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Dal mondo

Usa, paradisi fiscali di tutto il mondo nel mirino di Obama

Nella recente campagna elettorale si è apertamente espresso, in più di una occasione, in favore dello Stop Tax Haven Abuse Act

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Nubi fiscali all'orizzonte sulle piazze finanziarie che affollano il complesso mondo dell'offshore. Le distanze tra il prossimo inquilino della Casa Bianca e gli Eden del fisco sono marcate da ragioni  pratiche legate ai conti pubblici.
 
Se l'offshore non seduce Obama
Innanzitutto il neo-eletto Presidente non ha mai celato la pessima considerazione che ha nei riguardi dei centri offshore, ripetutamente indicati nei suoi interventi pubblici. Un fattore di squilibrio per la tenuta corretta dei conti degli Stati sovrani, in particolare degli Usa, e uno strumento in grado di indebolire il senso d'appartenenza e di condivisione che lega e unisce l'economia a stelle a strisce. Insomma i paradisi fiscali sono avvisati.

Stop agli abusi dei paradisi fiscali
Peraltro i centri offshore sembrano ben consapevoli della sfida che li attende, al punto che, già a partire dall'elezione di Obama, sembra essere scattata una sorta di conto alla rovescia. I rappresentanti di diversi Eden del fisco, inclusa l'austera e pacata Svizzera, hanno avviato contatti nel tentativo di addolcire le misure anti-offshore che la sua Amministrazione si appresterebbe a sostenere e che, in parte, sono note. Infatti nel 2007 il prossimo presidente Usa aveva appassionatamente sponsorizzato l'adozione, da parte del Congresso, d'una specifica legislazione, lo Stop Tax Haven Abuse Act, indirizzata a far cessare il drenaggio continuo di ricchezza in atto dall'economia statunitense in direzione dei paradisi fiscali.

I provvedimenti nel dettaglio
Gli strumenti da utilizzare e mettere in campo, come indicati all'interno del disegno di legge ora in attesa d'essere discusso nella prossima sessione dal Congresso, sono molteplici. Dall'obbligo delle banche straniere di rivelare alle istituzioni finanziarie Usa i profili e le coordinate dei titolari statunitensi di conti correnti che intessono transazioni con giurisdizioni offshore, alla cancellazione delle voci riservate ai compensi specifici che i consulenti possono richiedere, generalmente in cambio dell'indicazione di percorsi sofisticati che conducono a pratiche elusive. In caso di mancata collaborazione, la norma prevede l'espulsione della banca straniera dal mercato finanziario Usa. A queste misure s'aggiungono l'obbligo di elencare i soggetti beneficiari dei trust e la definizione d'una lunga lista di paradisi fiscali nei riguardi dei quali troveranno applicazione le nuove misure anti-offshore, senza né deroghe né eccezioni.

Quanto costerà Obama ai paradisi fiscali? 50miliardi di dollari
Secondo gli esperti e i consiglieri del nuovo presidente Usa, l'applicazione della nuovanormativa  potrebbe portare nelle casse dell'erario maggiori entrate per 50 miliardi di dollari l'anno. Un "tesoretto" destinato a essere utilizzato prontamente sul mercato interno a sostegno dei redditi medio-bassi, i più colpiti dalla crisi finanziaria. Per i paradisi fiscali invece si tratterebbe d'un insolito esborso versato, con cadenza annuale, nelle casse dell'erario di Washington. Una sorta d'inversione dei ruoli e nelle parti recitate in questi anni dall'Amministrazione fiscale statunitense e dalle decine di giurisdizioni offshore che vi si sono confrontate, spesso anche con asprezza di toni.

La curiosità: Svizzera e Lettonia tra i cattivi
Alcune delle misure contenute nello Stop Tax Haven Abuse Act, non sembrano affatto così innovative e rivoluzionarie. La pubblicazione delle black list, con indicazione delle giurisdizioni a bassa tassazione che non cooperano o collaborano, è oramai una pratica piuttosto diffusa tra i Paesi a economia avanzata. La lista contenuta nella proposta di legge pendente al Congresso include anche Svizzera e Lettonia. Motivo questo che, con una certa probabilità, ha spinto la diplomazia elvetica a mobilitarsi con l'obiettivo d'aprire un tavolo di confronto, o almeno una finestra di dialogo, con Barack Obama.
 

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