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Dal mondo

Ue: proposte due nuove figure
per far capire meglio l’Europa

Si tratta del ministro unico delle Finanze e l’accorpamento delle due figure al vertice di Commissione e Consiglio

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 “L’Europa ha di nuovo i venti a favore. Se non ne approfittiamo, però, non andremo da nessuna parte”. Così il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha esordito nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione 2017, davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Un discorso all’insegna dell’ottimismo che ha toccato diversi temi che però puntano tutti ad un obiettivo comune: quello di favorire la creazione di un’Unione più unita, più forte e più democratica.
In concomitanza con il discorso del presidente, la Commissione europea ha adottato azioni concrete riguardanti gli scambi commerciali, il controllo degli investimenti, la cibersicurezza, il settore industriale, i dati e la democrazia, per cercare di passare dalle parole ai fatti nel più breve tempo possibile.
 
Il futuro dell’Unione europea
Il presidente della Commissione europea ha pronunciato dinanzi al Parlamento europeo il suo terzo discorso sullo stato dell’Unione, un discorso in cui viene fatto il punto della situazione sull’anno in corso e vengono presentate le priorità per l’anno successivo, con particolare riferimento alle modalità con cui si intende rispondere alle nuove sfide dell’Unione. Questo report è stato introdotto dal trattato di Lisbona ed è previsto dall’accordo quadro del 2010 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, secondo cui, inoltre, il presidente della Commissione deve inviare una lettera d’intenti al presidente del Parlamento europeo e alla presidenza del Consiglio per illustrare le azioni legislative e le altre iniziative che la Commissione intende intraprendere fino alla fine dell’anno successivo.
 
Un mercato aperto…
Nel 2017 l’Europa registra il suo quinto anno di crescita economica, una crescita che ora è più vicina a quella degli Stati Uniti, con il +2,2% per la zona euro, e che finalmente ha raggiunto ogni singolo Stato membro. Sul fronte dei mercati, Juncker ha sottolineato come i partner di tutto il mondo cominciano a mettersi in fila per concludere accordi commerciali con l’Ue: ne è stato concluso uno con il Canada, uno politico con il Giappone su un nuovo partenariato economico e ci sono buone probabilità di ottenere lo stesso risultato con il Messico e i Paesi dell’America meridionale entro la fine dell’anno. Inoltre, si è proposto di avviare negoziati commerciali anche con l’Australia e la Nuova Zelanda. In un periodo in cui il protezionismo è tornato di moda, l’Europa invece sostiene l’apertura e l’equità degli scambi commerciali: mentre gli altri Paesi scelgono di alzare il ponte levatoio, l’Europa difende il sistema globale, purché regolamentato.
 
…ma anche unico, più equo e più forte
Il presidente Juncker si è detto fortemente favorevole al passaggio al voto a maggioranza qualificata per le decisioni che riguardano la base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società, l’Iva, la tassazione equa dell’industria digitale e l’imposta sulle transazioni finanziarie, in modo che l’Europa possa agire in maniera più rapida e decisa. Tra le iniziative da avviare o completare entro la fine del 2018 figurano una proposta intesa ad agevolare gli adempimenti Iva, una che obbliga le multinazionali ad una maggiore trasparenza finanziaria (nonché una tassazione più equa per queste ultime) e una nuova strategia per la politica industriale dell’Ue che promuova la competitività,
l’innovazione e la leadership tecnologica.
 
Un ministro europeo dell’Economia e delle Finanze
Nel suo discorso, Juncker ha anche lanciato la proposta di istituire un ministro europeo dell’Economia e delle Finanze, che promuova e sostenga le riforme strutturali negli Stati membri e che diventi il manager di cui l’euro e l’economia dell’Ue hanno bisogno. Questa nuova figura dovrà vigilare sull’operato del futuro Fondo monetario europeo (che dovrebbe essere l’evoluzione del fondo salva-Stati) e sull’utilizzo degli strumenti di bilancio della zona euro; dovrebbe, quindi, coordinare tutti gli strumenti finanziari che l’Ue può attivare quando uno Stato membro è in recessione o è colpito da una grave crisi. Oltre al ministro unico, Juncker ha proposto l’unione delle cariche di Presidente della Commissione europea e di Presidente del Consiglio europeo: in questo modo l’Europa funzionerebbe meglio e sarebbe più facile da capire.
 
Gli altri temi
Oltre ai temi strettamente economici e finanziari, il discorso sullo stato dell’Unione ha affrontato altri temi cruciali per l’Europa, come i fenomeni migratori, un settore in cui l’Italia è riuscita a “salvare l’onore dell’Europa nel Mediterraneo”, la lotta al terrorismo, con la creazione di un’unità di intelligence europea e una vera e propria unione europea della difesa, la sicurezza digitale, i cambiamenti climatici, la salute pubblica, con particolare riferimento alle vaccinazioni, l’occupazione, la crescita e gli investimenti.
 
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