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Dal mondo

Ungheria, banche e nuove imposte
nel mirino del governo

L'esecutivo pronto a dimezzare la tassa sulle banche prima della sua completa eliminazione a partire dal 2014

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L'abolizione della tassa sulle banche è parte integrante del nuovo piano, denominato Széll Kálmán 2.0, seconda versione dello schema di riforma strutturale, che comprende il programma di convergenza economica del Paese e alcune nuove misure fiscali. L'intento è intervenire con una serie di aggiustamenti di natura fiscal-finanziaria che arriveranno a un totale di 150 miliardi di fiorini ungheresi entro quest'anno.

Il confronto tra prima e seconda versione
Con il piano Széll Kálmán 2.0, è nelle intenzioni del governo migliorare il saldo del bilancio pubblico e dimostrare che l'Ungheria è nelle condizioni di riportare l'attuale deficit al di sotto del 3% del Pil, fissato dall'Unione europea. Nel 2011, la prima versione del piano Széll Kálmán si era prefissata di raggiungere una serie di obiettivi, tra cui l'aggiustamento fiscale, dei quali l'83,4% è stato centrato. Il 73% degli obiettivi del primo piano, come conseguenza delle misure del governo, cominceranno a produrre effetti visibili a partire dal 2013, quando il governo migliorerà ulteriormente la situazione del budget dello Stato con la nuova versione del piano di interventi, il Széll Kálmán 2.0, pari a circa 600 miliardi di fiorini.

L'introduzione di nuove imposte
Il programma, che porta a una transizione verso il sistema fiscale basato sul consumo piuttosto che sul lavoro, aumenta le entrate attraverso l'introduzione di 5 nuove imposte che sono: imposta sui servizi di comunicazione, imposta sulle transazioni fiscali, imposta sulle entrate delle compagnie energetiche, imposta unificata sulle compagnie di assicurazioni ed introduzione del reverse charge in ambito Iva nel settore agricolo.
Secondo il ministro dell'economia Matolcy, "con il piano di Kálmán Széll 2.0, il governo porterà a termine il passaggio a un sistema fiscale in grado di creare risorse per una progressiva riduzione delle tasse sul lavoro, un aumento delle imposte sul consumo e sul turnover".

Cresce l'aliquota Iva standard
Intanto l'aliquota Iva standard dal 1° gennaio 2012 è aumentata di due punti percentuali passando dal 25 al 27%. La misura è stata decisa dal governo per far fronte al piano di risanamento di finanza pubblica. Un aumento che porta lo Stato magiaro in cima alla classifica degli Stati europei per percentuale più elevata. Invariate invece le aliquote ridotte: 18% sui prodotti alimentari di prima necessità, servizi di ristorazione e  fornitura di gas naturale ed energia; 5% su medicinali, apparecchiature mediche, giornali. La decisione, secondo uno studio realizzato dalla banca centrale ungherese, produrrà effetti al rialzo sull'inflazione.
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