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Ue: anche l’Italia nel CBR
del VAT Forum sull’Iva

La nota di aggiornamento pubblicata dalla Commissione completa l’adesione del nostro Paese al progetto

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La Commissione europea ha pubblicato una nota di aggiornamento, raggiungibile all’indirizzo web, con cui viene ufficialmente portata a compimento l’adesione italiana al progetto CBR del VAT Forum sull’Iva.
 
Un punto di contatto dedicato
Mediante l’istituzione di un punto di contatto dedicato, l’Agenzia ha dato avvio al progetto Cross Border Ruling (CBR) che risponde all’intento di fornire, parallelamente alla procedura dell’interpello, chiarimenti e risposte alle istanze dei soggetti passivi Iva che intendono porre in essere una operazione transnazionale che coinvolge due o più Stati membri e che presenta profili di complessità.
 
Le modalità operative
Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 29 dicembre 2015 e il Comunicato stampa pubblicato in pari data hanno illustrato in maniera articolata le modalità  operative del CBR e i compiti attribuiti al punto di contatto attivato presso il Settore Fiscalità internazionale e Agevolazioni della Direzione Centrale Normativa.
Mediante l’adesione al Progetto, cui attualmente partecipano 17 Paesi membri, l’Agenzia si impegna ad avviare le consultazioni con gli Stati interessati per individuare una soluzione interpretativa condivisa ai quesiti Iva prospettati.
 
Una soluzione in linea con le pronunce della Corte Ue
L’esigenza di assicurare ai contribuenti certezza e trasparenza in ordine alla disciplina Iva applicabile alle situazioni concrete costituisce un’affermazione ricorrente nelle pronunzie della Corte di giustizia delle comunità europee secondo cui la legge, inclusa la normativa Iva, deve essere prevedibile per i suoi destinatari ….i quali devono conoscere precisamente l’estensione degli obblighi imposti dalla legge medesima. (cfr. cause C-17/01 e C- 201/08).
Non v’è dubbio che il recepimento delle disposizioni della direttiva Iva 2006/112/CE  da parte degli ordinamenti nazionali dei singoli Stati membri può causare incertezze, disallineamenti e conflitti interpretativi e applicativi che si riverberano negativamente sul soggetto passivo intenzionato a porre in essere operazioni transfrontaliere.
 
Uno strumento di dialogo e confronto
Da qui l’importanza del CBR quale strumento privilegiato di dialogo e confronto tra le amministrazioni fiscali coinvolte e il soggetto passivo istante.
Si rammenta, al riguardo, che il progetto CBR prende forma e avvio nell’ambito dell’EU VAT Forum, piattaforma di dialogo tra le Amministrazioni fiscali degli Stati membri e rappresentanti degli operatori economici istituita - nelle intenzioni della Commissione europea - per favorire la semplificazione e sostenere gli Stati aderenti nell’impegno di migliorare il rispetto delle norme Iva. La lista aggiornata dei CBR finora conclusi dagli Stati membri è disponibile al seguente indirizzo web.
 
L’attenzione degli Stati membri in crescita
Anche se tuttora in fase sperimentale, il progetto registra un crescente interesse tra i Paesi membri (nel 2015 oltre l’Italia anche l’Irlanda) e gli operatori economici, per i quali il CBR costituisce un’appetibile opportunità per attivare, mediante un’unica istanza, una consultazione tra due o più Stati fruendo di tempi  ridotti e di procedure snelle. 
In tal senso il CBR rappresenta un concreto e pratico strumento per favorire l’omogenea interpretazione e applicazione della normativa IVA comunitaria: obbiettivi quanto mai necessari stante i frequenti casi di doppia imposizione o di salto dell’imposizione cui l’incertezza normativa spesso conduce.
 
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