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Uk, lobby in pressing sul governo
per un'unica imposta sul reddito

Il rapporto 2020 della Tax Commission scommette su una sola aliquota per persone fisiche e imprese

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«Il modo più sicuro per aumentare le entrate nel lungo periodo consiste nel ridurre le aliquote ora». Questa considerazione targata Jfk è diventata il motto di una lobby che nel Regno Unito, nonostante il generale clima di austerity, sta conquistando sempre più le luci della ribalta. Nata come progetto condiviso tra la Taxpayers' Alliance, un piccolo ma agguerrito team che promuove da anni in lungo e in largo per il Paese una campagna per la riforma del sistema fiscale e che può contare su circa 65mila attivisti, e l'Institute of Directors, la più grande associazione europea che riunisce manager e capitani d'industria, la 2020 Tax Commission, si è resa protagonista di una vigorosa azione di pressing per ottenere una drastica semplificazione dell'imposta sul reddito.

Fisco supersoft per imprese e famiglie – Il corposo rapporto che la Commissione ha pubblicato di recente fa leva su un'idea guida dirompente: tassare i redditi delle famiglie e delle imprese con una sola aliquota del 30 per cento. Sarebbe questa, secondo il pool di esperti dell'associazione, la strada obbligata da percorrere per sostenere il mercato del lavoro in sofferenza e ridare fiato all'economia nazionale. Una scelta tattica che dovrebbe essere accompagnata dall'abolizione della previdenza sociale obbligatoria e dall'innalzamento a 10mila sterline della no tax area, ossia della soglia per godere dell'esenzione dalle imposte. I contribuenti inglesi potrebbero subito toccare con mano gli effetti di questi cambiamenti. Basti pensare, per esempio, che un nucleo familiare bi-reddito con un introito annuale di 28mila sterline risparmierebbe una cifra pari a 3.400 sterline.
Inoltre, altri vantaggi verrebbero da misure come l'abbandono dell'imposta di bollo, della tassa di successione e delle imposte che gravano sui trasporti, a partire dai diritti di volo versati dai passeggeri.
Sul versante del deficit nazionale, se i cambiamenti proposti non fossero introdotti in maniera graduale e non si provvedesse a un concomitante taglio della spesa pubblica, l'adozione di una sola aliquota sui redditi si tradurrebbe nel primo anno in un aggravio di 49,1 miliardi. Ma nell'arco di 15 anni, l'indebitamento dovrebbe rientrare, stando alle previsioni, sotto i 35 miliardi.

Più o meno Stato? – Accanto a queste misure radicali, nell'agenda della 2020 Tax Commission ci sono anche la riduzione della tassazione complessiva al 33 per cento del Pil e il contenimento della spesa pubblica entro gli stessi limiti. «Ci sbagliamo in questo Paese – ha dichiarato Allister Heath, presidente della Commissione e direttore del quotidiano economico di Londra “City A.M.” – quando crediamo che uno Stato sempre più presente è garanzia di crescita economica».
Una convinzione che non manca di sollevare perplessità negli ambienti politico-economici. Nick Pearce, direttore dell'autorevole Institute for Public Policy Reasearch (Ippr), ha bollato le proposte della Commissione come «una ricetta per ottenere più recessione, più disuguaglianze e più debito governativo» e ha sostenuto che non esiste alcuna relazione tra “la misura dello Stato” e lo sviluppo economico. «Paesi come la Danimarca, la Norvegia e la Svezia hanno tassi di spesa pubblica superiori ai nostri – ha commentato – e contemporaneamente livelli molto alti di occupazione, di crescita e di qualità della vita».
Più cauta la reazione del governo guidato dal Primo ministro David Cameron. Il portavoce del Ministero del Tesoro ha ringraziato la Commissione per il contributo dato con il suo studio al dibattito sulle politiche fiscali e ha ribadito che l'esecutivo è impegnato a tracciare un sistema fiscale più semplice e sostenibile, muovendosi almeno in parte nella direzione indicata dal report. L'asticella dell'esenzione dal Fisco, per esempio, è ormai vicina alle 10mila sterline. Infatti, al momento tocca le 8.105 sterline, ma è data in salita fino a 9.205 sterline a partire da aprile 2013. Anche le imposte sulle società sono state ulteriormente ridotte nel Bilancio di quest'anno.

La scelta vitale – Secondo il presidente della 2020 Tax Commission un serio rilancio dell'economia inglese richiederebbe però uno sforzo supplementare rispetto ai primi timidi passi fatti dal governo. «È venuto il tempo per la Gran Bretagna – ha sentenziato Allister Heath – di fare una scelta vitale tra una strategia che si limita a modificare leggermente lo status quo, lasciando che la nostra economia continui a essere azzoppata da un Fisco complesso e punitivo, e una rotta drasticamente nuova, con un programma radicale ma realistico che adegui la macchina fiscale al ventunesimo secolo». Una sfida che, nella visione di Heath, farebbe del Regno Unito un centro commerciale globale, generando grande prosperità per tutti coloro che vivono e lavorano nel Paese.

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