterfile e fornire un maggior grado di dettaglio sulla posizione dei contribuenti in relazione alle norme che disciplinano il transfer pricing nei diversi ordinamenti di riferimento. Il local file si propone quindi di fornire un’analisi di dettaglio delle transazioni intercompany, con riferimento alla benchmark analysis e alla selezione e applicazione del metodo per la definizione della politica di pricing.
 
Ulteriori tematiche oggetto di approfondimento
L’OCSE ritiene che un approccio alla documentazione così come concepito nel White Paper consenta di bilanciare gli interessi delle Amministrazioni fiscali e dei contribuenti.
Tuttavia, alcune tematiche saranno oggetto di successivi lavori dell’OCSE. In particolare:
  • Timing Issues: occorrerà valutare quali informazioni sono richieste al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi annuale (e quindi rappresenteranno la base per il risk assessment iniziale) e quelle necessarie al fine di condurre un audit specifico;
  • definizione della soglia di materialità delle transazioni intercompany: non tutte le transazioni infragruppo richiedono lo stesso livello di dettaglio e di analisi. Tuttavia la materialità dipende dalle norme applicabili all’interno di un determinato ordinamento e dalle specificità del contribuente;
  • creazione di incentivi per la predisposizione della documentazione: le sanzioni per la mancata compliance variano da paese a paese e tale differenza influenza la predisposizione del contribuente alla collaborazione;
  • definizione di strumenti che possono garantire uniformità a livello internazionale delle practices in tema di documentazione.
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