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Dal mondo

Usa-shutdown: chiusi per ferie
con una sola eccezione, il Fisco

Il mancato ok al bilancio federale ha determinato la paralisi delle amministrazioni, ad esclusione dell’Irs

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Lo scontro in onda al Congresso con la mancata approvazione delle spese federali, in attesa del via libera definitivo, è 1 dei 2 shutdown che pendono sugli Stati Uniti. Il secondo, infatti, è legato al mancato ok all’innalzamento del tetto del debito, fissato per il 17 ottobre. Comunque, riguardo il primo non tocca direttamente l’attività dell’Agenzia delle Entrate Usa, tranne che in alcune sue funzioni votate all’esterno.
 
Tutti a casa tranne il Fisco - Niente accordo, zero intese sul versante politico e budget in perenne, sospeso stand-by. Risultato, a casa un numero significativo di dipendenti pubblici, a lavoro ma con stipendio dimezzato una quota altrettanto significativa di lavoratori, mentre più o meno ¼ dei dipendenti federali ancora in attività a pieno regime, salario incluso. E il Fisco? Niente paura, l’Amministrazione finanziaria, in particolare l’Internal Revenue Service, IRS, continuerà a svolgere instancabile e a pieno regime alcune delle sue funzioni di maggior rilievo. Quali? Semplice, controlli fiscali, sequestri di beni riconducibili nella titolarità a chi non vuole proprio sentir parlare di dovere denaro, in forma d’imposte e tasse, all’Agenzia delle Entrate e per finire invio delle dichiarazioni dei redditi, possibilmente accompagnate dai relativi versamenti. Insomma, riassumendo il Fisco non conosce vacanze.
 
L’ombra dello shutdown sfiora l’Irs – Insomma, l’Agenzia delle Entrate statunitense è stata chiara, e piuttosto esplicita: “….il termine previsto per l’invio delle dichiarazioni dei redditi, il 15 ottobre, resta valido, nonostante lo shutdown causato dalla temporanea mancata approvazione di alcune linee di finanziamento e di appropriazione destinate a finanziare spese e fondi pubblici”. Il ragionamento espresso dall’Amministrazione finanziaria con sede centrale a Washington, cioè federale, non fa una piega. Infatti, lo stallo in Congresso sull’ok alla legge di bilancio, tra repubblicani e democratici, interessa un lungo elenco di funzioni e di competenze pubbliche, federali, ma sfiora, senza affatto congelare, le modalità, le funzioni e la tempistica che sovrintendono all’applicazione della normativa fiscale. Per esempio, mentre per il dipartimento della Difesa Usa degli 800mila dipendenti civili ben il 50per cento, la metà, si fermeranno, anzi, sono già a casa, per quanto riguarda l’Irs l’impatto è minimo, quasi micro e riguarda aree settoriali ben definite con il risultato che i dipendenti delle Entrate al momento parcheggiati sono davvero di scarsa rilevanza rispetto ai dati delle altre amministrazioni.
 
Il Fisco riscuote ma non rimborsa – La cubazione, in ingresso, dei versamenti delle tasse e delle imposte dovute continua a fluire con regolarità e nel rispetto della tempistica. Al contrario, sono le risorse destinate in uscita a raggiungere i contribuenti che, al momento, restano congelate. Tra queste, le più consistenti in termini monetari, cioè miliardi, sono i rimborsi fiscali. Un tema questo sì scottante. In pratica, già da 4 settimane all’incirca 20 miliardi di dollari destinati a raggiungere i bilanci familiari di 300mila contribuenti risultano ancora “inevasi”. E’ questo blocco nella migrazione dei rimborsi che sta stimolando le proteste maggiore da parte di centinaia di migliaia di cittadini, e da un gran numero di associazioni pro-contribuenti. D’altraparte, soluzioni alternative non si scorgono.
 
Tempi lunghi per le truppe impegnate oltreconfine – Il dato che sconforta i contribuenti emerge anche dalla tempistica. Al riguardo, sono stati ben 12 milioni i cittadini, datori di lavoro e dipendenti, che hanno chiesto nei mesi passati all’Irs un’estensione, per esempio, del termine ultimo per l’invio della dichiarazione dei redditi. Di questi, soltanto i residenti nelle aree dello Stato del Colorado colpite da piogge, trombe d’aria e nubifragi avranno garantita l’estensione. E non solo. Ai cittadini del Colorado si aggiungeranno anche i militari impegnati in missione oltre confine in zone di guerra o ad alto rischio, per esempio in Afghanistan, e i civili che, al seguito delle truppe, provvedono a dar seguito alle procedure amministrative comunque richieste e dovute.
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