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UE: con Fns tempi duri per frode e corruzione

Acronimo di Fraud Notification System è il nuovo sistema di notifica per circostanziare i fatti denunziati

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L'Olaf (l'Ufficio europeo per la lotta antifrode) ha reso operativo un sistema elettronico innovativo per combattere più efficacemente le frodi comunitarie e la corruzione nell'ambito dell'Unione europea. Dal 3 marzo scorso è operativo il nuovo portale all'interno del sito web dell'Olaf grazie al quale i cittadini comunitari, le imprese e i funzionari dell'Unione europea possono segnalare online in maniera più semplice e sicura e se desiderato, anche in forma anonima, casi di corruzione e frode ai danni del bilancio dell'Unione europea.

Le caratteristiche del sistema e i primi risultati
Il "Sistema di notifica delle frodi" (FNS - Fraud Notification System) è stato studiato per consentire agli investigatori esperti dell'Olaf di interagire con tutti i potenziali informatori, circostanziare meglio i fatti denunciati, valutare la loro fondatezza ed evitare i possibili abusi che si sono verificati con il precedente sistema di denuncia anonima.
Il Fraud Notification System, attraverso un format strutturato, ha raggiunto in questi primi mesi di operatività una efficacia notevole nell'ottimizzazione del processo di denuncia delle irregolarità. Essendo simile a una casella di posta elettronica, il nuovo sistema assicura, con il reciproco scambio di messaggi, una continuità colloquiale maggiore tra le parti interessate necessaria per il raggiungimento delle finalità istituzionali dell'organismo.

Le finalità del servizio in coerenza con la "missione" dell'Olaf
La missione dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) è proteggere gli interessi finanziari dell'Unione europea (UE) e la reputazione delle istituzioni europee. L'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), istituito dalla Commissione europea con la Dec. n. 1999/352/CE, svolge la sua missione indagando sulle frodi, sulla corruzione e su altre attività illecite che danneggiano gli  interessi, compresi gli atti illeciti all'interno degli organi dell'Unione europea. L'Olaf, pur facendo parte della Commissione europea, dispone di uno speciale statuto d'indipendenza per le sue funzioni d'indagine nella lotta contro la frode. In particolare l'Ufficio assiste le autorità nazionali e comunitarie nella lotta alle frodi e, attraverso una funzione di deterrenza, prevenzione e  rafforzamento della legislazione, rende più difficile il verificarsi di frodi e di irregolarità, contribuendo a rafforzare la fiducia dei citttadini nel progetto europeo.
La missione dell'Olaf riguarda, in linea di principio, tutte le spese e le entrate della Comunità, compreso il bilancio generale, i bilanci amministrati dalle Comunità o a loro nome, nonché alcuni fondi che non rientrano nel bilancio e che sono amministrati dalle agenzie comunitarie per proprio conto. Vi rientrano anche tutte le misure che influiscono o possono influire sul bilancio comunitario. Infine l'Olaf si occupa di altri interessi non finanziari e di tutte le attività connesse alla tutela contro il verificarsi di comportamenti irregolari perseguibili per via amministrativa o penale, comprese le indagini in settori diversi.

I regolamenti comunitari e la disciplina delle attività
Le modalità di funzionamento sono specificate nei seguenti atti: Reg. (CE) n. 1073/1999 relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode, regolamento (EURATOM) n. 1074/1999 relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode, accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle Comunità europee relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode.

La definizione di frode comunitaria
Per frode comunitaria (così come definita dall'articolo 1 della Convenzione del 26 luglio 1995 relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee) si intende qualsiasi condotta illecita a danno degli interessi finanziari dell'Unione europea. In particolare tale definizione comprende tutti gli atti o le omissioni intenzionali da cui deriva un danno per il bilancio comunitario sotto forma di minori entrate (prelievi agricoli, dazi doganali, quota parte dell'Iva e del prodotto nazionale lordo) o maggiori uscite (finanziamenti all'agricoltura o per finalità di sviluppo sociale o industriale.

