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Usa: è nei poteri del Fisco revocare
l'accordo con un contribuente?

All’interrogativo ha risposto la Corte federale su un caso di intesa preventiva per transfer pricing

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La Corte federale (Federal Tax Court) ha emanato una opinion  (Docket no. 5576-12) in merito a una controversia tra la società Eaton Corp. e l’Internal Revenue Service (IRS), l’Amministrazione fiscale americana. Al centro del contenzioso, la cancellazione di un APA stipulato tra le due parti. La decisione è di particolare rilevanza in quanto emerge che tra i poteri della Corte rientrano quelli connessi alla valutazione dell’opportunità di cancellare l’APA e che l’onere di provare l’abuso di discrezionalità da parte dell’IRS incombe sul contribuente.
 
Gli APA negli Stati Uniti
Gli APA sono stati introdotti nell’ordinamento tributario americano con la Revenue Procedure 91-22, a cui sono seguiti altri atti emanati dall’IRS (Revenue Procedure 96-53; Notice 98-65; Revenue Procedure 2004-40.) Il La Revenue Procedure 2006-9 del 19 dicembre 2005, è applicabile a tutte le richieste di APA presentate a partire dal 1° gennaio 2006.
 
L’accordo preventivo tra il Fisco e il contribuente
L’APA è un accordo tra il contribuente e l’IRS volto alla definizione preventiva, per le transazioni occorse tra soggetti appartenenti allo stesso gruppo, del best transfer pricing method (TPM) secondo le disposizioni della Sec. 482 dell’IRC (Internal Revenue Code).
L’accordo ha efficacia esclusivamente nei confronti del contribuente e dell’IRS con riferimento alle transazioni e ai periodi di imposta concordati. Soltanto in determinate circostanze l’Amministrazione finanziaria statunitense può decidere di revocare l’accordo.
 
I fatti all’origine della controversia
Una società (di seguito “petitioner”) è la holding di un gruppo con sede a Cleveland nello Stato dell’Ohio che concede alle proprie controllate residenti a Porto Rico e nella Repubblica Dominicana la tecnologia necessaria per produrre interruttori e comandi a pulsante che sono successivamente acquistati dallo stesso petitioner.
Il petitioner ha sottoscritto con l’IRS un APA con riferimento ai periodi di imposta 2001-2005 e questo accordo è stato successivamente rinnovato per gli esercizi 2006-2010. Oggetto dell’APA è la definizione del “best method” per le transazioni che riguatdano la cessione dei beni di cui sopra al petitioner, in coerenza con con quanto previsto dalla Sez. 482 dell’IRC.
Al momento della sottoscrizione dell’accordo, le parti hanno riconosciuto la validità alle previsioni contenute nelle già citate Revenue Procedure 96-53 e Revenue Procedure 2004-40 ai fini dell’interpretazione, dell’efficacia e dell’amministrazione dell’APA originario e del suo conseguente rinnovo.
Nel corso del 2011 l’IRS, l’Amministrazione finanziaria americana, ha provveduto a revocare sia l’APA originariamente sottoscritto che il rinnovo, motivando la decisione con il mancato rispetto dei termini dell’accordo da parte del petitioner. Conseguentemente l’Amministrazione finanziaria ha deciso di pubblicare una “deficiency notice” (letteralmente avviso di errore) riprendendo a tassazione, secondo la Sec. 482 dell’IRC, l’importo di $ 102.014.000 per il periodo di imposta 2005 e di $ 266.640.000 per il 2006.
 
La posizione del contribuente
Secondo il petitioner, l’APA è un accordo vincolante con l’IRS, la cui violazione deve essere interpretata e analizzata alla luce dei principi generali che governano i contratti. Per supportare la propria teoria, il petitioner ha citato numerosi “public statements” e linee guida in cui l’IRS definisce gli APA come “accordi vincolanti” (binding agreements). Il petitioner non ha messo in discussione la facoltà dell’IRS di modificare o cancellare un APA, quanto la circostanza che l’Amministrazione finanziaria americana possa modificare l’accordo soltanto in relazione alle circostanze specificatamente contemplate dall’APA.
 
La posizione dell’Agenzia delle Entrate
Per converso, l’Agenzia americana delle Entrate (IRS) ha in prima battuta cercato di limitare l’ambito di analisi della Corte, circoscrivendolo alle motivazioni che hanno condotto all’emanazione della “deficiency notice”, trascurando i presupposti che avevano condotto alla sottoscrizione dell’APA.
Inoltre, la posizione difensiva dell’IRS si è basata sul riconoscimento dell’APA come una decisione di natura amministrativa e non come un contratto vincolante. Sulla base di tale affermazione la decisione dell’Amministrazione finanziaria di cancellare l’APA poteva essere contestata dal petitioner avendo a riferimento il canone di abuso di discrezionalità.
 
La decisione della Corte
La decisione della Tax Court è sostanzialmente favorevole all’IRS in quanto ha riconosciuto che il contribuente possa contestare la cancellazione di un APA in base ai principi che governano l’abuso di discrezionalità e, contestualmente, il contribuente deve fornire prova che la cancellazione dell’accordo è basata sull’arbitrarietà e non soltanto su fatti giuridicamente oggettivi.
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