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Dal mondo

Ue: ora è la volta dell’Italia
al timone del Consiglio dell’Unione

La presidenza assunta da oggi porta a quota dodici il numero delle presenze al vertice dall’integrazione

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“Riuscire a fare dell’Europa il luogo nel quale vivere la profondità della dimensione politica, e non semplicemente l’angustia di una tecnicalità priva di emozioni”. Questa è la sfida del semestre. Con queste parole il premier, Matteo Renzi, ha presentato in Parlamento il programma che caratterizzerà il semestre italiano di presidenza dell’Unione europea. Da oggi, infatti, l’Italia è subentrata alla Grecia al vertice di gestione del Consiglio. Per domani è previsto a Bruxelles il discorso di inaugurazione del premier italiano.
 
Per l’Italia la dodicesima volta dal 1957
Una occasione di rilievo quella della presidenza italiana per il semestre non soltanto perché l’Italia l’ha già esercitata per undici volte dall’inizio dell’integrazione comunitaria del 1957 (Trattato di Roma) ma anche perché nell’anno in corso garantirà per la prima volta la funzione dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona che ha modificato il quadro istituzionale comunitario. Ed è per questo motivo, ha ricordato il presidente del Consiglio in occasione della presentazione in Parlamento del programma, che l’Italia intende presentarsi all’appuntamento istituzionale con un pacchetto unitario di riforme. Dal lavoro a quelle costituzionali passando per gli interventi sulla Pubblica Amministrazione e alla delega fiscale.
 
La crescita, un propellente per la stabilità
L’Italia assume la presidenza di turno in una fase di transizione cruciale per l’Europa comunitaria. La crisi economica ha indotto negli ultimi anni Bruxelles ad applicare severe politiche di bilancio per garantire la stabilità finanziaria e il ritorno alla salute dell'economia. La portata e l'intensità della crisi, la recessione economica e la disoccupazione hanno messo a dura prova la fiducia di un numero significativo di cittadini europei nei riguardi della capacità dell’Unione di garantire la ripresa dell’economia, dei livelli di occupazione e, più in generale, del ritorno alla prosperità. In questo delicato contesto, la nuova presidenza italiana del Consiglio Ue porta con sé la capacità di individuare un orizzonte, una nuova sfida politica condensata nella formula secondo cui non c’è possibile stabilità se non c’è crescita in Europa.
 
I tre blocchi tematici
Europa della crescita, Europa dei cittadini, Europa del mondo sono i tre blocchi tematici intorno ai quali ruotano le iniziative politiche da intraprendere e le misure legislative da adottare nel corso dei 18 mesi di mandato della tripla presidenza condivisa. All’interno di questo schema istituzionale, introdotto dal Trattato di Lisbona, si inscrivono alcuni obiettivi prioritari come la riforma della governance economica, le iniziative per l’occupazione giovanile, il completamento del mercato unico in ambito digitale ed energetico, l'unione bancaria, fiscale, economica e politica. Soltanto per citarne alcuni.
 
Una responsabilità in più per l’Italia
Anche per la presidenza italiana, come per quella greca e lituana, e per chi si troverà dopo al vertice del Consiglio dell’Unione europea, l’obiettivo principale del semestre è salvaguardare i valori su cui si fonda l’Europa comunitaria. Una grande famiglia che, come ricorda il logo scelto per l’evento, la rondine stilizzata, unisce tutti i popoli che ne fanno parte e simboleggia il viaggio, la speranza e la libertà. E questo senza dimenticare alcuni obiettivi irrinunciabili di modernizzazione come l’innovazione tecnologica, ad esempio, che è la chiave per affrontare la questione della pubblica amministrazione e il quadro politico 2030 per il clima e l'energia. Ma la presidenza italiana avrà anche il delicato compito di gestire la fase di transizione istituzionale comunitaria. Dall’insediamento della nuova Commissione al rinnovo degli incarichi di presidente del Consiglio europeo.

Gli interventi nel settore della fiscalità
Trasparenza, lotta contro la frode e l’evasione fiscale, modifica della direttiva 2011/16/UE in materia di cooperazione amministrativa nel settore fiscale, monitoraggio dei negoziati sulla revisione degli accordi con i paesi terzi (Andorra, Liechtenstein, Monaco, San Marino e Svizzera) in materia di tassazione del risparmio, miglioramento della cooperazione amministrativa in materia di Iva sono alcuni dei temi al centro del programma di azione della presidenza italiana e dedicati alla fiscalità. Senza trascurare gli interventi pianificati nel settore delle imposte indirette sul miglioramento del sistema Iva, le proposte relative alla dichiarazione Iva standard, sui servizi assicurativi e finanziari.

Politica estera, mercato, investimenti
La nuova legislatura, all’indomani delle recenti elezioni europee, è anche la chiave per affrontare i grandi temi di politica estera da quello tra Russia e Ucraina per arrivare ad altre questioni che, direttamente o indirettamente, coinvolgono i rapporti con i Paesi extra Ue. In particolare nei riguardi dell’Africa, della Cina, dell'India e della Russia che non rappresentano soltanto gli interlocutori privilegiati con cui affrontare questioni energetiche, di mercato e di investimento ma anche i luoghi in cui dovrà trovare spazio un programma che consenta all’Europa nel suo complesso di essere protagonista con il suo bagaglio di esperienze, progettualità e originalità. Queste sono le altre sfide che attendono alla prova, in questo semestre, la presidenza "targata" Italia. 



Per approfondire
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