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Dal mondo

Ue: un regime unico contro
l’evasione delle multinazionali

La proposta è stata presentata dalla Commissione e rappresenta una evoluzione rispetto al progetto del 2011

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Rivedere il modo in cui le società sono tassate nel mercato unico europeo attraverso un regime di imposta sul reddito delle società equo e favorevole alla crescita. È quanto propone la Commissione europea che recentemente ha annunciato una riforma antievasione basata su un regime unico uguale per tutti e sull’obbligo per le multinazionali di pagare le tasse dove vengono realizzati i profitti, senza però toccare le aliquote, che resteranno di competenza dei 28 Stati membri.
Gli obiettivi della nuova base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (CCCTB) sono essenzialmente due: da un lato quello di rendere più semplici e meno costose le operazioni all’interno del mercato unico europeo, grazie ad un’importante azione di semplificazione; dall’altro eliminare o quantomeno ridurre i fenomeni di turismo fiscale operati dalle multinazionali per ricercare condizioni fiscali migliori, ponendo tutti gli Stati membri sullo stesso piano.
 
Le novità rispetto alla proposta del 2011
La nuova base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (CCCTB) è stata proposta per la prima volta nel 2011, con lo scopo di rafforzare il mercato unico per le imprese. Nonostante gli sforzi, però, i Paesi membri non sono stati in grado di raggiungere un accordo definitivo.
Grazie alla nuova proposta le imprese potranno finalmente disporre di un corpus normativo unico per calcolare gli utili imponibili in tutta l’Unione europea.
In particolare, la nuova proposta colmerà le lacune attualmente connesse al trasferimento degli utili a fini fiscali, incoraggerà le imprese a finanziare le loro attività mediante capitale e sfruttando i mercati invece di ricorrere all’indebitamento e sosterrà l’innovazione tramite incentivi fiscali alle attività di ricerca e sviluppo (R&D). Questo nuovo regime diventerà obbligatorio per le grande imprese multinazionali, quelle che negli ultimi anni hanno adottato maggiormente una pianificazione fiscale aggressiva. Infatti, quelle con ricavi complessivi superiori a 750 milioni di euro all’anno saranno tassate dove realizzano effettivamente i propri profitti.
La CCCTB non modificherà, però, le aliquote dell’imposta sul reddito delle società, che resteranno una questione di sovranità nazionale. Non sarà quindi toccata, per esempio, l’aliquota al 12,5% dell’Irlanda o quelle di Lussemburgo, Olanda o Belgio, anche se, secondo Bruxelles, questi cambiamenti creeranno ugualmente un sistema più trasparente ed equo per il calcolo della base imponibile delle società transfrontaliere, con una riforma sostanziale della tassazione societaria nell’Ue.
 
Le controversie sulla doppia imposizione e i disallineamenti con i Paesi terzi
Il pacchetto presentato dalla Commissione introduce anche un sistema più efficace per risolvere le controversie in materia di doppia imposizione nell’Ue, una questione che rappresenta uno dei principali ostacoli per le imprese poiché crea incertezza, costi inutili e problemi di liquidità. Per la risoluzione delle controversie la Commissione contemplerà, infatti, una casistica più ampia e gli Stati membri avranno scadenze chiare per concordare una soluzione vincolante al problema della doppia imposizione.
Un’altra proposta della Commissione riguarda, infine, l’introduzione di nuove misure per impedire alle imprese di sfruttare a loro vantaggio alcune lacune (i cosiddetti disallineamenti da ibridi), esistenti tra i regimi fiscali dei Paesi membri e dei Paesi terzi, con l’obiettivo di evadere il fisco.
 
I vantaggi
“Con il rilancio della proposta di CCCTB rispondiamo alle  esigenze delle imprese e dei cittadini in un colpo solo”, ha dichiarato il commissario europeo agli affari  economici e fiscalità, Pierre Moscovici. Secondo Bruxelles, infatti, le imprese avranno un unico interlocutore, ovvero la propria Amministrazione fiscale nazionale, per presentare una sola dichiarazione dei redditi a copertura di tutte le attività svolte nell’Unione. Si stima che il tempo dedicato annualmente alle attività di adeguamento alla normativa dovrebbe diminuire dell’8% e il tempo impiegato per la costituzione di una società controllata si ridurrebbe addirittura del 67%, rendendo più agevole l’operatività all’estero anche per le piccole e medie imprese. Una volta entrata nel vivo, la CCCTB potrebbe aumentare il totale degli investimenti nell’Unione Europea fino al 3,4%, offrendo alle società norme solide e affidabili, condizioni pari ed eque (come ad esempio la possibilità per le società di compensare i profitti in uno Stato membro contro le perdite in un altro) e una riduzione dei costi e degli oneri amministrativi.
Inoltre, le società beneficeranno di un’importante deduzione dei loro costi di ricerca e sviluppo, che sarà particolarmente vantaggiosa per le imprese giovani e innovative che scelgono di aderire al nuovo regime.
Grazie all’eliminazione dei disallineamenti tra sistemi nazionali, dei prezzi di trasferimento, dei regimi preferenziali e grazie all’introduzione di solide misure antiabuso che porranno fine al trasferimento degli utili verso Paesi terzi attuato dalle imprese, la lotta all’elusione metterà a segno un importante risultato a beneficio dell’intero vecchio continente.
 
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