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Dal mondo

Usa: crescita al 2% per 2016
e 2017. Modesta, ma notevole

È una delle indicazioni del Rapporto Ocse che mette a confronto quella americana con altri Stati aderenti

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Gli Stati Uniti possono vantare una delle riprese economiche più forti tra i Paesi colpiti dalla recente crisi. Investimenti pubblici e politica monetaria espansiva gli ingredienti chiave della crescita che, secondo le previsioni, dovrebbe attestarsi al 2% nel 2016 e nel 2017.  Un valore modesto se considerato in assoluto, ma notevole se confrontato con quello degli altri Paesi Ocse. Questo, in estrema sintesi, è la valutazione espressa dall’Organizzazione con sede a Parigi nell’ Economic Survey of the United States. Il report sottolinea però come il Governo americano possa ancora fare molto per rilanciare la produttività del Paese.
 
Un modello di crescita
La strategia messa in campo dagli Usa negli ultimi sette anni per contrastare la crisi può fungere da modello anche per gli altri Stati Ocse. Con queste parole il Segretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Angel Gurrìa, presenta il report dedicato agli Stati Uniti.  Il tasso di disoccupazione è diminuito del 5%, il mercato immobiliare è in ripresa, la media dei profitti aziendali è molto alta, con alcuni Stati e settori che guidano la ripresa: la California e il distretto dell’East Coast (Boston, New York, Philadelphia, Baltimora e Washington D.C.) e l’industria farmaceutica, dei software e delle telecomunicazioni.
 
Sfide future
Alcune sfide però rimangono all’orizzonte. Il Governo deve utilizzare in modo appropriato le leve fiscali a disposizione e intervenire con riforme strutturali. L’Ocse raccomanda principalmente di potenziare gli investimenti pubblici, che possono aumentare il debito nel breve periodo ma che assicurano a lungo termine un incremento della produttività e della crescita economica. La spesa pubblica, in particolare, dovrebbe essere indirizzata verso le infrastrutture, l’innovazione, la tutela della salute e dell’ambiente. Per l’Ocse è urgente intervenire anche con misure a sostegno delle imprese, come l’introduzione di crediti d’imposta per l’avvio di nuove attività, una riforma della procedura di bancarotta e una nuova politica antitrust che raccolga le sfide della digitalizzazione, dell’innovazione finanziaria e della globalizzazione. Il mercato americano, infatti, appare dominato da grandi colossi aziendali, mentre la creazione di nuove imprese rimane ancora scarsa dopo la crisi del 2008. Un altro elemento di debolezza è rappresentato dal mercato del lavoro dove persistono ancora forti disuguaglianze per genere ed etnia che producono disparità salariale e disoccupazione, soprattutto a svantaggio di donne e minoranze afroamericane e ispaniche. Credito d’imposta  sui redditi da lavoro e salario minimo alcuni suggerimenti formulati dal report per intervenire su questo fronte.
 
Novità per il prossimo anno
La Survey analizza nel dettaglio la proposta di Legge di bilancio per il 2017 avanzata della Casa Bianca, evidenziandone le principali novità, alcune sostanzialmente in linea con le raccomandazioni dell’Ocse.  La proposta di legge prevede una riduzione nei prossimi dieci anni del debito pubblico di circa 2,9 trilioni di dollari. In agenda anche una riforma dell’intero sistema tributario con l’obiettivo di renderlo più equo e più efficiente e un taglio di alcune agevolazioni fiscali, in particolare quelle destinati ai contribuenti ad alto reddito. Il Governo vorrebbe anche riformare la tassazione sui redditi da capitale e introdurre una serie di misure a sostegno delle imprese, come un credito d’imposta per ricerca e sviluppo e la semplificazione e il taglio delle tasse che gravano sulle piccole aziende.
Incassa il plauso dell’Ocse anche l’idea di introdurre un prelievo sulla produzione petrolifera e il piano di riforma delle norme fiscali sul fronte internazionale.  Sul versante della spesa pubblica, la legge prevede investimenti a supporto delle infrastrutture e dell’innovazione.
 
 
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