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Dal mondo

Usa, i numeri del fiscal year 2018.
Il gettito sale a quota 3.500 miliardi.

L'Internal revenue service ha diffuso i dati relativi al periodo d’imposta dal 1° ottobre 2017 al 30 settembre 2018

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Il 20 maggio scorso le Entrate americane hanno pubblicato il 2018 IRS Data Book, la raccolta delle statistiche sull’attività svolta - dalla raccolta delle imposte ai controlli effettuati, ai servizi resi ai cittadini – nell’ultimo periodo fiscale. Il report rappresenta un appuntamento annuale dell’Internal revenue service, ma assume quest’anno una rilevanza particolare, dal momento che contiene i primi effetti del Tax Cuts and Jobs Act, la riforma fiscale varata dall’Amministrazione Trump. Il dato generale della stagione fiscale 2017/2018 è che, nonostante i profondi mutamenti nell’ordinamento tributario introdotti dalla riforma fiscale del 2017, le tendenze principali già presenti negli anni precedenti si sono consolidate: la raccolta delle imposte federali, infatti, è arrivata a sfiorare i 3.500 miliardi di dollari, mantenendo il trend di crescita mai arrestato dal 2009. Stessa continuità anche per i controlli, ma in senso opposto, con una decrescita iniziata nel 2010, ma che nell’ultimo anno ha portato il numero delle dichiarazioni verificate dagli agenti del Fisco al di sotto di un milione (-6,4% rispetto al 2017).

Morfologia delle imposte a stelle e strisce
Partiamo dunque dai numeri. Nel periodo d’imposta compreso tra il 1° ottobre 2017 e il 30 settembre 2018 l’Irs ha raccolto 3.465 miliardi di dollari di imposte federali e ha ricevuto dai contribuenti - cittadini, società, enti - oltre 250 milioni di dichiarazioni dei redditi. All’interno del dato complessivo del gettito, il carico fiscale si sposta leggermente verso il reddito delle persone fisiche rispetto a quello sulle società: aumenta infatti di due punti percentuali l’incidenza dell’imposta sul reddito delle persone fisiche sul totale della raccolta erariale (dal 54% al 56%), mentre calano più o meno nella stessa misura le imposte sui redditi societari (dal 10% all’8%). Sempre rispetto al 2017, nel 2018 è cresciuto di circa 95 miliardi il gettito delle imposte sui redditi delle persone fisiche (+5%), mentre è calato di 75 miliardi (ben -22%) il gettito proveniente dai redditi societari.

La quota “digitale” del Fisco
Sui 250 milioni modelli presentati dai contribuenti, quasi 179  - poco più del 70% - sono stati compilati e inviati per via digitale, un incremento dell’1% rispetto all’anno precedente. Quasi l’88% dei contribuenti persone fisiche hanno svolto il loro dovere con l’Erario per via elettronica. Sul fronte servizi, sembra crescere l’alfabetizzazione digitale dei cittadini: in particolare, l’Irs mette in rilievo l’aumento dell’11% registrato dal servizio di consultazione online “where’s my refund?” – oltre 309 milioni di interrogazioni – che consente di avere notizie sui propri rimborsi fiscali.

Il bilancio dei controlli sulle dichiarazioni
Nel fiscal year 2018 sono scesi i controlli sulle dichiarazioni: nel corso dei 12 mesi presi in considerazione, l’Irs ha infatti controllato poco meno di un milione di dichiarazioni (991.168 per la precisione), pari allo 0,5% di quelle presentate nel 2017 e potenzialmente assoggettabili a controlli (196 milioni). La stragrande maggioranza di questi controlli - oltre il 75% - si è svolta per corrispondenza, con l’invio di una lettera con cui l'Ammibnistrazione fiscale ha richiesto al contribuente chiarimenti sulla propria situazione fiscale. Il restante 25% dei controlli si è svolto tramite le visite degli agenti del Fisco direttamente in loco. Dal confronto con gli anni precedenti emerge che il numero degli audits sulle dichiarazioni presentate è diminuito, seguendo un trend discendente che va avanti dal 2010, quando gli accertamenti erano stati 1.735.083. Da allora il dato è progressivamente calato più o meno in tutte le fasce di reddito, in maniera più accentuata soprattutto per le fasce dei contribuenti più ricchi, che sono comunque proporzionalmente più verificate. Nel 2018, il 6,66% delle dichiarazioni che indicano redditi personali superiori a 10 milioni di dollari è stato oggetto di controlli, a fronte del 14,52% del 2017, quello per i redditi compresi tra 5 e 10 milioni si è quasi dimezzato, passando dal 7,95% al 4,21%. Il rischio di subire controlli è sceso anche per le altre classi di reddito, particolarmente esiguo soprattutto per le fasce medie. Chi ha dichiarato redditi tra 25mila e 500mila dollari, infatti, ha avuto una probabilità di venire controllato inferiore all’1%.

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