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Dal mondo

Ue: la contraffazione, un crimine
che danneggia l’economia reale

La campagna informativa di Commissione, Onu e le iniziative degli Stati rafforzano l’impegno di interdizione

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Il giro d’affari della merce contraffatta a livello globale è stimato in circa 200 miliardi di dollari, con un possibile raddoppio prima del 2020. Il fenomeno danneggia gli imprenditori onesti, lo Stato e i consumatori. I prodotti contraffatti, oltre a non pagare tributi, sono realizzati nel mancato rispetto degli standard di sicurezza e di qualità e in violazione della proprietà intellettuale.
 
A Roma risultati a confronto e nuove strategie
Questo tema tra l’altro è stato al centro del convegno organizzato di recente in Italia dalla Commissione europea in collaborazione con la Guardia di finanza  presso l’aula del Senato come parte integrante della campagna EUStopfakes, lanciata dal Vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, e dal Commissario europeo, Michel Barnier. Il convegno ha fatto il punto della situazione sulle azioni intraprese finora e sull'impatto della campagna in alcuni degli Stati membri (Bulgaria, Germania, Francia).
 
La campagna informativa della Commissione europea... 
La campagna EUStopfakes punta ad alzare il livello di guardia di tutti gli Stati membri, sensibilizzando l'opinione pubblica sui pericoli del falso, sulla sofferenza di chi è coinvolto nella catena dello sfruttamento - dalla fabbrica al venditore ambulante - e sui danni a lungo termine che la distruzione di attività legittime e la perdita di entrate pubbliche hanno sulla prosperità dell'economia.
 
… e quella organizzata dalle Nazioni Unite
L'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), a sua volta, per educare i consumatori sugli effetti nocivi del traffico illecito di merci contraffatte, ha lanciato una nuova campagna globale con lo slogan "Merci contraffatte: non sostenete la criminalità organizzata", per informare il consumatore sul fatto che l'acquisto di merci contraffatte può finanziare le bande del crimine organizzato, mettere in pericolo la propria salute e contribuire ad aumentare problemi etici ed ecologici. Un nuovo annuncio di servizio pubblico in formato video intitolato "Look Behind" è stato lanciato il 14 gennaio sullo schermo del NASDAQ a Times Square a New York. A fare da cassa di risonanza hanno poi provveduto le trasmissioni televisive che varie emittenti, pubbliche e private di tutto il mondo, hanno organizzato sul tema e a cui hanno partecipato esperti del settore. Il punto focale di questa campagna invita i consumatori a riflettere sulla contraffazione di merci e scoprire e comprendere i meccanismi e le ripercussioni multiformi di questo commercio illecito.
Il Direttore esecutivo dell'UNODC Yury Fedotov, ha dichiarato che “se confrontate ad altri crimini come il traffico di droga, la produzione e la distribuzione di merci contraffatte rappresenta un'opportunità a basso rischio e con alti ricavi per i criminali. La contraffazione alimenta le attività di riciclaggio di denaro e incoraggia la corruzione. E vi sono anche prove del coinvolgimento o della sovrapposizione con il traffico di droga e altri reati gravi”.
Grazie al programma congiunto, messo a punto da UNODC e World Customs Organization Container Control Programme (CCP), nel 2013, è stato possibile fare luce su un quantitativo di beni contraffatti in più di un terzo dei container sequestrati. E questo nonostante il programma di collaborazione sia stato originariamente istituito per intercettare carichi illeciti di droga.
 
Dalla moda alle automobili: i settori colpiti dalla contraffazione
Il diffondersi di prodotti contraffatti rappresenta un grosso ostacolo alla crescita economica e tocca una moltitudine di settori: farmaci, moda, cibo, pezzi di ricambio per automobili, elettrodomestici, cosmetici e anche i giocattoli. L'industria della moda è tra le più colpite. I prodotti di moda falsificati rappresentano il 60% dei casi di contraffazione registrati dalle dogane dell'UE, e l’effetto domino è immenso. Questo settore sostiene quasi 850mila imprese, la maggior parte delle quali sono Pmi, e pesa per il 3% del Pil dell'Unione europea.
 
