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Dal mondo

Ue: su evasione fiscale e Iva
per le direttive parte il countdown

Dal 1° gennaio entrano in vigore le nuove norme comunitarie adottate in funzione delle piccole e medie imprese

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Conto alla rovescia per le nuove regole Ue sul contrasto all’evasione fiscale e sulla fatturazione Iva con l’entrata in vigore, dal prossimo 1° gennaio, delle direttive comunitarie. Tra le novità, l’equiparazione tra fatture elettroniche e cartacee e il rafforzamento della cooperazione amministrativa tra gli Stati Ue.
 
Pmi in primo piano, tra fatturazione elettronica e contabilità di cassa
Dal 1° gennaio 2013 entrerà in vigore la direttiva 2010/45/Ue del 13 luglio 2010, che stabilisce l’equiparazione tra fatture elettroniche e cartacee.  Un passo in avanti nella politica economica dell’Unione europea, compiuto principalmente per migliorare la vita delle piccole e medie imprese, come sottolineano le parole di Algirdas Šemeta, Commissario responsabile per la fiscalità, l'unione doganale, l'audit e la lotta antifrode: "Queste nuove norme sull'Iva riflettono ciò di cui le imprese europee hanno bisogno oggi”. Obiettivo della direttiva, infatti, è quello di incentivare l’utilizzo della fatturazione elettronica, che consentirà alle aziende dei Paesi comunitari un risparmio fino a 18 miliardi di euro all’anno.
Buone notizie per le piccole imprese anche sul fronte della contabilità di cassa. Dal nuovo anno, infatti, le regole comunitarie stabiliscono che le aziende operanti nei Paesi membri potranno  dichiarare e versare l’Iva dovuta non più al momento della fatturazione ma a quello della ricezione del pagamento, in modo tale da evitare problemi di liquidità.
 
Nuova linfa al contrasto all’evasione
Al debutto il 1° gennaio anche le nuove regole in materia di contrasto all’evasione. Dal nuovo anno, infatti, entra in vigore la direttiva 2011/16/UE del 15 febbraio 2011 che rafforza la  cooperazione amministrativa tra gli Stati membri in ambito fiscale. Le nuove norme, come ha evidenziato Algirdas Šemeta, “porteranno maggiore trasparenza, uno scambio di informazioni più efficace e una cooperazione più rafforzata”. La direttiva introduce, infatti, modifiche sostanziali sia allo scambio automatico di informazioni, sia a quello su richiesta tra gli Stati Ue. 
 
Gli obblighi per gli Stati Ue
Gli Stati Ue non potranno più negare informazioni richieste da altri Paesi membri, anche se queste sono detenute da una banca o da un istituto finanziario. Per quanto riguarda lo scambio automatico di dati, le autorità finanziarie competenti degli Stati Ue avranno l’obbligo di fornire a qualsiasi Paese membro, a partire dall’anno d’’imposta 2014, informazioni relative ai redditi da lavoro, immobiliari e da capitale dei residenti in altro Paese. La direttiva, inoltre, detta altre nuove regole in materia di cooperazione amministrativa. Le nuove linee guida si applicheranno a tutte le imposte, tranne a quelle già disciplinate da una specifica legislazione comunitaria (tra cui Iva, dazi doganali e contributi previdenziali obbligatori). 
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