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Dal mondo

Usa and tax, gli Stati Uniti dei condoni. Pardon, d'America

Dal 1982 a oggi sono più di 100 le iniziative perdonali lanciate sul versante del fisco a opera dei singoli Stati dell'Unione

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Il ricorso a iniziative perdonali, sul versante strettamente fiscale, costituisce una ricetta tradizionale, anzi, rituale, per la maggioranza degli Stati americani, nessuno escluso. Tanto che, qualora ne risultasse qualcuno estraneo al suo uso, in realtà la distanza contabile dal ricorso alle amnistie in materia d'imposte e tasse sarebbe da collegare alla scarsezza dei mezzi disponibili e, al contempo, alle estime modeste attese per l'eventuale incasso, non certo a questioni esterne alla finanza e alla contabilità. Elementi questi che, nelle valutazioni definitive, hanno spesso spostato l'orientamento dei responsabili dei diversi ambiti economici statali, non federali, a non mettere in campo condoni o iniziative particolari, affidandosi spesso, in alternativa, al lancio di veri proprio tax holiday, prevedendo quindi la sospensione temporanea del versamento dei tributi legati, in genere, a particolari vendite o compravendite o ad eventi per i quali è atteso un impennarsi dei consumi.

Se il condono riduce il rosso dei conti
In ogni caso, osservando le motivazioni e le finalità poste a sostegno delle amnistie fiscali, due sono i leit motiv principali che ne assicurano il licenziamento da parte delle singole autorità. Innanzitutto, la necessità di ricondurre in equilibrio, in tempi stretti, i conti pubblici e i rispettivi bilanci degli Stati o, a seguire, l'ansia di assicurare un sollievo fiscale a operatori, aziende e contribuenti individuali stressati da cicli economici negativi. E comunque, le amnistie in stile statunitense, contemplano costituzionalmente il versamento del dovuto, senza sconti, se non sul versante delle sanzioni, ridotte, e degli interessi di mora, anch'essi riformulati al ribasso.

Condoni Usa, 6miliardi in cerca d'autore
In pratica, da 1982 ad oggi, sono state circa 100,91 per l'esattezza, le iniziative perdonali messe in campo dai singoli Stati in materia di tributi., con il risultato di assicurarsi circa 6miliardi di dollari. Una cifra a dire il vero modesta, giustificata dallo scarso appeal che queste iniziative in genere producono sui contribuenti americani cui sono dirette. Il versante federale, al contrario, presidiato a Washington dall'Internal Revenue Service (Irs), l'Agenzia delle Entrate statunitense, si misurano piuttosto le distanze dal modello contabile applicato con tale generosità dalle autorità statali. Anche se ciò non preclude il ricorso a condoni disegnati su base nazionale. Esito questo d'un federalismo effettivo, che vede i singoli Stati pubblicare ogni anno e chiamare alla compilazione e alla presentazione d'una dichiarazione dei redditi, aggiuntiva rispetto a quella destinata al fisco federale di Washington, decine di milioni di contribuenti che, nei termini, dovranno pagare anche le imposte e le tasse statali.

Fisco record nonostante la crisi
Nel 2008, per esempio, gli erari alloggiati dall'Alaska sino al New Mexico, hanno incassato ben 781 miliardi di dollari che, sommati ai 2.700 miliardi registrati in ingresso dall'Irs, hanno fatto tagliare al fisco statunitense, nonostante la crisi, la soglia record di 3.400miliardi di dollari. Senza contare che, considerando anche le contee, quasi 3mila, dotate anch'esse di ampi poteri autonomi in materia di tasse locali, il bottino potrebbe essere rivisto ulteriormente verso l'alto.
 

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