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Dal mondo

Usa, da 420mila “Paperoni”
340 miliardi di dollari al fisco

I contribuenti facoltosi sono lo 0.4% del totale, ma guadagnano 1,3 trilioni di miliardi l’anno

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L’imposta sul reddito delle persone fisiche, i suoi trend e gli andamenti, sono i dati più attesi della stagione fiscale Usa. Le ultime statistiche disponibili, riferite alle dichiarazioni presentate nel 2017 su anno d’imposta 2016, non fanno eccezione. In pratica, i redditi lordi dei lavoratori statunitensi hanno segnato un nuovo record, superando i 10mila miliardi di dollari. A monte d’un tale tesoro, e al netto di deduzioni e detrazioni o altri incentivi e benefici, sempre nel 2016 sono stati pagati 1,44 trilioni di tasse sul reddito da 140,9 milioni di contribuenti, almeno secondo i dati recentemente pubblicati dall’Internal Revenue Services, IRS, ovvero, l’equivalente delle Entrate italiane.

Numeri altisonanti, ma anche tante contraddizioni
I dati non mentono, a seconda di come li si legga. Scorrendo le tavole statistiche dell’IRS, un elemento è evidente, la decisa “progressività” del sistema fiscale statunitense. Infatti, i 420mila contribuenti più ricchi, o milionari, oppure, Paperoni, versano al fisco federale il 22 per cento dell’intero gettito dell’imposta sui redditi degli individui. In sostanza, 420mila cittadini pagano un ammontare complessivo pari a quello versato da 70milioni di contribuenti appartenenti alle soglie medio-basse della scala reddituale elaborata dall’IRS. C’è quindi chi grida al prodigo esempio di “perfetta progressività”, tradotto, chi ha di più paga di più. Però, queste statistiche rilevano anche il crescere dello squilibrio tra contribuenti in merito al reddito. Lo 0,5 per cento dei più facoltosi è sempre più ricco e possiede redditi in abbondanza, mentre i percettori di redditi medi o bassi sono sempre più poveri e indebitati. E per di più, mentre gli appartenenti alle classi di reddito più modeste utilizzano soltanto 1/4 delle deduzioni, delle detrazioni, degli incentivi e dei benefici fiscali disponibili, i più ricchi ne ricevono quasi la metà. E’ davvero difficile spiegare come sia possibile che misure disegnate per favorire o per fornire un aiuto ai contribuenti con redditi modesti finiscano, in realtà, per sostenere contribuenti che non ne hanno affatto la necessità.     

L’aliquota dei ricchi diminuisce sempre di più in basso
Un ulteriore spunto, da cui emerge l’ennesima contraddizione, è dato dal fatto che le aliquote fiscali medie pagate dai contribuenti facoltosi tendano, oramai da almeno due decenni, a diminuire costantemente, disegnando una sorta di progressione al contrario. Tanto per fare un esempio, negli ultimi anni dal 24,1 per cento nel 2013 si è scesi al 22,9 del 2016. Nel 2006, invece, il peso del fisco sui ricchi era pari al 26,9 per cento. In sostanza, nel corso del decennio l’aliquota media applicata sui redditi dei milionari s’è ristretta di 4 punti percentuali, mente quella dei redditi medi e bassi è rimasta immobile, senza cedere d’un millimetro.

Gli Usa sono davvero un Paese ricco?
Un altro dato che lascia quantomeno stupiti riguarda il numero dei contribuenti, 150 milioni, chiamati a presentare la classica dichiarazione dei redditi. Ebbene, di questi 150milioni, ben 10 milioni non devono alcunché al fisco, o per l’esiguità del reddito riportato o per effetto della compensazione tra detrazioni e micro-imposta da pagare. Questo dato fa luce su un fenomeno di cui si dibatte di rado, ovvero, la presenza anche nel Paese più ricco al Mondo d’un esteso numero di lavoratori in povertà. In crescita, in parallelo al crescere dei milionari. Oggi, secondo il fisco, sono 10 milioni gli americani che pur avendo una occupazione e percependo un reddito comunque  non riescono ad arrivare a fine mese.

