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Dal mondo

Trasparenza e scambio di informazioni.
Dal Camerun il Global Forum accelera

La comunità internazionale a lavoro per intensificare la pressione sugli evasori fiscali in tutto il mondo

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Oltre 90 delegazioni si sono incontrate dal 15 al 17 novembre in Camerun, nella capitale Yaoundé,  per la decima riunione del Global forum sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali. Nel corso del meeting, si è discusso sui prossimi passi da compiere per accelerare la cooperazione internazionale contro l’evasione ed elusione fiscale, con particolare attenzione ai Paesi in via di sviluppo, in particolare quelli africani, e alle principali sfide nel campo dello scambio di informazioni su richiesta (Eoir) e dello scambio automatico (Aeoi). Il Forum ha, inoltre, dato il benvenuto ai 10 nuovi Paesi, che portano a quota 147 i membri aderenti: Benin, Cambogia, Gibuti, Ecuador, Isole Faroe, Groenlandia, Haiti, Madagascar, Ruanda e Thailandia.

I temi chiave al meeting di Yaoundé
Al centro dell’incontro, all’indomani della pubblicazione dei “Paradise Papers”, le strategie per rafforzare la cooperazione a livello globale e i nuovi sforzi per garantire l’attuazione delle norme in materia di trasparenza. La cooperazione internazionale per combattere l’evasione e l’elusione fiscale è cresciuta rapidamente negli ultimi anni e lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali sugli asset finanziari e sulle attività dei loro contribuenti all’estero si è rivelato uno strumento prezioso in questa lotta. Nel corso del meeting, il Forum ha adottato la prima relazione sullo stato di attuazione dello standard per lo scambio automatico di informazioni (Aeoi, Automatic exchange of information). Solo qualche settimana fa, 50 Paesi hanno avviato con altri 53 Paesi scambi di informazioni, che partiranno a settembre 2018, sulla base delle nuove regole. Il Global Forum ha inoltre pubblicato le peer review di Curaçao, Danimarca, India, Isola di Man, Italia e Jersey sull’applicazione dello standard Eoir.

Il rapporto sull’Italia
In particolare, il nostro Paese è risultato “compliant”, ovvero conforme, allo standard internazionale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni su richiesta. Un giudizio che rappresenta un upgrade rispetto al “largerly compliant” guadagnato in occasione del precedente rating (il giudizio può essere: conforme; ampiamente conforme; parzialmente conforme o non conforme) e che, si legge nella sintesi del rapporto, deriva dal fatto che “l’Italia ha adottato misure per accelerare il processo di ratifica degli accordi per lo scambio di informazioni e ha mantenuto un risultato eccellente in termini di disponibilità, accesso e scambio delle diverse tipologie di informazioni”. Inoltre, spiega il documento, le informazioni sulla proprietà, contabili e bancarie sono disponibili in linea con lo standard. L’Italia dispone di un’ampia rete di partner per lo scambio di informazioni che copre 146 giurisdizioni ed è fortemente coinvolta in questa attività. Generalmente si registra un efficace scambio di informazioni, anche se si raccomanda all’Italia di razionalizzare ulteriormente i processi in modo che tutte le richieste siano soddisfatte tempestivamente. Con le 6 approvate a Yaoundé, raggiungono quota 16 le second round review (revisioni di secondo livello) sullo standard Eoir licenziate dai 147 membri del Forum. Uno standard che, dallo scorso anno, poggia su regole rafforzate per combattere più efficacemente l’evasione fiscale, con particolare riferimento al concetto di “beneficial ownership” (principio anti-abuso, traducibile in italiano con l’espressione “beneficiario effettivo”).

L’Africa initiative
Al centro dell’incontro anche l’“Africa initiative”, il programma di lavoro triennale per la trasparenza fiscale e lo scambio di informazioni in Africa, lanciato a ottobre 2014 al Global forum di Berlino con il supporto di alcuni ministri africani. Obiettivo del programma è quello di fornire soluzioni al problema dei flussi illeciti provenienti dal continente africano rafforzando la lotta all’evasione fiscale e sostenendo una maggiore trasparenza e scambio di informazioni.
“Il Camerun è stato orgoglioso di ospitare la decima riunione del Global Forum, in quanto l’evasione e l’elusione fiscale rappresentano una perdita enorme di entrate che i Paesi potrebbero investire nei servizi pubblici”, ha dichiarato Alamine Ousmane Mey, Ministro delle Finanze del Camerun. “Il lavoro del Global Forum è fondamentale per i Paesi in via di sviluppo, compresi quelli africani, e siamo ansiosi di continuare a lavorare con i nostri colleghi per rafforzare la trasparenza fiscale globale”. I 200 delegati presenti alla riunione di Yaoundé hanno, inoltre, convenuto che i Paesi e le giurisdizioni che operano nell’ambito del Global Forum e del Beps framework (Base erosion and profit shifting) potrebbero fornire sostegno all’Unione europea nel suo attuale tentativo di individuare le giurisdizioni di Paesi terzi che non rispettano gli standard in materia fiscale.

Cos’è il Global Forum sulla trasparenza fiscale
Il Global forum è un organismo internazionale incaricato di sorvegliare l’attuazione degli standard internazionali sulla trasparenza fiscale. Si tratta della più grande rete mondiale di cooperazione nel settore della fiscalità e dello scambio di informazioni finanziarie, poiché riunisce 146 Paesi e giurisdizioni più l’Unione europea. Ad esso il G20 ha affidato il compito di promuovere e monitorare l’effettiva trasparenza fiscale per quanto riguarda lo scambio di informazioni su richiesta, con l’emissione periodica di giudizi e rating sulla performance, e promuovere il nuovo standard unico globale di scambio automatico di informazioni fiscali a fini finanziari (Aeoi). Attraverso le valutazioni inter pares, viene dato un giudizio in merito alla conformità di una giurisdizione allo standard internazionale. Il prossimo meeting del Global forum si svolgerà in Uruguay tra ottobre e novembre 2018.
 
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