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Ue: il nuovo patto di stabilitàviaggia su un doppio binario

È una delle novità contenute nel pacchetto legislativo di proposte adottato nel quadro della governance Eu 2020

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La Commissione europea il 29 settembre scorso ha adottato, nel piano di rafforzamento della governance economica dell'UE e dell'area dell'euro, un pacchetto di misure che definiscono il nuovo patto di stabilità e crescita e il regime sanzionatorio da applicare in caso di inadempienze. Il pacchetto, rappresentato da cinque regolamenti e da una direttiva, è subordinato all'approvazione da parte del Parlamento europeo entro l'estate 2011 e potrebbe essere, in sede di lettura, destrutturato in due parti di cui una a contenuto preventivo e l'altra dissuasivo, ovvero una propositiva e l'altra caratterizzata da misure sanzionatorie.

Il patto di stabilità e il progetto Eu2020
Il Patto di stabilità e crescita rappresenta il quadro di norme per il coordinamento delle politiche di bilancio nazionali nell'ambito dell'Unione economica e monetaria (Uem) e assolve la funzione di garanzia della solidità delle finanze pubbliche (requisito ineludibile per il corretto funzionamento dell'Uem).
Le disposizioni adottate dalla Commissione costituiscono la trasposizione in sede legislativa dei richiami formulati durante la scorsa primavera, diretti a rafforzare la sorveglianza delle politiche di bilancio e ad implementare una strategia di politica macroeconomica e di riforme strutturali. La cornice è quella degli impegni varati con il lancio del progetto Eu2010 in coerenza con i principi del Trattato di Lisbona e rappresentano le prime modifiche veramente incisive nella politica di coordinamento e rafforzamento della governance economica europea

Maggiore rigore = maggiore stabilità
Il rafforzamento delle norme di controllo risponde all'obiettivo primario di ridurre i margini discrezionali attribuiti agli Stati membri nell'applicazione delle sanzioni. Una simile formulazione conferisce al documento programmatico un contenuto nuovo. Il Patto di stabilità e crescita diventerà, infatti, meno permeabile agli inadempimenti di cui i Paesi meno virtuosi si rendono assai troppe volte responsabili. Il maggiore rigore contribuirà a rendere più stabili le politiche di bilancio e meno vulnerabile da parte di quanti volessero mostrarsi riluttanti a onorare gli impegni assunti in sede di accordo.

Il parametro del debito pubblico
Lo studio dell'andamento del debito, secondo la Commissione, non può essere deferito alla mera pianificazione ma deve convertirsi in un'attività di analisi continua che attivi meccanismi di intervento correttivo ove ne emerga la necessità. Osservare costantemente il trend, analogamente a quanto accade per l'andamento del disavanzo, consentirà di adottare le decisioni tempestive nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi.
Il monito agli Stati membri il cui debito supera il 60% del Pil sta, in particolare, nel sollecitare l'adozione di misure per contenerlo in un alveo soddisfacente, individuato nella riduzione di 1/20 della differenza rispetto alla soglia del 60% nel corso degli ultimi tre anni.

I programmi di stabilità e convergenza
L'organismo comunitario ritiene che i programmi di stabilità e convergenza debbono essere elaborati in modo da contenere le seguenti informazioni:

  • un obiettivo a medio termine costituito da una posizione di bilancio che eviti il rischio di superare la soglia del 3% del Pil prevista dal trattato e garantisca la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, il percorso di avvicinamento a tale obiettivo (i valori di riferimento anno per anno fino al conseguimento dell'obiettivo) e l'andamento previsto del rapporto debito pubblico/Pil;
  • le principali ipotesi economiche (crescita, occupazione, inflazione e altre importanti variabili economiche);
  • la descrizione e la valutazione delle misure di politica economica adottate per conseguire gli obiettivi del programma;
  • l'analisi delle ripercussioni di eventuali cambiamenti delle principali ipotesi economiche sulla posizione di bilancio e sul debito;
  • gli obiettivi a medio termine della politica monetaria e la loro relazione con la stabilità dei prezzi e dei cambi (soltanto per i paesi non appartenenti all'area dell'euro).

