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Ungheria: fisco a tutto campo
con il nuovo pacchetto Varga

È uno dei punti di forza del programma di riforma presentato dal governo agli Organi di Bruxelles

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In vigore dal primo agosto le misure contenute nel “pacchetto Varga”, dal nome del ministro ungherese dell’Economia, approvato lo scorso 27 giugno con l’obiettivo di riequilibrare il bilancio nazionale. Le nuove norme saranno presto accompagnate da un piano di azione fiscale a sostegno delle famiglie e dell’occupazione, secondo quanto preannunciato nei giorni scorsi dal primo ministro Victor Orbàn. Un periodo di novità fiscali, quindi, per l’Ungheria che, anche se uscita di recente dalla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo a cui era stata sottoposta dal 2004 (anno in cui aveva fatto il suo ingresso nell’Unione europea), ha incassato un giudizio critico nella raccomandazione nazionale formulata dalla Commissione nel maggio scorso.
 
Semplificazione e non soltanto nel programma di riforma 2013
Il programma di riforma nazionale per il 2013, presentato dal Governo ungherese agli organi comunitari, mette nero su bianco il raggiungimento di una serie di obiettivi: garantire un sistema fiscale equo, semplificare la tassazione sulle aziende eliminando le distorsioni che favoriscono di fatto determinati settori, spostare il carico  fiscale dal lavoro (soprattutto dai redditi più bassi) all’ambiente, incentivare la tax compliance.
 
Gli obiettivi della strategia di bilancio
Obiettivo della strategia di bilancio per il 2013 e il 2014 è, invece, correggere l’eccessivo deficit, anche se da qualche mese l’Ungheria è uscita dal gruppo dei Paesi Ue colpiti dalla procedura di infrazione per il disavanzo eccessivo.
 
Le principali criticità da affrontare per l’Ue
La Raccomandazione della Commissione Ue del maggio scorso però è molto critica nei confronti del governo di Budapest: l’Ungheria nel 2012 non è riuscita a garantire un sistema fiscale equo, ma ha aumentato la pressione fiscale in determinati settori, creando distorsioni nel mercato. Giudizio negativo anche per la tassazione nel settore energetico che, secondo l’Ue, non fornisce gli incentivi adeguati per ridurre i consumi. La riduzione dei contributi sociali rappresenta, invece, un passo importante verso un effettivo abbassamento delle tasse sul lavoro anche se, sottolinea la Raccomandazione, il carico fiscale sugli stipendi più bassi rimane ancora elevato. A preoccupare la Commissione è soprattutto la situazione del mercato del lavoro ungherese: la disoccupazione giovanile è passata dall’11% nel 2001 al 28% nel 2012, mentre il tasso di occupazione femminile è rimasto fermo negli ultimi cinque anni. Drammatica anche la situazione sociale, che continua a peggiorare con il 31% della popolazione a rischio povertà.
 
Le richieste dell’Unione europea
L’Unione europea ha chiesto al governo di Budapest di intervenire urgentemente sul fronte dell’occupazione con una politica del lavoro ancora più incisiva rispetto a quella avviata nel 2012 dal Job Protection Action Plan che ha comunque ridotto le imposte per le nuove piccole imprese e il cuneo fiscale. Incassano, infine, il giudizio positivo della Commissione alcune misure antievasione introdotte recentemente, tra cui l’obbligo di comunicare alle autorità fiscali i registri di cassa.

La risposta dell’esecutivo magiaro
La risposta del governo di Budapest alle critiche dell’Unione non si è fatta aspettare. Il 27 giugno scorso il parlamento ungherese ha approvato il “pacchetto Varga”, contenente una serie di novità fiscali, entrate in vigore il primo agosto.
 
Tra le novità anche la pub tax
Aumenta la tassazione sugli interessi da redditi di capitale e quella sulle transazioni finanziarie. Nel settore energetico in rialzo le imposte sull’utilizzo delle fonti tradizionali (idrocarburi e petrolio), che passano dal 12 al 16%. È stato introdotto anche un nuovo balzello: la pub tax, che i Comuni posso imporre ai frequentatori di locali e altri esercizi pubblici situati vicino ai luoghi di interesse culturale. I Comuni dovranno utilizzare gli introiti della nuova tassa solo per spese di pubblica sicurezza e per la sanità. Nei giorni scorsi, inoltre, il primo ministro, Victor Orbàn, ha annunciato che presto saranno varate nuove misure fiscali a sostegno dell’occupazione e delle famiglie numerose. Il Governo, in particolare, intende rafforzare l’agevolazione che incentiva l’occupazione femminile introdotta dal Job Protection Action Plan lo scorso anno. Il bonus permette al datore di lavoro di non pagare per due anni i contributi sociali per le lavoratrici che rientrano dal periodo di maternità. Attualmente il Governo sta vagliando la possibilità di estendere l’esonero dal pagamento dei contributi per un periodo di otto anni.
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