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Dal mondo

Usa: presentato il progetto
per la riforma tributaria

A farlo è stato direttamente il nuovo presidente in persona nel corso di un comizio nello Stato dell’Indiana

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Aliquota al 20% per le imprese, semplificazione e riduzione di quelle per le persone fisiche, sconti per chi decide di rimpatriare i profitti grazie a un nuovo scudo fiscale. Sono i punti qualificanti del progetto di riforma tributaria presentato nel corso di un comizio in Indiana (Usa) da Donald Trump, che proverà a riscrivere il sistema fiscale americano dopo anni di stallo. Si tratta, infatti, di una riforma attesa da decenni, considerato che l’ultima è stata approvata nel 1986.
Il piano è molto ambizioso e punta al rilancio dell’economia e dell’occupazione americana. Il presidente stesso ha, infatti, sottolineato che si tratterà di “una riforma fiscale per la crescita, l’occupazione, le famiglie, i lavoratori”. Non mancano però le critiche, soprattutto tra chi sostiene che si tratti di una riforma a favore dei ceti alti e altri che puntano l’attenzione sulle coperture finanziarie e sull’aumento del deficit federale.
 
Meno tasse per le imprese
La riforma fiscale annunciata da Trump prevede un’importante riduzione della corporate tax, la tassa sui profitti delle imprese, che passerebbe dall’attuale 35% al 20%. Sebbene il presidente americano in campagna elettorale avesse promesso un’aliquota del 15%, il 20% è comunque inferiore rispetto alla media mondiale (22,5%). Si tratterebbe, quindi, in ogni caso, di una riduzione importante, in grado di rimettere gli Usa in competizione con gli altri Paesi che propongono una fiscalità aziendale più vantaggiosa.
Per le imprese medio-piccole, il presidente americano ha parlato di un’aliquota massima che raggiungerà il livello più basso degli ultimi 80 anni, mentre per le grandi aziende dovrebbe esserci la possibilità di rimpatriare i profitti realizzati all’estero sfruttando una tassa una tantum (attualmente è prevista un’aliquota del 35%).
 
Aliquote per le persone fisiche rimodulate
Un altro dei punti più importanti della riforma prevede la rimodulazione delle aliquote sull’Irpef. Attualmente ne sono previste sette (10%, 15%, 25%, 28%, 33%, 35%, 39,6%), che scenderebbero, con il nuovo sistema, a tre. In particolare, il prelievo della fascia più bassa sarà innalzato dal 10% al 12%, quello della fascia media sarà del 25% mentre il più alto scenderà dal 39,6% al 35%. A chi fa notare che la fascia più debole sarebbe in questo modo penalizzata, i repubblicani rispondono che le famiglie che rientravano nella fascia del 10% potranno migliorare la loro condizione perché potranno usufruire di deduzioni standard più ampie, di una child credit tax più estesa e di ulteriori agevolazioni fiscali che dovrebbero essere aggiunte nel corso del dibattito parlamentare.
Il sistema delle deduzioni fiscali dovrebbe, infatti, cambiare: quelle standard dovrebbero raddoppiare, mentre quelle legate a spese particolari essere cancellate del tutto. Resterebbero quelle per gli interessi sui mutui per l’abitazione e per le donazioni e dovrebbero essere aumentati gli sgravi fiscali per le famiglie con figli (circa mille euro a bambino), oltre che eliminata del tutto la tassa di successione.
Infine, una no-tax-area dovrebbe essere riservata ai singoli che percepiscono un reddito annuo inferiore ai 12 mila dollari e ai nuclei familiari con reddito sotto i 24 mila.
 
Coperture da crescita del Pil ed eliminazione delle scappatoie fiscali
Una delle principali critiche che sono state mosse a questo progetto di riforma riguarda le coperture finanziarie. Gli oppositori hanno infatti sottolineato come i tagli alla tassazione non farebbero altro che aumentare il deficit federale, oltre a favorire i grandi contribuenti; questo nonostante Trump continui a ripetere che non è una riforma per ricchi ma a favore della classe media.
Dal canto loro, i repubblicani sostengono che i tagli alle tasse saranno controbilanciati da nuove entrate provenienti dall’eliminazione di scappatoie fiscali e dalla crescita economica del Paese, come ha dichiarato recentemente anche il consigliere economico della Casa Bianca, Gary Cohn.
 
Una sfida cruciale per Trump
L’approvazione della riforma fiscale è uno degli obiettivi cruciali della presidenza Trump. Nonostante, infatti, i repubblicani controllino entrambe le Camere del Congresso, al momento non sono riusciti ad ottenere successi significativi, come testimonia anche la mancata abrogazione dell’Obama Care, la riforma della sanità voluta da Barack Obama.
 
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