Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Dal mondo

Ue, controversie da doppie imposizioni.
In vigore nuove regole per gli Stati europei

Dal 1° luglio una direttiva introduce maggiore tempestività nelle dispute tributarie sull’interpretazione e applicazione di convenzioni contro le doppie imposizioni

Thumbnail

Il 1° luglio scorso è entrata in vigore in Europa la direttiva sui meccanismi di risoluzione delle controversie sorte tra Stati membri in materia di doppie imposizioni. L’ambito di applicazione della nuova normativa europea è quindi l'interpretazione e l'applicazione di accordi e convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni fra Paesi membri. La direttiva istituisce un nuovo meccanismo che dovrebbe garantire maggiore rapidità di conclusione alle potenziali controversie, grazie alla previsione di una procedura di risoluzione amichevole. Previsto anche l’intervento di una commissione consultiva per i casi più difficili.
Le nuove norme si applicano a qualsiasi reclamo presentato dal 1° luglio 2019 in poi, relativo a periodi di imposta con inizio successivo al 1° gennaio 2018. In ogni caso, le autorità competenti possono concordare di applicare la direttiva a qualsiasi reclamo presentato anche in precedenza e per precedenti periodi d’imposta.

La ratio della direttiva
La normativa in questione è stata approvata il 10 ottobre 2017, con lo scopo di agevolare la soluzione delle controversie fiscali che possono insorgere in materia di doppia imposizione fra gli Stati membri, superando eventuali differenti interpretazioni e applicazioni delle norme.
Dati alla mano, sappiamo che nell’Unione europea  ad oggi sono state aperte 2mila di queste controversie, e che di queste circa 900 hanno avuto inizio da oltre due anni. Prima dell’entrata in vigore della direttiva, una convenzione multilaterale conferiva alle autorità fiscali la possibilità di sottoporre la controversia ad arbitrato, ma il contribuente non disponeva dei mezzi per avviare autonomamente il procedimento, mentre le autorità fiscali erano tenute a raggiungere un accordo finale. Le indicazioni operative della direttiva appena entrata in vigore dovrebbero invece garantire a imprese e cittadini una soluzione più rapida ed efficace e di superare quindi le problematiche di costi aggiuntivi e conseguenti problemi di liquidità connesse all’incertezza sul trattamento fiscale di determinate situazioni.

Le novità previste dal legislatore europeo
I concetti chiave della direttiva sono l’istituzione di una nuova procedura amichevole, la possibilità di avviare un tentativo di conciliazione e maggiori flessibilità e trasparenza. Il nuovo sistema infatti prevede che le questioni fiscali siano risolte da competenti autorità giudiziarie in tempi accettabili e prevedibili e fa chiarezza sui diritti e sugli obblighi dei soggetti interessati quando emergono tali controversie, mettendo al centro della propria ratio la tempestività di risoluzione della controversia.

Come si avvia la procedura amichevole
Il procedimento comincia con un reclamo che il contribuente coinvolto in una controversia fiscale in materia di doppia imposizione può presentare a ciascuna autorità competente di ogni Stato membro interessato.  Il reclamo può essere accettato solo se corredato di tutte le informazioni previste dalla direttiva, tra cui gli elementi identificativi dei soggetti interessati, i periodi d’imposta di riferimento, informazioni particolareggiate che illustrino i fatti e le circostanze del caso, gli importi nelle valute degli Stati membri interessati, eventuale documentazione a supporto, il riferimento alle norme nazionali applicabili e all'accordo o convenzione sulla doppia imposizione. Ciascuno Stato coinvolto potrà chiedere informazioni supplementari entro tre mesi dal ricevimento del reclamo e decidere se accettare o rigettare l’istanza entro sei mesi dal suo ricevimento. Da qui, le autorità degli Stati membri si occuperanno di risolvere la questione controversa mediante una procedura amichevole di massimo due anni. Se al termine di questo periodo non si sarà giunti a una soluzione, il contribuente potrà chiedere l'istituzione di una commissione consultiva, che sarà tenuta a pronunciare un parere entro 6 mesi. La decisione finale sarà vincolante per gli Stati membri interessati e sarà attuata purché i soggetti interessati accettino la decisione finale e rinuncino a impugnarla. Qualora successivamente la decisione finale non sia stata attuata, il soggetto interessato può rivolgersi al tribunale competente dello Stato membro inadempiente affinché ne imponga l'attuazione.

URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/articolo/ue-controversie-doppie-imposizioni-vigore-nuove-regole-stati-europei