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Dal mondo

Uruguay, un restyling
per le free trade zone

Diverse novità per i soggetti che operano nelle diverse zone di libero scambio presenti nel Paese sudamericano

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Novità in arrivo per le Free trade zone uruguayane, i diversi territori, all’interno dello Stato, in cui sono riconosciuti particolari vantaggi, compresa l’esenzione da imposte. Il Parlamento ha approvato a dicembre una serie di modifiche che entreranno in vigore il prossimo 8 marzo e che avranno anche risvolti fiscali.
 
Come funzionano le Free trade zone
Le FTZ sono aree geograficamente delimitate rispetto al resto del territorio uruguayano, soggette ad un regime giuridico particolare per cui le attività possono essere svolte senza scontare imposizione.
Da oltre 25 anni le FTZ sono utilizzate come hub per lo svolgimento di attività di distribuzione, trading, logistica, servizi finanziari e  servizi generali.
Le FTZ sono gestite sia dal Governo che da privati. Allo stato attuale, esiste una sola FTZ “governativa”, situata nella città di Nueva Palmira, mentre tutte le altre FTZ sono gestite da soggetti privati e si trovano nelle città di Colonia, Montevideo, Florida, Rivera, Rio Negro, Nuova Helvecia e Libertad.
Gli operatori (usuarios), le entità giuridiche che hanno il diritto di operare all’interno delle FTZ, posso essere sia nazionali sia esteri. Per operare, le società devono adottare uno statuto speciale e sottoscrivere accordi ad hoc con il gestore della FTZ (explotator) o con l’operatore diretto (usuario directo). Per mantenere il proprio status e, conseguentemente, i benefici fiscali che ne derivano, gli operatori devono contare tra i propri dipendenti almeno il 75% di cittadini di nazionalità uruguayana.
Gli operatori possono svolgere la propria attività nei confronti di società, soggetti di diritto pubblico e persone fisiche residenti all’estero e di altri soggetti localizzati nelle FTZ, ma non possono condurre il proprio business in altre parti del territorio uruguayano.
Il vantaggio fiscale consiste nell’esenzione da tributi, comprese l’imposta sul reddito delle attività economiche, l’imposta sul patrimonio, Iva, l’Imesi (Impuesto Específico Interno) e l’Icosa (Impuesto de Control a las Sociedades Anónima). I lavoratori non residenti che lavorano nelle FTZ possono optare per il pagamento dell’Impuesto a la Renta de los No Residentes con un flat rate del 12%.
Inoltre, anche la distribuzione di dividendi da un operatore FTZ a favore di un azionista non residente è esente da imposta e i beni e i servizi da e verso le FTZ sono esenti dai dazi, indipendentemente dalla circostanza che i beni o servizi siano gestiti da un soggetto con la qualifica di operatore.
All’interno delle Free trade zone ci sono, infine, altri vantaggi non strettamente fiscali, come l’assenza di monopoli di Stato ad eccezione di alcune attività (ad esempio, fornitura di gas naturale, telecomunicazioni), la mancanza di controlli valutari e la libera circolazione di valute estere, oro e metalli preziosi. Infine, nessun controllo (neanche da parte del Banco Central del Uruguay) sui pagamenti relativi a transazioni commerciali.
 
Le novità che entreranno in vigore 
La riforma approvata a dicembre interviene su diversi punti della legge 15/921, la disciplina che regolamenta le Free trade zone. In particolare, a partire dall’8 marzo i servizi resi da operatori autorizzati all’esercizio di attività nelle FTZ potranno essere resi non solo nei confronti di soggetti esteri, ma anche di soggetti residenti nel resto del territorio uruguayano. Gli operatori delle aree FTZ localizzati al di fuori dell’area metropolitana (l’area compresa si estende per un raggio di 40 chilometri dalla capitale Montevideo) potranno svolgere attività di supporto (ad esempio pubbliche relazioni, gestione documentale, fatturazione) in altre parti del paese non FTZ, attraverso apposite strutture messe a disposizione dei gestori delle FTZ.
Inoltre, i redditi derivanti dall’utilizzo di proprietà intellettuale o da altri beni immateriali saranno esenti, a condizione che gli stessi derivino da attività di ricerca e sviluppo svolte nel territorio FTZ.
Altre modifiche riguardano la revoca dell’accordo con l’operatore, le informazioni richieste  per procedere con l’accordo, mentre viene stabilito un periodo massimo diversificato per la validità dell’accordo, che durerà15 anni per le attività industriali, 10 anni per le attività commerciali e la prestazione di servizi e 5 anni per gli accordi “indiretti”.
Ogni 2 anni gli operatori saranno tenuti a presentare un “affidavit” al territorio di competenza dell’FTZ, che includa le informazioni relative alla compliance con il business plan precedentemente approvato.
Sono previste inoltre deroghe per il requisito del 75% di dipendenti di nazionalità uruguayana nell’ambito di ogni attività presente nelle FTZ, in relazione a particolari circostanze e con specifica autorizzazione da parte del Governo. Nell’ambito delle attività connesse alla prestazione di servizi, poi, la soglia potrà essere ridotta al 50%.
Infine, è previsto che il Governo possa autorizzare la creazione, nell’ambito delle FTZ, di aree tematiche di divertimento (escluso il gioco d’azzardo) e delle relative attività collegate. In questo caso, il regime di esenzione troverà applicazione nei confronti di attività rese nei confronti di soggetti non residenti in Uruguay, utilizzatori finali.
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