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Ue: il Fisco un sostegno forteper la crescita e lo sviluppo

Ad affermarlo è stato il Commissario alla Fiscalità dell'Ue, Algirdas Šemeta, dinanzi all'International Tax Conference

Oltre 70 miliardi di euro all'anno di costi di compliance relativi all'Iva, eccessivo cuneo fiscale, scarso coordinamento delle politiche fiscali. Queste alcune delle criticità evidenziate da Algirdas Šemeta, Commissario per la Fiscalità e l'Unione doganale, nel suo discorso di apertura all'International Tax Conference che si è svolta nei giorni scorsi a Stoccolma. L'intervento di Šemeta si è articolato lungo le tre linee guida della politica fiscale Ue: cooperazione internazionale, contributo alla crescita economica, necessità di ridisegnare parte dei sistemi tributari nazionali.

Scambio di informazioni e trasparenza amministrativa
Sul fronte della cooperazione, il Commissario ha sottolineato i passi avanti compiuti dall'Unione nell'ambito dello scambio di informazioni e della trasparenza amministrativa sia tra Paesi membri sia con Stati extraeuropei. L'Ue, ha ricordato Semeta, ha partecipato attivamente ai lavori del Global Forum Ocse sul tema e, in ambito internazionale, è impegnata nel rafforzamento dei rapporti con i Paesi in via di sviluppo.
Il Commissario ha poi espresso le proprie perplessità sul Facta (Foreign accounts tax compliance act), la legge approvata dagli Usa che prevede dal 2013 l'obbligo per gli istituti finanziari non statunitensi di fornire al governo americano informazioni fiscali su cittadini Usa che detengono relazioni bancarie all'estero. Šemeta ha sottolineato come la necessità di garantire trasparenza e un adeguato scambio di informazioni non debba comportare oneri eccessivi per gli istituti di credito europei.

Il ruolo del Fisco per la crescita e lo sviluppo
Successivamente Šemeta si è soffermato sull'importanza del Fisco come sostegno alla crescita e allo sviluppo, in particolare per il rilancio del mercato unico europeo. Tra gli strumenti in via di definizione a livello comunitario, il Commissario ha messo in evidenza la base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB), che permettere alle imprese europee di compilare un'unica dichiarazione fiscale valida per le tutte le attività svolte all'interno del mercato Ue. Obiettivo, ridurre i costi di compliance per le aziende che attualmente ammontano a due miliardi di euro all'anno.
L'Unione, ha ricordato Šemeta, è impegnata anche sul fronte Iva, tema su cui ha lanciato una consultazione pubblica con oltre 2mila contributi inviati dai cittadini europei. In agenda anche il perfezionamento della Convezione arbitrale sul transfer pricing, l'estensione dell'ambito di applicazione della direttiva su interessi e royalties e la revisione della direttiva sulla tassazione del sistema energetico, con lo scopo di potenziare le fonti non inquinanti.

L'importanza delle riforme fiscali a livello nazionale
Terzo punto chiave del discorso, la necessità di riforme fiscali a livello nazionale. Molti Stati europei, ha rilevato il Commissario, hanno cercato di fronteggiare crisi di bilancio con tagli di spesa e con il contrasto all'evasione senza comprendere l'esigenza di rivedere alcune norme tributarie, come quelle, ad esempio, sul cuneo fiscale. Infine, riflettori puntati sulla proposta di tassare il sistema finanziario, da mesi ormai al vaglio dell'Ecofin.
 

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