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Ue: sorvegliati speciali
gli squilibri di bilancio

È quanto ha deciso la Commissione nella prima riunione del mese dedicata allo scenario macroeconomico

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Alla vigilia dell’insediamento dell’Italia alla presidenza del cd. semestre europeo, la Commissione europea rende note le conclusioni su uno studio condotto sulle economie di ben 17 Stati membri. Si tratta di un documento attraverso cui la Commissione ha svolto l’analisi delle situazioni di bilancio dei singoli Stati. L’obiettivo è verificare lo stato degli interventi per il risanamento degli squilibri di bilancio.
 
Le strategie di finanza pubblica
Tale documento ha assunto negli anni un ruolo importante per la programmazione delle strategie di finanza pubblica per gli anni a venire. Lo stesso Vicepresidente della Commissione europea, Olli Rehn, ha dichiarato, cercando di sintetizzare, come dall’analisi emerge un progressivo miglioramento delle politiche economiche degli Stati, ma nonostante ciò occorre che i singoli Stati camminino di pari passo e taluno di essi deve intensificare gli sforzi per ridurre lo squilibrio. E ancora, come si legge nel documento, ci sono i primi timidi segnali di ripresa economica ma occorre superare gli squilibri accumulati nell’ultimo decennio, molti dei quali purtroppo sono un comune denominatore tra un diverso numero di Stati membri.  Tra le varie problematiche devono trovare soluzione quelle legate all’indebitamento, agli investimenti e soprattutto alla disoccupazione che negli ultimi tempi ha raggiunto livelli non tollerabili nel medio lungo periodo. Tali problematiche costituiscono il maggior ostacolo per la ripresa della competitività economica dei paesi comunitari.
 
Le sfide macroeconomiche
Le altre sfide macroeconomiche riguardano la riduzione del disavanzo di parte corrente dei bilanci, la riduzione dell’indebitamento sia pubblico che privato, la facilitazione di accesso al credito soprattutto per le imprese redditizie. Il basso tasso di inflazione di questo momento, infatti, una volta superati gli squilibri di cui sopra costituirebbe il volano della tanto auspicata ripresa economica. Spostando le argomentazioni sulla situazione dei bilanci dei singoli Stati membri si deve spendere qualche parola a favore nell’evidenziare gli sforzi per il risanamento compiuti negli ultimi tempi. Non si può disconoscere il peso degli Stati più grandi, quali Germania, Francia e Italia, nel contribuire alla crescita europea. Stati che comunque sono chiamati a indirizzare le loro azioni di governo rispettivamente al rafforzamento della domanda interna, al superamento degli ostacoli alla crescita di medio lungo periodo senza tralasciare il nodo legato alle riforme strutturali e al risanamento di bilancio.
 
Gli Stati membri sotto osservazione
Tra gli Stati che destano preoccupazione per un eccessivo carico degli squilibri si annoverano la Croazia, la Slovenia, la Spagna e l’Italia. Quest’ultimo si trova nella condizione di dover contrastare il peso di un ingente indebitamento e di una scarsa competitività estera legati a una scarsa produttività e ad una bassa crescita. Al riguardo è incessante l’opera di monitoraggio svolto dalla Commissione europea, che da ultimo ha a disposizione un nuovo strumento previsto dal patto di stabilità e di crescita. Per il prossimo futuro, gli Stati membri che presentano squilibri, soprattutto quelli con squilibri eccessivi, possono contare su singole e approfondite analisi al fine di una condivisa formulazione di programmi nazionali di riforma, di stabilità e convergenza in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo. Programmi che saranno all’esame della Commissione già dal mese di Aprile e la cui valutazione avverrà nel mese di giugno quando la stessa Commissione dovrà presentare raccomandazioni, con dati aggiornati e specifici, suddivise per singolo Stato in vista della conclusione del semestre europeo. Per concludere, però, come buona notizia occorre sottolineare la positiva conclusione del proprio programma di aggiustamento economico ad opera dell’Irlanda, rientrata nelle normali procedure di sorveglianza economica, dopo che lo scorso mese di novembre era stata annoverata tra i paesi con eccessivi squilibri macroeconomici.
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