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Unione europea: è fiscale, la leva
su cui agire per l'occupazione

La Commissione europea ha presentato al Consiglio e al Parlamento europeo un progetto ad hoc dedicato all'argomento

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Con un livello di disoccupazione che a febbraio segnava il 10,2%, l’obiettivo fissato dalla strategia di Europa 2020 della creazione di 20 milioni di posti di lavoro nei prossimi otto anni sembra difficile da raggiungere.
Per questo motivo, l’Unione europea, e in particolare il governo comunitario, ha deciso di scendere in campo con una serie di proposte ad hoc. Per farlo la Commissione Ue ha scelto la strada di una Comunicazione dedicata alla riforma del mercato del lavoro. Un progetto presentato al Consiglio e al Parlamento europeo in cui la leva fiscale assume un ruolo di rilievo per il rilancio dell’occupazione.  
La leva fiscale prima di tutto Riduzione degli oneri sul lavoro e lotta al sommerso, queste le linee guida della Comunicazione in ambito fiscale. L’esecutivo comunitario invita gli Stati europei a trasferire il carico tributario dal lavoro, riducendo il cuneo fiscale e contributivo, alla tassazione delle fonti energetiche inquinanti, dei consumi e delle proprietà immobiliari. La Commissione, quindi, esorta gli Stati ad attuare un cambiamento della politica fiscale che sia neutro rispetto al bilancio e rafforzi la domanda di lavoro.  Altro obiettivo prioritario, il contrasto al lavoro irregolare, fronte su cui l’Unione europea è impegnata da tempo (direttiva 2009/52/EC). L’esistenza di un’economia sommersa, infatti, comporta conseguenze negative sia per i lavoratori che per i bilanci statali. I primi si trovano esclusi da alcuni diritti fondamentali, come quello alla pensione e all’assistenza sanitaria; gli Stati, invece, a causa del lavoro nero, perdono potenziali entrate tributarie e contributive.    Economia ecocompatibile, flessibilità e salari L’esecutivo comunitario individua, oltre alla leva fiscale, altri strumenti utili per le politiche a sostegno dell’occupazione. In particolare, la Comunicazione invita i Paesi Ue a investire nell’economia ecocompatibile, nel settore sanitario e nell’ Information and Communication Technology, a stimolare la flessibilità interna e proteggere i salari più bassi. Tutto sotto l’occhio vigile dell’Unione che monitora e coordina le politiche nazionali sul fronte dell’occupazione.  L’impegno della Commissione non si ferma qui. L’esecutivo Ue, infatti, intende creare un vero e proprio mercato del lavoro comunitario che vada oltre i confini nazionali e migliori la libera circolazione dei lavoratori. Tra le misure da adottare, la portabilità delle pensioni, la possibilità per i disoccupati di ricevere il sussidio (per un periodo di sei mesi) anche se cercano lavoro in un altro Stato membro e concorsi per l’accesso alla Pubblica amministrazione nazionale aperti anche a cittadini di altri Paesi Ue.  
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