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Ue: contro la corruzione
arriva la manovra d’autunno

Alla fine di agosto presentato al Parlamento europeo il pacchetto di misure messe a punto dalla Commissione

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La lotta alla corruzione è una priorità ineludibile e la Commissione europea insiste per richiamare l’attenzione delle forze politiche dell’eurozona e attivare tutte le misure opportune. L’obiettivo è arginare l’endemica diffusione del fenomeno non a caso denunciata dall'80% dei cittadini come dei principali problemi del proprio Paese. Ogni anno 120 miliardi di euro, circa l'1% del Pil dell'Unione europea, si polverizzano a causa della corruzione.   Pronto il piano autunnale di interventi Il 31 agosto scorso la Commissione europea ha presentato e discusso in Parlamento il pacchetto di misure "Combattere la corruzione nell'UE" (pubblicato in giugno) evidenziando che il quadro normativo per contrastare la corruzione in Europa adottato nell’ultimo decennio non ha fornito i risultati sperati.   Le inchieste sui crimini finanziari Gli eurocommissari concentrandosi sulla corruzione legata all'allargamento dell'UE e riflettendo sulla necessità di modernizzare le regole europee sulla confisca dei beni provenienti da attività criminose sviluppando strategie mirate per migliorare le inchieste sui crimini finanziari invitano i Capi di Stato e di governo ad attivarsi con misure normative idonee.   Le proposte della Commissione Dal suo canto l’esecutivo rafforzerà le azioni intraprese dagli stati aderenti con iniziative di potenziamento delle leggi nazionali. Nei prossimi mesi la Commissione proporrà una revisione del quadro normativo dell'Unione europea sulla confisca e il recupero dei proventi di attività illecite e un piano d'azione su come perfezionare la raccolta dei dati statistici sulla criminalità. Rientra in tale piano d’azione la creazione, a decorrere dal 2013, del nuovo sistema strutturato con la pubblicazione, a cadenza biennale, di un "rapporto anti-corruzione". La relazione beneficerà dei contributi di numerose fonti, tra cui i meccanismi di monitoraggio esistenti (del Consiglio d'Europa, dell'OCSE e delle Nazioni Unite), il parere di esperti indipendenti, specialisti in affari e esponenti della società civile.   Gli obiettivi delle misure Il nuovo sistema integrerà il più ampio programma di tutela dell'economia legale europea, le cui linee furono tracciate nella strategia di sicurezza interna dell'Unione, presentata dalla Commissione nel novembre 2010 (IP/10/1535) che dovrebbe sfociare nel corso dell'anno in una revisione delle norme dell'UE concernenti la confisca dei proventi di attività illecite e in un piano d'azione sullemodalità di perfezionamento della raccolta di dati statistici sulla criminalità. In questa prospettiva la Commissione ritiene auspicabile creare sinergie con il Gruppo di Stati del Consiglio d'Europa contro la corruzione (GRECO) per potere definire una strategia atta a migliorare le indagini sui reati finanziari negli Stati membri entro il 2012.  La Commissione lavorerà pertanto in stretto contatto con agenzie dell'UE quali Europol, Eurojust e CEPOL, e, in particolare, con  l'OLAF, al fine di intensificare la cooperazione giudiziaria e di polizia e di migliorare la formazione delle autorità di contrasto e pianificare le iniziative per combattere le frodi a danno degli interessi finanziari dell'UE già nel 2011. L’attività programmatica è decisamente impegnativa (per studio e investimento di risorse) e non rigorosamente settorializzabile se soltanto si considera che la modernizzazione normativa finalizzata al contrasto della corruzione impone il “passaggio” per molti ambiti d’intervento trasversali, come la disciplina UE in materia di appalti pubblici, le norme contabili e le modalità di audit delle imprese dell'Unione. 
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