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Dal mondo

Ue: occhio a crescita e occupazione
ma senza trascurare i conti

È in sintesi il contenuto della raccomandazione firmata dalla Commissione sullo sviluppo economico dell'Unione

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"Oggi la Commissione ha assunto decisioni importanti …per migliorare la competitività, dare impulso a crescita e occupazione e rafforzare in modo sostanziale l'unione economica e monetaria". Con queste parole il presidente Barroso ha presentato alla stampa, a margine della conferenza di alto livello "Mission Growth" - Innovation for the competitiveness of European industry", la raccomandazione sullo sviluppo economico dell'Unione e quelle formulate dalla Commissione europea per ogni singolo Stato membro. Il pacchetto elaborato dall'esecutivo comunitario, nell'attuale contesto gravato da vincoli di bilancio e dalla concorrenza globale, comprende anche i risultati delle analisi di dodici Paesi sotto la lente d'ingrandimento.
 

Le analisi per settore
Le raccomandazioni rivolte ai singoli Stati, invece, all'interno di ciascun ambito nazionale, prendono in esame diversi settori: finanza pubblica, fisco, pensioni, pubblica amministrazione, mercato del lavoro. Le raccomandazioni della Commissione si basano sull'analisi dello stato di attuazione di quelle formulate nel 2011 e sui programmi nazionali di riforma e di stabilità o convergenza presentati dai Paesi membri lo scorso 30 aprile.
 

L'Italia sulla strada giusta
L'Italia incassa il sì della Commissione sul fronte fiscale e sulla propria strategia di bilancio, così come indicata nel Patto di stabilità nazionale per il periodo 2012-2015 presentato in aprile. In particolare, l'Ue concorda sull'obiettivo della strategia di bilancio che prevede di ridurre il disavanzo dello Stato entro il 2012 sotto il 3% del Pil grazie a tagli alla spesa pubblica e al recupero di entrate aggiuntive.
In ambito fiscale, la raccomandazione della Commissione evidenzia i passi avanti compiuti dal governo italiano per trasferire il carico degli oneri tributari dai redditi e dal capitale ai consumi e ai patrimoni. L'Unione europea auspica l'adozione di ulteriori iniziative in tal senso e indica altre importanti strade da seguire: rafforzamento della lotta all'evasione fiscale e contributiva, semplificazione del codice tributario, riduzione delle esenzioni fiscali e dell'ampiezza delle aliquote Iva ridotte.
Cartellino rosso, invece, sul fronte dell'occupazione nel quale, secondo l'esecutivo comunitario, l'Italia deve agire in modo più incisivo, attraverso una riforma sostanziale del mercato del lavoro e incentivi all'occupazione giovanile e femminile.
Una maggiore liberalizzazione dei servizi, soprattutto in settori chiave come quello dell'energia e dei trasporti, e una più profonda semplificazione amministrativa, sono le altre richieste formulate dalla Commissione. Un occhio di riguardo è rivolto anche ai problemi delle Pmi italiane. Il regime fiscale agevolato, introdotto nel dicembre 2011, e il rifinanziamento del credito d'imposta per la ricerca e l'innovazione, secondo il documento Ue, non sono sufficienti a migliorare l'attività delle piccole e medie imprese italiane, ostacolata dall'eccesso di burocrazia e dalle difficoltà di accesso ai finanziamenti.
 

Crescita, occupazione e stabilità le priorità dell'Unione
Occhi puntati sul risanamento delle finanze pubbliche, ambito in cui, secondo i documenti dell'Unione europea, gli Stati membri devono ancora compiere molti passi in avanti. L'esecutivo comunitario individua, come obiettivo principale della politica economica, l'incremento dei livelli di occupazione, in particolar modo di quella giovanile, fornendo agli Stati comunitari le possibili direttive di sviluppo nei settori terziario, energetico e dell'Ict. Lo sguardo della Commissione è anche proiettato verso il futuro; i documenti, infatti, delineano il percorso verso una integrazione economica e monetaria completa, attraverso la creazione di una unione bancaria che vigili sulla situazione finanziaria. Queste, in sintesi, le priorità individuate nella raccomandazione riguardante l'Unione.
 

I sorvegliati speciali
Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Ungheria, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito sono stati oggetto anche di un ulteriore esame. Per loro, infatti, è stata elaborata dall'Unione un'analisi per la verifica dell'esistenza di squilibrio macroeconomici.
A tal proposito, i documenti della Commissione, in linea generale, evidenziano che tutti gli Stati sotto esame presentano una situazione di squilibrio macroeconomico. L'analisi evidenzia anche che se gli Stati "vigilati" stanno cercando di correggere i problemi finanziari, persistono aree di notevole criticità, come, ad esempio, il debito pubblico e privato.


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