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Dal mondo

Ue: su attività di trasporto e Iva
occhio a distorsioni di concorrenza

Lo studio della Commissione evidenzia alcune criticità prodotte dalle attuali norme nel settore passeggeri

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Le attuali norme Iva sulle attività di trasporto passeggeri possono creare distorsioni della concorrenza. In particolare a causa delle differenze che attualmente ancora dividono gli Stati membri nell'applicazione delle esenzioni Iva e delle aliquote ridotte. Sono le due principali conclusioni a cui è pervenuto lo studio della Commissione europea sull'incidenza dell'Iva nelle attività di trasporto dei passeggeri.
 
Diagnosi ma anche cura e soluzioni
Il Rapporto elaborato, oltre a contribuire al dibattito sulle possibili opzioni di riforma, grazie a una analisi lucida delle condizioni in cui versa attualmente il mercato del trasporto passeggeri, alle modalità e a i tempi con cui dovrebbe essere attuata una revisione del regime Iva, valuta l'impatto di molte delle distorsioni evidenziate. Anche quando non si applicano esenzioni o aliquote ridotte, ricorda lo studio, la complessità delle attuali norme sul luogo della fornitura finisce per aumentare i costi di conformità. Ma oltre alla diagnosi del problema e alla analisi delle maggiori criticità, il Rapporto, però, si preoccupa soprattutto di fornire indicazioni sulle alternative possibili e sulle soluzioni a cui si dovrebbe lavorare per mettere a punto un futuro regime Iva migliore di quello attuale e in grado di evitare le distorsioni.
 
Il ruolo della deregulation nei segmenti di trasporto
Il trasporto passeggeri, nei suoi diversi segmenti, aereo, ferroviario, marittimo e su strada, ricorda lo studio, ha subito profonde trasformazioni dal 1997, anno in cui è stata decisa l’ultima revisione su vasta scala delle norme Iva. Basti pensare alla sola deregolamentazione del traffico aereo che, dal 1997 e sull’esempio di quanto avvenuto negli Usa, ha visto protagonista in Europa la liberalizzazione dei cieli. Una vera e propria rivoluzione che, a fronte di una riorganizzazione dell’attività dei vettori, ha avuto effetti di rilievo sulle tariffe, sulla capacità di offerta e sulla concorrenza. Secondo dati di Assaereo soltanto nel 2002 oltre 140 compagnie offrivano voli di linea intra-Ue, con un incremento del numero di rotte, passate da 692 del 1992 ad oltre 1.290 nello stesso anno. Un fenomeno quello della liberalizzazione di rotte e concessioni che di lì a poco ha coinvolto anche il settore ferroviario, marittimo e quello su strada.
 
Le distorsioni della concorrenza e l’attuale regime Iva
Per distorsione deve intendersi la disparità di trattamento dei passeggeri e/o operatori rispetto a qualsiasi parametro che caratterizza il regime IVA in vigore negli Stati membri nel settore del trasporto passeggeri, e che produce cambiamenti economici, sociali e/o ambientali. Ci sono quattro diverse tipologie  di distorsioni derivanti dal regime Iva, e che risultano da differenti:
  • aliquote Iva tra i servizi di trasporto forniti attraverso diverse modalità, mercati e Stati membri;
  • modalità con cui gli Stati membri definiscono i servizi di trasporto di passeggeri e i loro fattori associati;
  • trattamenti da parte degli Stati membri delle metodologie di calcolo dei servizi di trasporto di passeggeri per modalità e mercati differenti;
  • aliquote Iva e regolamenti che disciplinano il luogo delle prestazioni di servizi di trasporto e delle metodologie di calcolo.
 
Gli scenari di riforma dell’Iva
In passato, sono state considerate numerose misure per affrontare le distorsioni Iva e alcune sono state attuate. Tuttavia, queste misure hanno affrontato le distorsioni Iva in generale, e non quelle specifiche per il settore dei trasporti. Nel capitolo 5 dello studio sono proposti undici scenari di riforma dell'Iva che affrontano le distorsioni individuate.
Altre distorsioni che, invece, non sono affrontate nello studio sono quelle al centro di recenti e dettagliati altri rapporti sull’argomento. Un esempio è quello del luogo di tassazione per la fornitura di beni e servizi consumati a bordo di mezzi di trasporto.  Tra le altre distorsioni figurano anche gli elevati costi amministrativi che derivano dal dover fornire la documentazione in una lingua che non è ampiamente utilizzata.
 
Un esempio di quadro normativo più armonizzato
Nel 2008, anche se in diverso ambito, è stato compiuto un primo passo concreto per garantire norme comuni per la prestazione di servizi di trasporto aereo nella Comunità. Il Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 1008/08 del 24 settembre 2008, (GU L 239 del 31 ottobre 2008), contiene norme comuni per la prestazione di servizi di trasporto aereo nella Comunità. L’obiettivo è duplice: permettere ai passeggeri di conoscere in anticipo le tariffe e confrontare le offerte in tutta l'Unione europea tenendo conto di tutte le tasse e degli oneri; garantire all'utenza servizi di trasporto aereo competitivi e di qualità fornendo informazioni complete sulle tariffe dei trasporti passeggeri, merci e sulle condizioni che le accompagnano. Molteplici i vantaggi. Dalla possibilità di conoscere in anticipo le varie componenti che formano il prezzo finale del biglietto, comprensivo di tariffa, tasse, diritti aeroportuali e altri oneri, alla disponibilità di informazioni sui prezzi effettivi.
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