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Unione europea: per gli ebook
l’aliquota Iva è ordinaria

La Commissione Ue, nella procedura d’infrazione avviata contro Francia e Lussemburgo, contesta il valore ridotto

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Leggeri ma ancora pesanti dal punto di vista fiscale. I libri digitali, al contrario di quelli cartacei, continuano a non godere di un’Iva agevolata. È quanto ribadito di recente dalla Commissione Ue con la procedura di infrazione avviata contro Francia e Lussemburgo, colpevoli di aver arbitrariamente applicato un’aliquota ridotta alla vendita degli ebook.

Le regole europee
La direttiva comunitaria in materia di Iva 2006/112/EC definisce il quadro normativo sull’applicazione dell’Imposta sul valore aggiunto. L’Iva sui libri cartacei e altri prodotti culturali viene applicata attraverso un’ aliquota ridotta. Gli ebook, invece, rientrano nella categoria dei prodotti elettronici e, pertanto, scontano un’imposta con aliquota ordinaria. Già da tempo però, con la diffusione dell’editoria digitale, si è fatta avanti da più parti la richiesta di uniformare il trattamento fiscale di ebook e libri cartacei.
Nella Comunicazione sul futuro dell’Iva presentata dalla Commissione Ue nel dicembre del 2011, l’esecutivo comunitario ha avanzato la proposta di una convergenza della tassazione su libri cartacei e digitali, sottolineando però come ciò possa avvenire solo attraverso una revisione ufficiale della direttiva del 2006.
Più netta la posizione del vice-presidente della Commissione europea con delega all'Agenda digitale, Neelie Kroes, che, nel giungo scorso, durante una tavola rotonda che si è tenuta a Bruxelles, ha ribadito la necessità di rivedere le norme comunitarie in materia.

Cartellino rosso a Francia e Lussemburgo
Francia e Lussemburgo dallo scorso 1° gennaio sono già passate dalle parole ai fatti. Il Governo d’oltralpe ha applicato un’aliquota ridotta del 7% sugli ebook, che la Legge Finanziaria suppletiva varata nei giorni scorsi ha ulteriormente abbassato al 5,5% dal 2013 sia sui libri di carta sia su quelli digitali. Il Gran Ducato, invece, all’inizio di quest’anno ha introdotto un’aliquota ridotta ancora più bassa, del 3%.
Dure le parole con cui la Commissione si è pronunciata sulle decisione in materia adottate dai due Paesi. Con l’introduzione di un’aliquota Iva agevolata, Francia e Lussemburgo sono “colpevoli”, secondo la nota dell’esecutivo, di aver violato la normativa comunitaria in materia e di aver creato distorsioni significative all’interno del mercato digitale Ue. Sull’acquisto di ebook, infatti, viene applicata l’Iva vigente nello Stato dell’editore e non dell’acquirente e questo, sulla base di dati raccolti nel primo quadrimestre del 2012, ha condotto diversi operatori a investire nei due Stati proprio perché attratti da una tassazione più favorevole, a scapito degli altri Paesi Ue.
Adesso la parola passa ai Governi di Parigi e di Lussemburgo, che hanno la possibilità di difendere le proprie scelte fiscali davanti alla Commissione.
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