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Dal mondo

Usa, focus sui reati fiscali.
2019 l'anno del cybercrime

Il lavoro dell’unità dell’Irs specializzata nei crimini informatici ha prodotto oltre 400 indagini concluse con il sequestro di miliardi di dati

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Luci e ombre nell’ultimo rapporto delle Entrate statunitensi sui risultati della lotta all’evasione condotta nel corso del 2019. I dati ad una prima osservazione sembrano decisamente positivi. Sono quasi 60 i miliardi di dollari recuperati da soggetti che, società o singoli individui, o gruppi criminali, hanno evaso imposte e tributi o posto in pratica vere frodi fiscal-finanziarie. Crescono i crimini informatici e aumenta l’impegno dell’Internal Revenue Service per contrastarli. 

I dati degli ultimi tre anni
La lotta all’evasione si fa anche con i numeri. La prova di questo è nei dati complessivi del triennio 2017-19, che ha visto 6.386 condanne di contribuenti statunitensi. Nel solo 2019 sono state 1.726. In media, il tempo della pena inflitta era compreso tra i 42 e i 45 mesi. 

La nuova frontiera del cybercrime nella lotta all’evasione, più di 1 biliardo i dati sequestrati
Il cybercrime è la novità del 2019, su cui molti occhi interessati si sono soffermati nell’analisi dei risultati. In sostanza, dal 2015 s’è registrata una crescita esponenziale dei crimini informatici con effetti diretti sia in termini di perdita di gettito sia nell’elaborazione di nuovi ingegnosi sistemi per evadere le imposte dovute e, al contempo, ottenere rimborsi fiscali che non spettano, o peggio, attuare vere e proprie frodi fiscal-finanziarie senza precedenti. E così, per porre un argine al fenomeno, l’Irs ha avviato da quattro anni un nuovo programma sui crimini informatici, CI Electronic Crimes, diffuso sull’intero territorio nazionale e diretto a fornire risposte concrete, allineando le conoscenze delle Entrate statunitensi ai nuovi modelli operativi della criminalità informatica. Naturalmente, si tratta di indagini mirate che coinvolgono Internet e le tecnologie che consentono ai criminali informatici di condurre attività illegali in forma anonima e senza una presenza fisica definita. Agenti speciali e professionisti, i nuovi detective digitali del fisco Usa, operano sempre più spesso sul campo, in modalità “agile”, per intervenire con immediatezza sugli ambienti informatici sospetti una volta individuati. 

I risultati del Fisco Usa contro i reati digitali
L’elenco dei reati è in continua evoluzione, furti d’identità, sottrazione di dati di rilievo, intrusioni malevoli, compromissione della posta elettronica aziendale o personale, phishing e schemi per rilevare le vie di accesso ai conti bancari individuali, eccetera. Questi furti mirano a dati finanziari dettagliati, alla visione delle dichiarazioni dei redditi e alla loro riproduzione per finalità criminose. In pratica, nel 2019, il personale dell’unità e-Crimes dell’Irs ha partecipato a oltre 400 indagini e sequestrato 1,24 petabyte, più di 1 biliardo di dati da oltre 2.530 tra computer, laptop, dispositivi esterni e 705 dispositivi mobili. Ogni indagine coinvolge prove digitali e multimediali le cui fonti sono personal computer, dispositivi mobili (telefoni, tablet, eccetera), computer/server di piccole e grandi imprese, archiviazione cloud e Dark web. Naturalmente, la corretta raccolta e l'analisi delle prove digitali richiede competenze e formazione specializzate, in modo da consentire che queste prove siano ammissibili nei procedimenti giudiziari. E comunque, è chiaro che sarà questa la nuova frontiera del confronto tra fisco ed evasione, e reati correlati, anche se declinata in modo differente rispetto agli scenari cui siamo abituati. 

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