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Tunisia, fanno rotta sull'offshoreevasione fiscale e riciclaggio

Uno studio del Global Financial Integrity rivela che quasi 10 miliardi di dollari sarebbero sfuggiti al fisco dal 2000 a oggi

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Le cause dello sgretolarsi, e del ripiegarsi su se stesse, delle Amministrazioni, delle istituzioni e della società tunisine sono, da giorni, allo studio delle maggiori diplomazie e delle più autorevoli tra le Organizzazioni internazionali. Nel frattempo, all'interno dell'ultimo Report diffuso dal Global Financial Integrity (Gfi), centro studi no profit con sede a Washington, sui flussi di capitali illeciti provenienti dai Paesi in via di sviluppo, le tavole statistiche indicano, per la Tunisia, in più di 1 miliardo di dollari, 1,16 miliardi per l'esattezza, la perdita netta registrata nel corso dell'ultima annualità presa in esame. In pratica, spiegano i numeri raccolti dal Gfi, è come se centinaia di milioni di dollari di capitali utili, quindi da impiegare come risorse dirette al miglioramento dei fondamentali dell'economia nazionale, avessero invece, in via del tutto illegale, preso la via dell'estero fuoriuscendo dal Paese e lasciandolo alle prese con un deciso e inarrestabile espandersi del debito pubblico. Naturalmente, spetta all'evasione fiscale e al riciclaggio, oltre a tangenti e corruzione, il peso maggiore sul totale dei fondi illecitamente trasferiti all'estero.

Effetto evasione fiscale sui conti della Tunisia - Conti pubblici in rosso, risorse scarse e, soprattutto, entrate fiscali perennemente in calo. Un quadro allarmante, registrato da anni e rafforzatosi nel corso del decennio passato. Causa principale dell'imbarbarimento della contabilità tunisina è l'evasione fiscale. In pratica, somme ingenti, significative che ogni anno, piuttosto che essere contabilizzate e registrate come da prassi dall'Amministrazione finanziaria sfuggono a ogni controllo e, in diverse forme e ricorrendo a varie modalità, si aprono la via verso l'estero. Tra le capitali e i luoghi maggiormente attrattivi, in pole Svizzera, Monaco ed Emirati Arabi Uniti. Insomma, nessuno escluso. Comunque, in termini numerici, la perdita netta di gettito per l'erario è di più 1 miliardo di euro l'anno. Conseguentemente, sempre secondo i calcoli e le stime elaborate dal GFI utilizzando un modello simile a quello in uso presso la Banca mondiale per monitorare i flussi finanziari, quasi 10 miliardi di dollari sarebbero sfuggiti al fisco con rotta sulle piazze finanziarie offshore dal 2000 a oggi.

La fuga di capitali quanto costa ai contribuenti di Tunisi? - Sono all'incirca 10,6milioni i cittadini tunisini. Alla luce d'una perdita netta così consistente, in pratica i capitali sfuggiti al fisco e trasferiti all'estero hanno avuto un peso sui lavoratori e sui contribuenti del Paese pari a circa 100 dollari pro-capite. La somma sembrerebbe modesta. Nient'affatto. È sufficiente osservare le carenze nelle disponibilità delle risorse pubbliche, il deficit di bilancio e l'apparente, ingiustificato, disallineamento tra aree ad alta intensità di sviluppo imprenditoriale cui però fanno da contraltare versamenti e pagamenti all'erario di importi alle volte talmente modesti da risultare quasi simbolici. Insomma, il raccolto dell'Amministrazione finanziaria è alla fine perennemente basso. Al riguardo, l'impatto degli sconti fiscali e delle agevolazioni che affollano le export-zone, che beneficiano di forme speciali di tassazione per attirare capitali e investitori esteri, non sono sufficienti a legittimare perdite così evidenti. Per ripartire quindi, in molti, non soltanto esperti internazionali, indicano anche l'area fiscal-finanziaria tra i capitoli che necessiteranno d'una generale revisione.

Fonte: Global Financial Integrity
 

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