La denuncia nel più assoluto anonimato
L'Olaf, per la tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea e la lotta contro le frodi, si avvale della collaborazione di cittadini, imprese e funzionari dell'Unione europea che, utilizzando il nuovo sistema online, dopo aver segnalato le irregolarità, possono essere totalmente protetti da possibili forme di ritorsione. In concreto la denuncia agli uffici dell'Olaf può avvenire attraverso vari canali: per telefono, chiamando i numeri verdi attivi in ciascuno Stato membro; per posta, inviando una lettera presso gli uffici di Bruxelles; per e-mail, con un messaggio di posta elettronica; e, infine, online, compilando il modulo disponibile sul portale dell'Olaf.

La costituzione di una banca dati
Il nuovo sistema Fns assicura, in aggiunta al vantaggio dell'anonimato, anche quello di rendere possibile la costituzione di una banca dati di ampia consultazione e di esame da parte degli esperti prima che sia assunta la decisione relativa all'avvio dell'indagine. Dopo l'attuale fase di rodaggio, il sistema diventa disponibile in quattro lingue (inglese, francese, tedesco e olandese) ma le informazioni possono essere registrate in tutte le lingue dell'Unione attraverso la compilazione guidata del modulo online.

Le fonti di informmazione e il ruolo dell'intelligence
L'Olaf può ricevere le informazioni da qualsiasi fonte, tra cui gli organi comunitari, gli Stati membri, le autorità dei Paesi terzi, le organizzazioni internazionali, gli informatori, le persone che denunciano una irregolarità, testimoni, fonti anonime. L'Olaf utilizza le sue risorse di intelligence anche  per cercare indizi di frodi.
In conformità al codice di buona condotta amministrativa della Commissione, ogni volta che un'informazione proviene da una persona identificabile, gli investigatori confermano la ricezione. Allo stesso modo, quando viene assunta una decisione di chiusura o di evidente immediata infondatezza del caso, quella persona o quell'organismo viene informato per iscritto della decisione.
 
La valutazione delle informazioni iniziali
Tutte le informazioni pervenute all'Ufficio, concernenti una possibile irregolarità o frode, sono  messe a disposizione dell'Olaf e non possono essere trattenute da nessun membro del suo personale. Le informazioni sono registrate e valutate, a prescindere dal fatto che siano anonime o meno, per  stabilire se la questione rientri nel campo di competenza dell'Olaf, se le informazioni pervenute sono affidabili e se i sospetti sono sufficientemente seri.
Obiettivo delle "indagini" è raccogliere le prove necessarie per stabilire i fatti del caso, verificare l'esistenza di irregolarità, frodi, corruzione o gravi colpe personali, lesive degli interessi finanziari dell'Unione europea. Gli investigatori dell'Olaf svolgono il loro mandato investigativo raccogliendo informazioni, esaminando documenti ed effettuando controlli in loco, ispezioni e audizioni.

L'apertura del caso: il ruolo della valutazione e decisione
La valutazione è il momento fondante del processo decisionale in quanto ad essa consegue la decisione di proporre al direttore generale l'apertura di un caso. Se la valutazione è positiva, una relazione è sottoposta all'attenzione della direzione. In caso contrario, se la questione non rientra nelle competenze dell'Olaf, le informazioni possono essere rimesse a un'altra autorità nazionale o internazionale.
Durante la fase di valutazione i valutatori dell'OLAF svolgono tutte le ricerche necessarie per chiarire o supportare con dati di fatto o documentali le informazioni iniziali. In generale, la fase di valutazione non supera i 2 mesi dalla data di registrazione delle informazioni; essa, tuttavia, può essere prorogata di altri 6 mesi e, in casi eccezionali, per un periodo anche più lungo.
Se il caso non dovesse essere stato ancora aperto formalmente gli investigatori si limiteranno quindi a chiarire le informazioni iniziali, consultandosi con la fonte e con altri organi comunitari e altre autorità coinvolte negli Stati membri o nei Paesi terzi, oltre che a valutare e verificare l'accuratezza delle informazioni, confrontandole con altre informazioni e risorse di intelligence.
Nella gestione dei casi svolge un ruolo decisivo il comitato esecutivo, i cui membri sono i rappresentanti delle direzioni interessate, che assiste il direttore generale fornendogli tutta la consulenza necessaria. Sulla base della relazione di valutazione, il comitato può raccomandare l'apertura di una caso o la classificazione delle informazioni pervenute come "caso inesistente" se non sussistono motivi per ulteriori provvedimenti.
 

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