Numeri, numeri, numeri
Il primo ci dice che lo 0,001 per cento dei contribuenti più ricchi, ovvero, 1.409 individui, guadagna annualmente miliardi di dollari, mentre l'1 per cento dei contribuenti più facoltosi esibisce redditi superiori al milione di dollari. In sostanza, quasi 500mila cittadini statunitensi dichiarano annualmente redditi pari a quelli riportati da più di 149milioni di lavoratori Usa. Uno squilibrio macroscopico. Nel 2016, il 50 per cento dei contribuenti con redditi più bassi ha guadagnato circa l'11,6 per cento del reddito totale prodotto negli Stati Uniti. In sostanza, i ricchi al top della piramide dei redditi hanno beneficiato del 19,7 percento della torta complessiva, mentre le 1.409 persone, che corrispondono ai miliardari, lo 0,001 per cento più alto, hanno esibito un reddito complessivo di  205 miliardi di dollari o il 2 per cento del totale degli Stati Uniti. Tecnicamente si tratta d’un sistema in cui la ricchezza è palesemente sproporzionata nel suo redistribuirsi.

Il cambiamento che non c’è stato
La più ampia riscrittura del codice fiscale degli Stati Uniti in oltre 30 anni è stata tramutata in legge all'inizio del 2018. Le persone fisiche, gli individui, possono iniziare a sentirne gli effetti della revisione fiscale dell'anno in corso. In particolare, le stime mostrano che i maggiori benefici della nuova legge saranno riservati ai maggiori guadagni.

Il gettito per classi di reddito
L'1% più ricco ha pagato una quota maggiore delle imposte sui redditi individuali (37,3%) rispetto al 90% dei contribuenti con redditi medi e medio bassi (30,5%).  Se invece si dividono in due i contribuenti, il 50 per cento che presenta redditi più elevati ha pagato il 97 percento delle imposte sul reddito complessivo. Come dire, la metà più ricca paga ciò che la metà più povera non può permettersi.

Chi paga (e non paga) imposte sul reddito
In altre parole, il 50 per cento dei contribuenti con redditi più bassi ha pagato il 3 per cento dell’imposta. La stessa quota versata dal ristretto numero di contribuenti più ricchi, lo 0,001 per cento del totale. Anche per loro, infatti, è pari al 3% del totale la somma dell’imposta versata. In sostanza, circa 1.400 contribuenti valgono per il fisco come 75milioni di cittadini, in termini di gettito. Quel gruppo da solo ha, infatti, pagato il 3,25 per cento di tutte le imposte sul reddito. Nel 2001, il 50 per cento con redditi più modesti versò quasi il 5 per cento del totale, mentre il primo 0,001 per cento, cioè i più ricchi, pagò il 2,3 per cento delle imposte sul reddito.

Che cosa è lo 0,001%?
Il sistema di imposta sul reddito individuale è progettato per essere progressivo - quelli con redditi più alti pagano a tassi più alti. La curva della "progressività", infatti, dovrebbe presentare una pendenza discendente parallela al ridursi del reddito. I dati però mostrano come negli States le aliquote fiscali medie pagate dai più ricchi siano diminuite negli ultimi anni da un picco del 24,1 per cento nel 2013 a 22,9 del 2016. Per mettere questi numeri in prospettiva, il primo 0,001 per cento dei contribuenti consiste di 1.409 rendimenti, mentre il 50 per cento dei lavoratori statunitensi con redditi più bassi, 75 milioni di cittadini, ha guadagnato circa l'11,6 percento del reddito totale Usa, l’1 per cento più ricco, 1,4 milioni di facoltosi, ha ricevuto il 19,7 percento del reddito complessivo, mentre 1.409 persone cioè lo 0,001 per cento costituito dai miliardari, ha dichiarato un reddito complessivo di 205 miliardi di dollari o il 2 percento del totale. Tradotto, più guadagni, più paghi ma è certo che beneficerai di maggiori sconti e deduzioni rispetto a chi ha un reddito modesto o medio. Incongruenze della progressività zoppa.
 
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