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Ue: l'economia digitaleal servizio della competitività

Il Comitato economico e sociale concretizza una delle sette iniziative previste nel contesto di Eu 2020

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Il Comitato economico e sociale europeo (CESE), per ovviare al digital divide e assicurare un servizio universale sfruttando le potenzialità della banda larga,  si sta adoperando per rendere effettiva un'agenda digitale europea. In tal modo la connettività universale ad alta velocità dovrebbe poter contare su adeguati meccanismi di finanziamento.

Le iniziative faro della strategia Europa 2020
L'agenda digitale europea è una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020 che attribuisce un ruolo chiave alle tecnologie dell' informazione e della comunicazione (TIC) per raggiungere gli obiettivi prefissati dell'Unione europea. L'iniziativa politica ha ricevuto il pieno sostegno dei ministri responsabili delle politiche in materia di società dell' informazione dell'UE, durante la riunione ministeriale informale di Granada (Spagna) dell'aprile 2010.

La strategia di rilancio della competitività europea
Il CESE ha condotto a termine proprio nei giorni passati a Bruxelles il IV Seminario per operatori degli uffici stampa e di comunicazione dimostrando la ferma determinazione di portare avanti con tutti gli strumenti istituzionali una strategia di rilancio della competitività europea nel settore. Quali sono, dunque,  le iniziative intraprese e di quali potenzialità operative dispone l'organismo? 

Il Cese ieri, oggi e domani
Il CESE è un organo consultivo dell'Unione europea istituito nel 1957, che fornisce consulenza qualificata alle maggiori istituzioni dell'Unione europea (Commissione, Consiglio e Parlamento) elaborando  pareri sulle proposte di leggi europee e su questioni ritenute di importanza basilare nell'interazione del ruolo delle organizzazioni della società civile degli Stati membri che formano oggetto della sua "missione". Tre sono i settori d'intervento:

  • contribuire a far sì che le politiche e la legislazione europee siano più vicine alle realtà economiche, sociali e civili, coadiuvando il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea grazie all'esperienza dei suoi membri, alla loro rappresentatività, al dialogo e alla ricerca del consenso in nome dell'interesse generale;
  • favorire lo sviluppo di un'Unione più partecipativa e più vicina ai cittadini, fungendo da sede istituzionale di rappresentazione, informazione, espressione e dialogo della società civile organizzata;
  • promuovere i valori che stanno a fondamento della costruzione europea e far avanzare, a livello sia europeo che mondiale, la democrazia, la democrazia partecipativa e il ruolo delle organizzazioni della società civile.

L'intervento della Commissione europea
In tale prospettiva non può non trovare favorevole accoglimento  la comunicazione della Commissione sull'agenda digitale europea, ossia il positivo sfruttamento delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per mobilizzare l'economia digitale, fornendo così, nel contempo,  un impulso alla crescita e al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini europei. Va da sé, infatti, che la principale causa di inibizione dello sviluppo di un'economia digitale dinamica in Europa (in competitività con Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud) venga imputata ai problemi relativi alla frammentazione commerciale, culturale e giuridica di un'Unione di 27 Paesi e all'insufficienza degli investimenti nell' innovazione delle  reti. 

Il monito nei riguardi degli Stati dell'Unione
Il richiamo ai Paesi membri è lapidario: è necessario un quadro normativo equilibrato per promuovere gli interessi del maggior numero di cittadini, come previsto dalla strategia Europa 2020 che inserisca nell'ambito di azione del servizio universale, con adeguati meccanismi di finanziamento la connettività universale ad alta velocità. La prospettiva implica l'incremento dei  finanziamenti per la realizzazione di programmi di sensibilizzazione e di sviluppo delle competenze e delle conoscenze in materia di TIC, rivolti ai cittadini e alle PMI. In ogni Stato membro dovrebbero, inoltre,  essere istituite funzioni d'informazione e sostegno alle PMI e ai cittadini per aiutarli a capire e a partecipare all'economia digitale.

Gli interventi a favore della familiarizzazione
L'impegno a favore della e-inclusione, manifestato nell'agenda digitale comporterà, contestualmente, l'avvio di  iniziative finalizzate a familiarizzare gli scolari, gli anziani e i cittadini socialmente svantaggiati con l'utilizzo della tecnologia a banda larga (ad esempio tramite l'apprendimento on-line, le videoconferenze, i servizi pubblici on-line). L'incentivazione di  un'industria della sicurezza dell'informazione coerente e coordinata consentirà di  competere con l'industria statunitense del settore, molto competente e ben finanziata.

L'identità elettronica e la lotta contro la criminalità
Gli investimenti dovrebbero mirare alla ricerca di soluzioni innovative ai problemi derivanti dalla diversità linguistica dell'UE e la possibilità di prevedere un'identità elettronica europea (eID) per ogni cittadino, sì da facilitare la prestazione dei servizi elettronici e il commercio on­line garantito dalla certificazione per una efficace  protezione universale al momento dell'acquisto di beni e servizi on-line, indipendentemente dalle frontiere nazionali. Tale sistema rafforzerebbe la fiducia dei consumatori nel commercio elettronico.
Una particolare attenzione dovrà, infine, essere rivolta al commercio elettronico con i minori, che deve essere dotato di regole e codici di condotta appositamente elaborati e alla lotta alla  cybercriminalità attraverso  misure punitive forti e uniformi in tutta l'UE nei confronti dei trasgressori.
 

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