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Dal mondo

Transfer pricing, il Wco valuta la compatibilità dei metodi Ocse

L'intento è di risolvere alcune divergenze che esistono tra la disciplina e le valutazioni espresse in sede doganale

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Il World Customs Organization (Wco), nell'ottica di una possibile risoluzione dei gap attualmente esistenti tra la disciplina del transfer pricing e le valutazioni doganali, ha iniziato ad analizzare la "compatibilità" dei metodi Ocse per determinare i prezzi di trasferimento con la disciplina doganale.

Le linee guida dell'Ocse
La tematica di una possibile convergenza tra le due discipline è stata affrontata recentemente anche dalla nuova versione (22 luglio 2010) delle linee guida sul transfer pricing. L'Ocse, nel rilevare che "l'arm's length principle è applicato, in senso lato, da molte Amministrazioni doganali come un principio di confronto tra il valore attribuibile ai beni importati da imprese associate, che possono essere influenzati da particolari rapporti tra di loro, e il valore di prodotti simili importati da imprese indipendenti" ha auspicato un aumento del livello di cooperazione (anche attraverso la procedura dello scambio di informazioni) tra le Amministrazioni finanziarie e le autorità doganali.

La scelta del metodo
Le linee guida dell'Ocse, ai fini della determinazione dell'arm's length principle, stabiliscono che "the selection of a transfer pricing method always aims at finding the most appropriate method for a particular case (…)". I metodi contemplati nel capitolo II delle Guidelines - parti II e III - sono i seguenti:

  • metodi basati sulla transazione (Traditional Transaction Methods)

- metodo del confronto del prezzo (comparable uncontrolled price - Cup)
- metodo del prezzo di rivendita (resale price);
- metodo del costo maggiorato (cost plus);

  • metodi reddituali (Transactional Profit Methods)
- transactional net margin method (Tnmm);
- transactional profit split method.

Il ruolo e la funzione del Wco
L'azione del Wco è volta a verificare se il cd. "circumstances of sale" test (test utilizzato per rivelare se il rapporto tra l'acquirente e il venditore non abbia influenzato il prezzo pagato) di cui all'art. 1.2(a) del WCO Customs Valuation Agreement possa essere considerato in qualche modo "similare" ai metodi previsti dall'OCSE.
Per la determinazione del valore in dogana il Gatt e il codice doganale europeo prevedono una stretta gerarchia nell'applicazione dei metodi da adottare. Occorre tuttavia notare una lieve similarità tra le discipline laddove il valore della transazione per prodotti identici approssima il metodo del confronto del prezzo, il valore basato sul prezzo unitario di vendita al quale i beni sono rivenduti nel paese di importazione approssima il metodo del prezzo di rivendita e il valore basato sulla somma dei costi di produzione approssima il metodo del costo maggiorato. Tuttavia i metodi per la determinazione del valore in dogana non richiedono lo svolgimento di alcuna analisi funzionale (nonché l'analisi degli altri fattori di comparabilità indicati dall'Ocse) nè tanto meno la corretta determinazione degli elementi che concorrono alla formazione del prezzo di rivendita o che costituiscono la base del costo.
 

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