La valutazione globale
Le informazioni devono essere fornite, oltre che per l'anno in corso e quello precedente, almeno per i tre anni successivi.  Il Consiglio esamina i programmi all'inizio di ogni anno ed esprime un parere, sulla base delle valutazioni formulate dalla Commissione e dal Comitato economico e finanziario. La valutazione positiva dipende dal rilievo assunto da alcune variabili. In primo luogo è rilevante verificare che le ipotesi economiche formulate siano realistiche e che l'obiettivo di bilancio a medio termine presentato nel programma preveda un margine di manovra per evitare il determinarsi di un disavanzo eccessivo. Altrettanto importante è verificare che il percorso di avvicinamento all'obiettivo sia adeguato e che le misure di politica economica adottate siano idonee per il conseguimento dell'obiettivo di bilancio a medio termine e coerenti con gli indirizzi di massima.

Il meccanismo di funzionamento
Altrettanto importante è la previsione di un meccanismo di allarme preventivo. L'early warning si traduce in concreto in un avvertimento che, su raccomandazione, della Commissione, il Consiglio può rivolgere a uno Stato membro, prima che venga a concretizzarsi un disavanzo eccessivo, ossia uno scostamento significativo dall'obiettivo di bilancio a medio termine o dal percorso di avvicinamento a questo obiettivo. Lo Stato membro interessato è così messo in stato di allerta e posto nella condizione di elaborare le necessarie misure di adeguamento per prevenire il determinarsi del disavanzo eccessivo. Ma la "prevenzione" va oltre l'attività meramente segnaletica e attiva un secondo intervento proattivo del piano di stabilità e crescita. Una sorta di early policy advice. La Commissione può, infatti, formulare specifiche raccomandazioni di politica economica per imporre allo Stato membro il rispetto degli obblighi del patto di stabilità e crescita e, in particolare, le raccomandazioni ricevute in sede di esame dei programmi di stabilità e di convergenza.

La sorveglianza di bilancio
L'intervento degli eurocommissari possiede un potenziale di notevole deterrenza in materia di sorveglianza di bilancio perché le modifiche sulla parte preventiva e correttiva del patto di stabilità e crescita sono supportate da una nuova serie di sanzioni finanziarie progressive a carico degli Stati membri dell'area dell'euro.
In particolare, relativamente alla parte preventiva, l'obbligo di costituire un deposito fruttifero dovrebbe essere la conseguenza di deviazioni significative da una politica prudente di bilancio. Per quanto riguarda la parte correttiva, un deposito non fruttifero pari allo 0,2% del Pil troverebbe applicazione a causa della decisione di avviare una procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti di un determinato Paese. La sanzione può essere convertita in ammenda in caso di non osservanza della raccomandazione di correggere il disavanzo eccessivo.

Il monitoraggio annuale
La Commissione effettuerà annualmente il monitoraggio della situazione sulla base di un gruppo di indicatori relativi ai progressi compiuti verso l'obiettivo di un'economia intelligente, che porti ad elevati livelli di occupazione, produttività e coesione sociale.
La politica di bilancio ha avuto, ove possibile, un ruolo espansivo e contro ciclico ma è consapevolezza condivisa che gli elevati livelli di debito pubblico sono insostenibili a tempo indeterminato. Il perseguimento degli obiettivi proposti per "Europa 2020" impone una fattiva  strategia di uscita globale e credibile che riguardi tanto la politica di bilancio e monetaria quanto il sostegno diretto fornito dai governi ai settori economici, in particolare al settore finanziario attraverso il coordinamento rafforzato delle politiche economiche.
Il pacchetto rappresenta uno sforzo importante per dare attuazione agli impegni assunti nel rafforzamento della governance delle istituzioni finanziarie, trovare una soluzione ai punti deboli individuati nel corso della crisi finanziaria e attivare una politica ambiziosa che consenta in futuro di prevenire più efficacemente e, se necessario, gestire meglio le eventuali crisi finanziarie. 
Il patto di stabilità e crescita offre il giusto contesto per attuare strategie di uscita a livello di bilancio e gli Stati membri stanno definendo strategie analoghe nel quadro dei rispettivi programmi di stabilità e convergenza. Le proposte avanzate verranno esaminate dal Consiglio, dal Parlamento Europeo e dal Comitato Economico e Sociale.


 

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