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Dal mondo

In Ungheria va di scena il "valzer" delle tasse

All’interno del pacchetto predisposto dal Governo molteplici le misure e le modifiche che dovrebbero ridisegnare il volto del Fisco

Entro il 2010 interventi sostanziali dovrebbero ridurre la taglia delle imposte e delle tasse che pesano sia sulle tasche dei contribuenti che sui bilanci delle società, consentendo di fatto al cuneo fiscale di scivolare dall’attuale 38 per cento del Pil fino ad arrestarsi sulla soglia di un più modesto 35 per cento. Tra le novità la realizzazione e l’entrata in vigore di una legislazione che mira a ricondurre sotto la lente del Fisco artisti, scrittori e anche giornalisti.
A Budapest imperversa oramai il valzer delle tasse. Infatti l’attuale Primo Ministro ungherese, Ferenc Gyurcsany, ha annunciato recentemente l’intenzione, peraltro condivisa da tutti i membri dell’Esecutivo da lui guidato, di dedicarsi, a breve, al varo di un complesso e variegato programma di riforme che dovrebbe ridisegnare, in cinque anni e in maniera significativa, il volto del Fisco magiaro. Infatti si tratta di modifiche sostanziali che entro il 2010 dovrebbero ridurre la taglia delle imposte e delle tasse che pesano sia sulle tasche dei contribuenti che sui bilanci delle società, consentendo di fatto al cuneo fiscale ungherese di scivolare dall’attuale 38 per cento del Pil fino ad arrestarsi sulla soglia di un più modesto 35 per cento. Un valore questo considerato dagli esperti più consono e simmetrico con le aspettative di sviluppo e di crescita vantate negli ultimi anni dall’economia magiara.
La danza dei tributi, dall’Iva all’imposta ordinaria
All’interno del pacchetto predisposto dal Governo sono davvero molteplici le misure e le modifiche inserite in agenda. Si inizia infatti dal taglio dell’Iva che, almeno secondo quanto ribadito dai responsabili delle finanze magiare, dovrebbe vedere l’aliquota marginale ridursi di ben 5 punti percentuali. Peraltro l’intervento sull’Iva sarebbe compensato dall’aumento simultaneo delle imposte indirette che si riscuotono sulla vendita dei tabacchi e delle bevande alcoliche. Transitando invece dall’imposizione indiretta alle imposte sui redditi, è previsto un arretramento del limes fiscale, in pratica dal 38 al 36 per cento, ma soltanto per i contribuenti individuali che dichiarano annualmente guadagni superiori ai 5 mila euro mentre i soggetti che risultano al di sotto di questa soglia verseranno all’Erario il 18 per cento delle loro entrate. Sempre restando in tema di scaglioni, in realtà l’obiettivo finale è quello di incrementare, entro il 2010, il numero dei soggetti che versano la quota minore dei loro guadagni all’Erario spingendo fino a circa 10 mila euro il limite contabile dell’area reddituale alla quale si applica l’aliquota minima del 18 per cento. Anche in questo caso, l’eventuale sofferenza a danno delle entrate fiscali, originata da questa modifica, dovrebbe essere compensata dall’introduzione, già a partire dal 2007, di una tassa specifica sui guadagni di Borsa e sui dividendi che non dovrebbe oltrepassare il tasso del 10 per cento.

Meno tasse e regole più chiare per artisti, scrittori e…giornalisti

Oltre alle modifiche generali che interesseranno il regime tributario nel suo complesso, l’Esecutivo magiaro ha annunciato un cambiamento specifico che ha come obiettivo quello di ricondurre tra le braccia del Fisco un nutrito sciame di artisti, scrittori e addetti che operano nel disarticolato universo ungherese dei media che, sfruttando la scarsa semplicità delle procedure e delle regole applicate fino ad oggi in materia di tasse e di imposte, hanno dato impulso all’estendersi di un cospicuo segmento sul versante del sommerso. Ora però, proprio all’interno del piano quinquennale, è prevista la realizzazione e l’entrata in vigore di una particolare legislazione che, facendo perno su una maggiore semplicità e chiarezza e, naturalmente, su un profilo mite delle imposte e delle tasse, dovrebbe riaccompagnare, almeno così sperano i sostenitori del progetto, migliaia di operatori sotto la lente del Fisco. Peraltro tra le finalità dell’intera riforma del sistema fiscale danubiano per eccellenza, quello che si specchia sulle acque che carezzano il centro di Budapest, una posizione predominante è occupata dalla necessità, avvertita dalla stragrande maggioranza dei politici e degli economisti ungheresi, di riequilibrare il sistema impositivo nazionale che ha visto privilegiate soprattutto le aziende fino ad ora e, al medesimo tempo, infondere maggiore certezza sui mercati, interno e su quelli internazionali, in riferimento alla stabilità e alla solidità delle regole e delle norme che governano l’arena fiscale.
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