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Uk, 10,8 milioni di dichiarazioni
al traguardo entro il 31 gennaio

Il 94% dei contribuenti ha inviato il modello entro la scadenza. Ma c’è chi prova a prendere tempo: online le scuse più bizzarre

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Quasi 94 contribuenti su 100 in Uk hanno fatto il loro dovere inviando la dichiarazione dei redditi 2018 entro la scadenza del 31 gennaio 2019. A diffondere i dati, puntuale come ogni anno, è l’Hmrc, l’Agenzia delle Entrate del Regno Unito che non nasconde la soddisfazione per quello che viene definito “un nuovo record”. In particolare, a fronte di 11,6 milioni di dichiarazioni attese, oltre 10,8 hanno tagliato il traguardo in tempo. Circa 730mila i contribuenti che non sono riusciti a rispettare la deadline e dovranno pagare imposte e sanzioni, a meno che non abbiano fornito, entro lo stesso termine, una  motivazione valida. E proprio a proposito delle argomentazioni comunicate dai ritardatari, il Fisco ha messo in guardia coloro che provano a dribblare l’appuntamento con le tasse pubblicando l’elenco di quelle più incredibili. Da “sono troppo basso per raggiungere la buca delle lettere” a “sono stato troppo impegnato perché la domestica se n’è andata”, scuse così fantasiose non basteranno - spiega l’Hmrc - ad addolcire gli uomini delle tasse.

Tax returns a quota 10,8 milioni
Entro il 31 gennaio il Fisco di Sua Maestà aspettava 11,6 milioni di modelli. Ne sono arrivati 10,8 milioni, il 93,5% dei quali direttamente via web. Per la prima volta in assoluto, le dichiarazioni inviate tramite i servizi online superano quota 10 milioni (10.129.234). Un record - lo ha definito Angela MacDonald, direttore generale dei Servizi ai cittadini dell’Hm Revenue & Customs - che segue il trend in costante ascesa degli ultimi anni e il risultato positivo già raggiunto nel 2018, quando il bilancio fu di 10,7 milioni di modelli arrivati alla mezzanotte del 31 gennaio. “È bello vedere così tante persone completare la dichiarazione entro la scadenza”, ha commentato Mel Stride, segretario finanziario del Ministero del tesoro. Le loro imposte contribuiscono a finanziare servizi pubblici essenziali per il Regno Unito, compresi ospedali, scuole e servizi di emergenza”. In 735mila hanno trasmesso il modello l’ultimo giorno utile, in cui si è registrato un picco di 60mila invii tra le 4 e le 5 del pomeriggio, ma ciò che più conta è che, complessivamente, oltre 93 contribuenti su100 hanno fatto il loro dovere.

Per 730mila è tempo di mettersi in contatto con l’Hmrc
Poco più di 730mila cittadini (731.186), invece, hanno “bucato” l’appuntamento. Per loro, scatta subito una sanzione pari a 100 sterline, che si applica anche se non sono dovute imposte e anche nel caso in cui le eventuali somme dovute siano pagate in tempo. Man mano che passa il tempo, il conto diventa sempre più salato. A questo proposito, l’Hmrc ha rivolto un appello ai contribuenti che devono ancora presentare la dichiarazione chiedendo loro di contattare al più presto gli uffici fiscali. Il dipartimento infatti, spiega un comunicato stampa ufficiale, sarà indulgente con chi ha fornito entro la scadenza delle motivazioni veritiere, meglio ancora se documentate. Nessuno sconto, invece, per coloro che in maniera reiterata non presentano la dichiarazione, evadono deliberatamente o provano a dribblare la deadline con giustificazioni fantasiose.

“Tutta colpa di mia suocera…”
A questo proposito, l’Hmrc ha pubblicato in gennaio la lista delle scuse più bizzarre formulate dai cittadini per evitare la scadenza del 31 gennaio e, soprattutto, prendere tempo per i relativi pagamenti. “Mia suocera mi ha lanciato una maledizione”; “ero troppo occupato poiché la domestica se n’è andata”,  c’è chi ha tentato la fortuna con argomenti che gli ispettori del Regno Unito hanno definito “outlandish”, quantomeno “stravaganti”. Senza contare le richieste di rimborso per spese “dubbie”: dall’assicurazione per il cane - 756 sterline - all’abbonamento a un servizio di streaming per lavorare a ritmo di musica.

Le sanzioni per la dichiarazione tardiva
In Uk, in caso di dichiarazione presentata in ritardo, si applica una penale fissa iniziale di 100 sterline, che scatta anche se non ci sono tasse da pagare, o se l'imposta dovuta è pagata in tempo. Dopo 3 mesi, scatta una sanzione aggiuntiva di 10 sterline al giorno, fino a un massimo di 900 e dopo 6 occorre aggiungere un ulteriore importo pari al 5% dell'imposta dovuta (o 300 sterline, a seconda di quale sia il valore maggiore). Passato un anno, il conto lievita ulteriormente. Chi, invece, ha avuto un reale impedimento e lo ha comunicato al Fisco entro il 31 gennaio, sarà trattato con comprensione. “Siamo pronti ad aiutare chi ha avuto una reale difficoltà”, ha spiegato MacDonald, ma è ingiusto nei confronti dei contribuenti onesti che qualcuno faccia richieste infondate. 
 
 

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