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Dal mondo

Usa: Giappone e Canada in testa
tra i treaty partner APA

Pubblicati i risultati 2015 del programma Advance Pricing and Mutual Agreement. Il Rapporto suddiviso in tre parti

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L’Agenzia statunitense delle Entrate (Internal Revenue Service in acronimo IRS), il 31 marzo 2016 ha pubblicato il rapporto del 2015 sulle attività del programma Advance Pricing and Mutual Agreement (APMA). Si tratta del diciassettesimo rapporto pubblicato dall’IRS sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento.
 
Dall’APA all’APMA
Il programma APMA, avviato nel febbraio del 2012, ha sostituito il precedente programma APA. Del programma APM è responsabile l’Ufficio Transfer Pricing Operations, nell’ambito del dipartimento Large Business & International dell’Agenzia americana delle Entrate, l’IRS per intendersi. 
In esso è confluito sia il personale dell'IRS in precedenza preposto alla negoziazione degli APA con il contribuente, che, in parte, anche personale proveniente dall’autorità competente.  Con l'avvio del programma APMA, l’Ufficio Transfer Pricing Operations è responsabile di tutte le fasi di un APA, sia esso unilaterale, bilaterale o multilaterale, compresa, quindi, la fase negoziale con i treaty partner. Inoltre è responsabile delle procedure amichevoli (mutual agreement procedure) per la risoluzione della doppia imposizione economica in materia di transfer pricing e di attribuzione di profitti alla stabile organizzazione ex articolo 25 del modello OCSE.
 
Il report dell’APMA Program e le risultanze
Il Rapporto è suddiviso in tre parti e 2 appendici e fornisce, come anticipato, informazioni sul programma APMA e sulle procedure di riferimento, nonché dati statistici relativi al programma: dal numero di istanze presentate, al numero di accordi stipulati, ai metodi utilizzati ecc..
In particolare, la prima parte del report descrive brevemente la struttura dell'ufficio e le procedure relative al programma, che, tra l'altro, nel corso del 2015, sono state oggetto di revisione sia per l'accesso alla MAP che all'APA. Anche il modello di accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, già rivisto una prima volta nel 2009, è attualmente in fase di revisione.
 
I dati statistici in dettaglio
La parte seconda del Rapporto presenta i dati statistici relativi ai risultati del programma APMA, sia in tavole sia in formato grafico. Dalla lettura della prima tavola si evince che nel corso del 2015 sono state presentate ben 183 istanze per la sottoscrizione di un accordo sui prezzi di trasferimento, di cui 52 sono richieste per un APA unilaterale, 127 per un bilaterale e 4 per un multilaterale, in aumento rispetto al numero di istanze presentate nel 2014 pari a 108. Nel corso del medesimo anno sono stati  sottoscritti  110 accordi ,30 unilaterali e 80 bilaterali.
Va precisato, inoltre, che dei 110 accordi sottoscritti, 66 sono rinnovi di accordi stipulati in anni precedenti e 44 sono nuovi accordi. Nonostante  i buoni risultati raggiunti, l’elevato numero di richieste comporta che gli APA in corso di istruttoria (“pendenti”) a fine 2015 risultino essere 410, di cui 188 sono richieste di rinnovo.
 
Giappone e Canada in testa. Italia firma il primo trattato bilaterale
Ben il 69% degli accordi bilaterali sottoscritti nel 2015  sono stati sottoscritti con il Giappone e con il Canada che si confermano essere i treaty partner più chiamati in causa negli Stati Uniti. Nel 2015 è stato sottoscritto anche il primo APA bilaterale con l’Italia.
Per quanto concerne la suddivisione degli accordi sui prezzi di trasferimento sottoscritti nel 2015 per settore economico si rileva che delle 44 imprese esercenti attività manifatturiera che hanno concluso un APA con l’ IRS, 10 appartengono al settore elettronico, 9 al chimico e 7 al settore dei trasporti. Nell’ambito dei 39 accordi sottoscritti, invece, con imprese operanti nella distribuzione, 28 accordi sono stati conclusi con imprese attive nella distribuzione all’ingrosso di beni durevoli e 5 dei non durevoli.
 
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