I danni all’erario e più in generale all’economia
Considerevole è anche il danno all'erario. Ogni anno, solo nei Paesi del G20, ben 60 miliardi di euro sono sottratti alle dichiarazioni Iva dal traffico di merci contraffatte. Nel lungo periodo, uno dei maggiori danni all'economia europea è sicuramente il disincentivo che la contraffazione costituisce per gli imprenditori onesti, scoraggiati dal portare avanti investimenti, soprattutto in ricerca e innovazione, in un contesto in cui la proprietà industriale non viene tutelata. Un mercato sempre più invaso da merci fotocopia, realizzate a prezzi irrisori, senza il minimo rispetto degli standard qualitativi e di sicurezza, risulta molto poco concorrenziale per i prodotti originali.
 
Controlli e coordinamento unitario
Il 92% dei controlli complessivi in Europa sono condotti in appena 10 Stati Ue. Lo squilibrio dipende tanto dalle diverse proporzioni demografiche dei singoli Paesi, quanto, da una diversa sensibilità al fenomeno. Il coordinamento a livello europeo non dovrà puntare solo ad un equilibrio in termini numerici quanto ad un'uniformità anche dal punto di vista qualitativo. I test di sicurezza effettuati in uno Stato membro, dovrebbero poter essere automaticamente utilizzati anche in altri Paesi Ue, senza contare poi la necessità di sviluppare metodologie di controllo specifiche per i beni ad elevato contenuto tecnologico. 
 
L’operazione “Warehouse” in Lituania
Nel corso dell’operazione doganale congiunta “Warehouse” condotta nel mese di ottobre 2013, le autorità di controllo doganali lituane, in cooperazione con l'Ufficio europeo di lotta antifrode (Olaf) e la partecipazione di 28 Stati membri UE, sono stati sequestrati quasi 45 milioni di sigarette di contrabbando, circa 140.000 litri di gasolio e 14.000 litri di vodka. Grazie a questa operazione sono state evitate perdite per i bilanci degli Stati membri dell'UE per quasi 9 milioni di euro sotto forma di dazi doganali e tasse.
 
La Spagna e il piano di controllo annuale delle frodi
L’Agenzia tributaria spagnola, consapevole del danno economico e sociale grave che rappresenta l'attività di contraffazione, ha inserito tra le sue priorità per il 2014 il piano di controllo annuale delle frodi nell’ambito del controllo generale sull’importazione e la vendita di beni. L’obiettivo è smantellare potenziali circuiti di economia sommersa. Per fare questo l'Agenzia delle Entrate ha analizzato il profilo di rischio di tutte le importazioni secondo il Paese di origine, il tipo di prodotto e altre caratteristiche delle attività che sono state poste sotto osservazione.
 
L’attività in cifre
L' Agenzia delle Entrate spagnola è intervenuta nel 2013 contro la pirateria su più di due milioni di prodotti contraffatti. Il Dipartimento delle Dogane ha eseguito oltre 2.300 operazioni contro l'importazione di merci falsificate che, se giunte sul mercato, avrebbero avuto un valore commerciale di 230 milioni di euro circa,  e ha denunciato 157 presunti crimini contro la proprietà intellettuale ed industriale e arrestato 167 persone presumibilmente coinvolte in  questa attività illegale soprattutto nel campo di abbigliamento e calzature, occhiali ed elettronica che rappresentano oltre la metà dei prodotti sequestrati.
 
La tipologia di merci sequestrate
Sono stati sequestrati  355mila  paia di occhiali (17% del totale) per un valore stimato di 46 milioni di euro, oltre 275mila oggetti legati all'elettronica (13% del totale). Il valore corrispondente ai sequestri di abbigliamento, calzature ed accessori è stato stimato in quasi 28 milioni di euro. Tuttavia sono gli orologi i prodotti contraffatti sequestrati con il valore più alto: l'anno scorso l'Agenzia delle Entrate ha intercettato più di 146mila  orologi contraffatti, per un valore stimato di oltre 110 milioni, quasi il 48% del totale. La metà degli interventi hanno interessato spedizioni commerciali per via aerea, il 12% via mare, mentre il 26% è relativo a bagagli di viaggiatori, sia per via aerea che marittima. Comunque, per numero di beni sequestrati, la principale via di introduzione rimane la spedizione commerciale via mare (quasi l'80% del totale).
 
L’origine dei prodotti
Sulla provenienza delle merci contraffatte, la maggior parte dei prodotti sequestrati viene dall'Asia, il 67%, e dall'Africa, il 31%. Rispetto all'anno precedente si rileva un calo delle provenienze asiatiche, che nel 2012 rappresentavano il 77% del totale e un parallelo aumento dei sequestri di prodotti provenienti dall'Africa.
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