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Ue a lavoro contro le frodi Iva.
Attualmente in fumo 50mld l’anno

La Commissione Europea lancia un pacchetto di misure per chiudere le scappatoie che portano a illeciti in campo Iva

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La cooperazione internazionale e lo scambio di informazioni rivestono sempre più un ruolo strategico nel contrasto dei fenomeni evasivi ed elusivi anche sul fronte dell’Iva. Partendo da questa consapevolezza, la Commissione europea ha lanciato di recente un pacchetto di proposte per rafforzare il sistema di contrasto alle frodi Iva ed eliminare le maglie larghe che potrebbero lasciare spazio a illeciti fiscali su larga scala sul fronte dell’imposta sul valore aggiunto, finalizzati potenzialmente anche a finanziare organizzazioni criminali e terroristiche. Si tratta di fenomeni rilevanti nel panorama delle entrate europee, sulla base delle stime diffuse dalla stessa Commissione, le perdite di gettito per gli Stati membri ammonterebbero a circa 50 miliardi di euro l’anno, una somma che equivale al 5% dell’Iva riscossa annualmente, che nel 2015 è stata di 1000 miliardi di euro, pari al 7% del Pil dell’Ue. Si parte dal rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri per arrivare alla messa in comune delle informazioni sugli autoveicoli, passando per la collaborazione tra e con gli organismi di contrasto e per la condivisione delle informazioni sulle importazioni da Paesi terzi. Le misure proposte dalla Commissione Ue fanno parte di una strategia più generale che passa per “lo spazio unico europeo dell’Iva”, proposto lo scorso ottobre e dal piano d’azione sull’Iva dell’aprile 2016. Ora la palla passa al Parlamento europeo per la consultazione e al Consiglio per le procedure di adozione.

Le frodi Iva si combattono online
“Condivisione” e “tempestività” sembrano essere le parole chiave di questa nuova strategia di contrasto ai fenomeni fraudolenti Iva, in quanto se è vero che le autorità fiscali degli Stati membri già si scambiano alcune informazioni sulle imprese e sulle vendite transfrontaliere, questi dati attualmente vengono trattati manualmente. Inoltre, le diverse amministrazioni e autorità che si occupano di contrasto delle frodi all’interno dell’Ue non condividono in maniera sistematica le informazioni Iva e le notizie riservate sulle bande organizzate che operano le frodi più consistenti.  Mancando, quindi, ad oggi un reale coordinamento investigativo è molto difficoltoso affrontare tempestivamente attività criminali che trovano sempre nuove strade e facce. Da questi presupposti prendono le mosse le proposte della Commissione Ue, che mirano a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri permettendo loro di contrastare la frode dell'Iva con maggiore rapidità ed efficacia, anche nel caso delle frodi online. Nel complesso, le proposte potenzierebbero considerevolmente la capacità di tracciare e bloccare truffatori e criminali impegnati a sottrarre risorse pubbliche.

Rafforzata la cooperazione tra gli Stati membri
L’Eurofisc, la rete europea di esperti sulle frodi, assume il ruolo di cabina di regia nelle indagini transfrontaliere e di garante della tempestività degli interventi di contrasto agli illeciti in campo Iva. Le frodi, infatti, si possono verificare in pochissimo tempo, per cui gli Stati membri devono disporre degli strumenti per agire il più rapidamente possibile. Una delle proposte presentate dalla Commissione prevede, quindi, la realizzazione di un sistema online di condivisione delle informazioni nell'ambito di Eurofisc. Gli Stati membri potranno così operare un’accurata e tempestiva analisi del rischio grazie alla piena disponibilità dei dati sulle operazioni transfrontaliere. La cooperazione internazionale passerà anche per i joint audit, attività di accertamento svolte congiuntamente da due o più autorità fiscali per contrastare gli illeciti legati alle forniture transfrontaliere, soprattutto nel settore del commercio elettronico.

Stretta collaborazione con gli organismi di contrasto 
La Commissione riconosce un ruolo di primo piano nella battaglia alle frodi Iva agli organismi che a livello europeo si occupano di contrasto agli illeciti, quali l’Olaf, l’Europol e la Procura europea (EPPO), che è stata istituita lo scorso ottobre e si occuperà di contrastare la criminalità finanziaria nell’Ue. La proposta della Commissione è quella di aprire nuovi canali di comunicazione e di scambio di dati tra le autorità fiscali e gli organismi europei di contrasto, al fine di condividere in tempo reale le informazioni sulle attività transfrontaliere sospette di portare a frodi dell'Iva e dare così il via a controlli a 360°: informazioni nazionali, casellari giudiziali, banche dati e altre informazioni detenute dagli organismi Ue a confronto per identificare i reali responsabili delle frodi e le loro reti.

Importazioni da Paesi terzi e autoveicoli: al via la condivisione dei dati
Tra le proposte al vaglio c’è anche il miglioramento dello scambio di informazioni tra autorità fiscali e doganali sulle merci in arrivo per ridurre il rischio di frodi Iva, con particolare attenzione ai regimi doganali speciali, come nel caso del transito dei beni. Un fronte aperto è anche quello del commercio degli autoveicoli. Se il pacchetto di proposte sarà adottato, l’Eurofisc avrà accesso ai dati relativi all'immatricolazione degli autoveicoli degli Stati membri per contrastare più efficacemente le frodi in questo settore. L'Iva, infatti, è applicata in modo diverso alle auto nuove e a quelle usate e spesso vengono messe in atto frodi vendendo auto nuove o recenti, il cui intero valore è imponibile, come beni d'occasione per i quali solo il margine di profitto è soggetto all'Iva.
 
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