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Dal mondo

Ue: sui disallineamenti da ibridi
sì alle misure di contrasto

Via libera del Parlamento che ha approvato alcuni importanti emendamenti alla direttiva anti-evasione

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Il Parlamento europeo ha approvato durante una sessione plenaria di alcuni giorni fa con 591 voti a favore, 36 no e 12 astensioni alcuni degli emendamenti alla direttiva anti evasione fiscale (UE) 2016/1164 (la Anti Tax Avoidance Directive o Atad I), come per esempio quello per impedire che una multinazionale con sedi dentro e fuori l'Unione europea possa dedurre le stesse spese dalle tasse nelle due giurisdizioni, mettere un termine alla pratica di avere un pagamento deducibile in una giurisdizione, ma non riconosciuto come tassabile nell’altra. In particolare, i deputati hanno modificato la direttiva antifrode dell'Unione europea per evitare che le multinazionali sfruttassero le disparità tra le regole fiscali dell'Unione europea e dei Paesi terzi per ridurre le fatture fiscali.
 
Gli step verso l’applicazione delle misure di contrasto dei disallineamenti da ibridi
Le regolazioni ibride da disallineamento fiscale sfruttano le differenze di trattamento fiscale di un’entità o di uno strumento a norma delle leggi di due o più giurisdizioni fiscali per ottenere una doppia non imposizione. Questi tipi di regolazione vengono creati frequentemente con il solo scopo di ridurre la tassazione delle società e si traducono in una considerevole erosione della base imponibile dei contribuenti assoggettati all'imposta sulle società nell'Unione europea.  Si è reso quindi necessario stabilire regole nei confronti di questi tipi di regolazioni. I contribuenti dell’Unione europea sfruttano i disallineamenti da ibridi anche per ridurre le imposte complessive dovute nell'UE attraverso la partecipazione a strutture transfrontaliere che coinvolgono Paesi terzi. A questo scopo, il Consiglio Ecofin ha pubblicato una dichiarazione sui disallineamenti da ibridi (inclusa nella proposta finale di compromesso della direttiva contro le pratiche di elusione fiscale approvata il 20 giugno 2016) in cui ha chiesto alla Commissione europea "di avanzare, entro ottobre 2016, una proposta sui disallineamenti da ibridi che coinvolgono paesi terzi per stabilire norme che siano coerenti con le norme raccomandate dalla relazione dell'OCSE sulla BEPS relativa all'azione 2 e non meno efficaci delle stesse, al fine di giungere a un accordo entro la fine del 2016”.

La proposta di direttiva della Commissione europea
Il 25 ottobre 2016 la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva recante la modifica richiesta (ATAD II) secondo la quale gli Stati membri Ue non possono concedere una deduzione ogni qualvolta un pagamento che coinvolge uno Stato terzo dia luogo ad una doppia deduzione o ad una deduzione senza una corrispondente inclusione. La decorrenza era stata proposta dal primo gennaio 2019. I ministri delle finanze dell'Unione europea non sono stati in grado di raggiungere un accordo entro il 2016 principalmente per ciò che ha riguardato le esclusioni dall’ambito di applicazione della direttiva  e la data di attuazione della stessa. Con l’adozione della direttiva sull’elusione fiscale da parte del Parlamento europeo di alcuni giorni fa, nessuna multinazionale potrà eludere l’imposizione fiscale sfruttando le differenze tra i sistemi tributari degli Stati membri e quelle di Paesi non europei, cioè i disallineamenti da ibridi.
 
La direttiva antievasione
Il 21 febbraio 2017, il Consiglio dell’Unione europea ha approvato la proposta di direttiva che modifica la direttiva (UE) 2016/1164 del Consiglio relativamente ai disallineamenti da ibridi con i Paesi terzi. Si tratta dell'ultima di una serie di misure volte a prevenire l'evasione delle multinazionali impedendo loro di sfruttare le differenze tra le diverse giurisdizioni fiscali per determinare una sostanziale erosione delle basi imponibili.  La proposta ha lo scopo di regolamentare i disallineamenti da ibridi limitatamente ai Paesi terzi, dato che le forme più diffuse di disallineamento da ibridi intra-Ue sono state coperte dalla direttiva dell’Unione europea contro le pratiche di elusione fiscale 2016/1164 del Consiglio dell’Unione europea recante norme contro le pratiche di elusione approvata a luglio 2016.  Le nuove regole saranno valide dal primo gennaio 2020.
 
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