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Dal mondo

Ue: il Consilium passa di mano
tra piano condiviso e nuove idee

Dal primo gennaio Malta è il presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea dopo il semestre a guida slovacca

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Si chiude così, con l’ultimo dei tre Paesi al vertice del Consiglio, il ciclo delle tre presidenze condivise che ha visto e vede tutt’ora protagoniste Olanda, Slovacchia e Malta nel periodo compreso tra gennaio 2016 e giugno 2017.
Il passaggio del testimone dalla Slovacchia a Malta ha preceduto quello tra Germania e Italia al vertice della presidenza del Parlamento europeo che ha visto l'italiano Antonio Tajani avvicendare Martin Schulz allo scranno più alto dell'istituzione comunitaria.
Crescita inclusiva, intelligente e sostenibile, così come occupazione e competitività, continuano a rappresentare le priorità, indicate nel programma di lavoro del trio di presidenza condivisa. Ciò non impedisce a ognuno dei presidenti di turno di elaborare nuove politiche nei settori in cui le azioni a livello europeo possono garantire un valore aggiunto.
 
Un programma condiviso che non preclude altri interventi
La nuova presidenza del Consiglio dell’Ue ha deciso di orientare la propria attenzione su sei settori chiave nel prossimo semestre: migrazione, mercato unico, sicurezza, inclusione sociale, vicinato dell'Europa e settore marittimo sono i temi indicati a cui, auspicabilmente, dovranno corrispondere interventi mirati e in continuità con le presidenze precedenti.
 
Il mercato unico e le sue implicazioni
Accesso ai prezzi, alle vendite e alle condizioni di pagamento di prodotti e servizi ed evitare le possibili discriminazioni dei consumatori in base alla nazionalità o al Paese di residenza, fondo europeo per gli investimenti strategici, efficienza energetica, sono alcune delle priorità indicate dalla presidenza maltese. Temi che vanno ad aggiungersi a quelli concordati nell’ambito del programma condiviso con le due presidenze precedenti in tema di riforma del quadro delle comunicazioni elettroniche, sul commercio elettronico transfrontaliero, di start-up e Pmi. Sulle start-up la Commissione europea ha lanciato di recente un piano di interventi che, complici i risultati di una consultazione pubblica, condensa in un unico pacchetto tre ingredienti primari: la fiscalità, l’investimento nel capitale di rischio, le nuove opportunità d’impresa.
 
La sicurezza
Lotta al terrorismo e contro le gravi forme di criminalità organizzata, migliore gestione delle frontiere esterne dell’Unione, analisi e soluzione delle questioni connesse alla creazione dell’ufficio del Procuratore europeo, gestione più efficace di Eurojust per assicurare una cooperazione giudiziaria penale più coordinata sono alcuni degli obiettivi indicati dalla presidenza nel settore della sicurezza.
 
L’inclusione sociale
La presidenza maltese ha messo al primo posto nel programma di inclusione sociale la migliore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, seguita dalla violenza di genere con la condivisione delle migliori pratiche e lo scambio di informazioni sulla legislazione, le politiche e le strategie esistenti, nonché i dati statistici e gli studi. Di inclusione sociale si parla anche nel programma condiviso dove si fa menzione di alcune specifiche questioni connesse alla fiscalità. Tra queste, in particolare, i controlli periodici programmati in tema di tassazione delle società, l'attuazione delle conclusioni del Consiglio in relazione alle attività dell'Ocse sulla base imponibile e sul trasferimento degli utili (BEPS), la revisione della direttiva su interessi e canoni, il codice di condotta (tassazione delle imprese), il piano d'azione per un regime definitivo dell'Iva efficace e a prova di frode. L’obiettivo è contrastare la frode fiscale, l'evasione e l'elusione in tutte le sue forme, dirette e indirette, l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili, migliorare lo scambio di informazioni.
 
La questione della migrazione
L'attuazione dell'agenda europea sulla migrazione, le conclusioni del Consiglio europeo di aprile, giugno e ottobre 2015, l'esito della riunione dei capi di Stato o di governo del settembre 2015 e i risultati del vertice di La Valletta dell'11 e 12 novembre 2015 continuano a rappresentare un punto di riferimento per la valutazione degli aspetti esterni della migrazione. A questo si aggiungono poi le misure da valutare e attuare per arginare i flussi migratori irregolari e affrontare le cause profonde alla base del fenomeno rafforzando la cooperazione con i Paesi di origine e di transito.
 
La politica europea di vicinato
I Paesi che si affacciano sul Mediterraneo meridionale si trovano ad affrontare serie sfide, tra cui i conflitti armati, il terrorismo, l'instabilità politica e la radicalizzazione. Consapevole dei potenziali effetti a catena di instabilità nel resto del mondo la presidenza maltese, come indicato nel suo programma, concentrerà l'impegno dell'Ue sulla stabilizzazione dell’area.
 
Il settore marittimo
L'Unione europea sarà sempre più dipendente dal settore marittimo. In questo contesto il settore marittimo, mari e oceani, deve essere adeguatamente valorizzato. Ecco perché da qui ai prossimi decenni, si dovrà tenere conto del giusto equilibrio tra crescita economica, benessere sociale e protezione ambientale. Soltanto in questo modo sarà possibile garantire una adeguata sinergia tra nuovi posti di lavoro, nuove opportunità economiche provenienti dal mare e tutela delle risorse marittime. Due sono gli obiettivi che intende perseguire la presidenza maltese:
  • il progetto “Bacino del Mediterraneo”, parte integrante della nuova politica europea di vicinato, che dovrebbe essere lanciato all'inizio del 2018, destinato a una specifica area geografica di interesse per gli Stati membri e le aree di vicinato, con l’intento di gestire le attività marittime, proteggere l’ambiente marino e il patrimonio marittimo, prevenire e combattere l’inquinamento, migliorare la sicurezza in mare promuovere la "crescita blu" e la creazione di posti di lavoro. Sebbene confini con oltre 20 paesi, il Mar Mediterraneo, ricorda la direzione affari marittimi della Commissione europea, oltrepassa in gran parte le giurisdizioni nazionali;
  • la gestione internazionale degli oceani per individuare le modalità più appropriate per contribuire a gestire a livello internazionale in modo più efficace gli oceani e i mari a vantaggio della crescita blu sostenibile;
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