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Dal mondo

UK: con la Brexit convalida
a rischio per la Tobin Tax

L’ipotesi è che possa verificarsi un ulteriore rallentamento in vista dei negoziati per favorire l’uscita dall’Unione europea

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Sei anni d’incontri, di dibattiti e di scontri, anche accesi, per imporre una tassa sulle transazioni finanziarie in Europa, modello Tobin Tax, potrebbero già essere destinati all’archivio storico riservato alle cronache fiscali dell’Unione europea. Infatti, con Francia e Germania impegnate a puntare i piedi in vista della Brexit e a riscrivere la mappa della finanza, con i fari puntati possibilmente su Parigi e Berlino, l’adozione a breve d’una qualsiasi forma di tassazione europea, condivisa, sui flussi e sugli scambi finanziari sembra oggi impossibile.
 
Francia e Germania, in tandem contro Messer Tobin In particolare, i più agguerriti contro l’adozione della Tobin Tax sono proprio i nostri vicini d’oltralpe e i rigoristi berlinesi. Non a caso, il ministro francese delle Finanze, Bruno Le Maire, ha di recente esplicitamente formulato il seguente pensiero, ovvero, che la Brexit, non proprio imminente a dire il vero, potrebbe portare "migliaia di posti di lavoro a Parigi", un'opportunità che potrebbe essere persa se si scegliesse di adottare una tassa modello Tobin Tax. Il suo omologo tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha subito interpretato le parole del collega francese come un tentativo, di alta diplomazia, a favore degli interessi finanziari nazionali. Insomma, l’obiettivo al centro delle discussioni è come condurre i negoziati con il Regno Unito facendo in  modo di trarre il massimo dei benefici possibili. La prima vittima di questo modo di porsi di fronte alla Brexit chi è? La Tobin Tax.
 
Fisco e Finanza, la tassa può attendere – Alcuni, esperti, tecnici e professori, avevano pronosticato che la Brexit avrebbe finito per suscitare e per innalzare ulteriormente l’interesse generale, e dei singoli Paesi membri, in direzione della adozione della tassa sulle transazioni finanziarie. Questo ragionamento aveva una sua logica, dato che Londra era il grande oppositore verso la Tobin Tax. In realtà, la Brexit ha finito però per mettere in luce gli egoismi nazionali, rispetto al senso di appartenenza europeo ai principi dell’Unione, come provato dagli sforzi compiuti sotto la luce del sole dai francesi e da altri per attirare i giganti della finanza in fuga da Londra. Sforzi questi che sarebbero stati completamente compromessi dalla FTT.
 
Cronache d’una tassa che divide - La Commissione europea, il braccio esecutivo dell'UE, propose la tassa modello Tobin Tax nel 2011, con l’obiettivo, e per assicurarsi, che anche l'industria finanziaria rendesse un "giusto contributo" dopo che milioni di contribuenti europei avevano dato il loro, sostenendo i costi della crisi finanziaria. Quando alcuni Stati membri si sono opposti al prelievo, un gruppo più piccolo ha cercato un compromesso in base a regole di "cooperazione rafforzata". In pratica, questo club ristretto, composto da Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna, è ancora riunito attorno al tavolo di lavoro che, in realtà, diviene sempre più virtuale col passare delle settimane e dei mesi.
 
È davvero scontato che la Brexit darà origine all’esodo delle banche da Londra? - La decisione di imporre l'imposta sulle transazioni finanziarie, FTT, potrebbe beneficiare l'Irlanda e il Lussemburgo, che hanno svolto fattive iniziative di lobby presso le grandi banche e che, dato questo evidente, non fanno parte del gruppo che guarda all’introduzione della Tobin Tax. Il dubbio però resta: non è affatto detto che miliardi di sterline s’incamminino verso le capitali europee come effetto Brexit.
 
Le ombre sulla Tobin Tax - In realtà, i ministri delle Finanze delle 10 nazioni che aderiscono al club pro-FTT, non si sono ancora incontrati nonostante siano passati mesi dal manifestarsi del nodo sull’eventuale trattamento dei fondi pensione. Altre questioni aperte includono i trasferimenti interni e i metodi di raccolta. Inoltre, il campo di applicazione dell'imposta resta ancora da elaborare.
Ciò che è facile da percepire è che i governi sono sempre più dubbiosi nello spingere e nel favorire una tassa, la FTT, proprio mentre le banche del Regno Unito riflettono su dove spostare o reindirizzare il personale per mantenere i clienti nel mercato interno.
Al riguardo, anche la nuova Amministrazione francese del Presidente Emmanuel Macron non fa eccezione, dato che ha cambiato marcia e ha privilegiato Parigi sull’altare della Tobin Tax, ma in modo più diplomatico. "Certo che voglio la tassa, desidero però che si prenda in dovuta considerazione anche l’uscita dall'UE del Regno Unito", è quanto precisato da Le Maire. "E voglio che queste decisioni siano prese collettivamente", ha aggiunto come chiosa finale. Insomma, uno stile più soft, più europeo.
Anche Schaeuble, per la Germania, si è sentito in dovere di precisare che la pausa, riguardo l’adozione della Tobin Tax, "non significa sospensione in seguito ai negoziati per la Brexit, ma l’adozione d’un calendario più generoso nell'orizzonte temporale", come dire, prendiamo tempo. D’altra parte, le banche e i loro capitali fanno gola, a tutti in Europa.
 
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