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Dal mondo

UK: esordio 2017 con “stretta”
anti-evasione del tutto inattesa

Il nuovo anno porta con sé sanzioni ad hoc per tutti coloro che favoriscono pratiche evasive o elusive

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Inizio d’anno inatteso a Londra, modello incontrastato, almeno fino ad oggi, e centro mondiale della finanza globale, con il più alto tasso di concentrazione di uffici legali e società di consulenza la cui finalità espressa, e lecita, è di offrire servizi finanziari a chi opera nel settore economico o semplicemente ai numerosi contribuenti individuali, naturalmente facoltosi, in cerca d’assistenza doc per gestire masse cospicue di redditi e patrimoni liquidi. È infatti su questo terreno, finanziariamente florido, e da decenni al riparo dagli occhi “indiscreti” del fisco, che le misure, di recente approvate in materia fiscale, nell’era del dopo Brexit saranno di sicuro destinate a imprimere un segno pesante e duraturo.
 
Obiettivo, restituire competitività ad un settore dove la legalità sembra sempre un optional per gli attori coinvolti - In primis, va subito chiarito, per correttezza, che si tratta sì di misure dure e inconsuete, almeno per lo schema di riferimento classico d’impronta anglosassone, ma il loro obiettivo è non soltanto di frenare il mercato, in crescita, delle consulenze destinate ad incentivare e a favorire il corto circuito generato dalla combinazione di pratiche elusive con l’evasione classica, ma anche quello di ripristinare le condizioni di parità a vantaggio della stragrande maggioranza di professionisti e imprese attive nel settore finanziario, penalizzate da concorrenti che si sono mostrati nel tempo decisamente irrispettosi delle norme e degli stessi principi base di riferimento d’una collettività, violando e abusando spesso dei codici in spregio della rispettiva mission riconosciuta e professionale.
 
Nuovo anno e nuove sanzioni per professionisti, società e studi legali e di consulenza – Il grande freddo tra Agenzia delle Entrate britannica e commercialisti, banchieri, avvocati e altri consulenti che consentono l'evasione fiscale offshore e che, a partire dall’ 1 gennaio del 2017 si troveranno ad affrontare nuove sanzioni decisamente più dure rispetto al passato, anche recente, dominato da una certa tepidezza normativa, da molti criticata perché ritenuta non solo inopportuna ma irrispettosa delle maggioranze oneste, sia di contribuenti individuali che di professionisti e aziende.
 
Come funziona il nuovo sistema sanzionatorio – Le nuove misure varate di recente amplieranno i poteri discrezionale delle Entrate britanniche. In pratica, individui o imprese che intraprendono un'azione deliberata finalizzata ad assistere, aiutare o offrire consulenze ad altri soggetti per evadere il fisco, si troveranno a partire da ora di fronte la possibilità, concreta, di incorrere in multe salate fino al 100% della tassa o imposta che hanno in qualche modo aiutato ad evadere o eludere. In alternativa, la sanzione base è pari a 3mila sterline, ma la penalità effettivamente erogata sarà sempre corrispondente a quella più elevata in valore. Ciò significa che qualora l’imposta evasa sia pari a 4 mila sterline, la sanzione corrisponderà a 4 mila sterline, non 3 mila, in quanto quest’ultima di valore inferiore. È del tutto evidente che, date le somme generalmente coinvolte, sarà difficile per gli interessati spuntare il pagamento d’una somma modesta, soprattutto di quella posta a riferimento base, ovvero, 3 mila sterline.
 
Ok alla pubblicazione dei nomi di chi favorisce l’evasione - In cima a questo sistema sanzionatorio,  il fisco sarà ora anche in grado di pubblicare e diffondere nomi e riferimenti dei cosiddetti “attivatori” della pratica elusiva o puramente evasiva. In pratica, potrà fare i nomi, esponendoli ad una sorta di gogna pubblica, di coloro, professionisti, studi legali, avvocati, notai ecc…società di consulenza e altro che, di fatto, si sono prestate a favorire e ad assistere gli evasori materiali, sotto lauto pagamento.
 
Dalla pura sanzione penale alla gogna civile – La svolta reale della nuova normativa introduce un margine molto più ampio del concetto stesso di punizione. Mentre l'evasione fiscale è sempre stata una pratica illegale, con questa nuova legge il fisco britannico potrà, d’ora in vanti,, per la prima volta aggiungere sanzioni civili sulle spalle dei “facilitatori” di pratiche e scorciatoie normative finalizzate all’evasione e all’elusione fiscali. Naturalmente, per “facilitatori” si devono intendere tutta quella vasta platea di soggetti che generalmente forniscono servizi di pianificazione e consulenza professionali o che, spesso, si occupano direttamente di spostare “fisicamente” fondi e liquidità offshore. Di fatto, il Regno Unito è uno dei primi Paesi al mondo ad aver introdotto questo potere. Peraltro, come sottolineato dallo stesso Segretario al Tesoro, Jane Ellison “L'evasione fiscale è un crimine e come governo abbiamo condotto in porto la riforma del sistema fiscale internazionale per sradicarlo. Più vicino a noi stiamo creando un sistema fiscale in cui le tasse sono giuste, competitive e si pagano, per quanto dovuto. La serie di misure che abbiamo introdotto per affrontare elusione e l'evasione creerà condizioni di parità per la stragrande maggioranza delle persone e delle imprese, fair play e parità di livelli di competitività che spingerà sempre più contribuenti a versare ciò che è dovuto”. Eccesso di ottimismo? Basterà attendere i prossimi due anni di attuazione della nuova normativa.
 
Una seconda novità, un nuovo reato societario – Ma non finiscono qui le novità per il 2017. Quest'anno, infatti, vedrà anche il governo introdurre un nuovo reato societario così riassumibile: “di non aver impedito la facilitazione dell’evasione fiscale o di pratiche elusive”. In pratica, la misura, attualmente in attesa di essere legiferata in via definitiva, prevede che le stesse aziende possano comunque esser ritenute responsabili qualora anche un singolo individuo, che agisca per loro conto come dipendente o collaboratore, sia ritenuto responsabile d’aver facilitato l'evasione fiscale o l’elusione. In precedenza era necessario dimostrare che il consiglio di amministrazione fosse pienamente consapevole e coinvolto nel facilitare l'elusione o la pratica finalizzata all’evasione fiscale, a seconda.
 
L’ultimo tassello della riforma – per chiudere, le novità fiscali prevedono anche l'introduzione di una nuova misura finalizzata a ridurre i debiti fiscali. In pratica, coloro che non avranno corretto quanto eluso o evaso in passato, pur a fronte d’una sentenza o giudizio definitivi, dal 30 settembre 2018 riceveranno nuove ulteriori sanzioni, più salate. Obiettivo dichiarato di questa novità, fare in modo che le somme recuperate annualmente dalle tasche degli evasori ricomincino a crescere a un ritmo più spedito rispetto a quanto accaduto nel decennio passato.
 
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