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Usa, sul Fisco tutti gli uominidel presidente al banco di prova

Allo studio una serie di provvedimenti per più di 100 miliardi di dollari di crediti d'imposta e rimborsi fiscali destinati al ceto medio

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Per il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si avvicina, dunque, il momento delle scelte in campo fiscale. Si tratta di passare dalle promesse fatte in campagna elettorale all'adozione di misure concrete. Non a caso, proprio in queste ore, i consiglieri economici più vicini al nuovo inquilino della Casa Bianca si stanno confrontando sulle iniziative da intraprendere subito dopo aver completato il passaggio di consegne con George W. Bush junior.

Pragmatismo fiscale o approccio multiplo
Due gli schieramenti contrapposti. Da un lato coloro che sostengono una discesa in campo estesa a diversi settori, ovvero fondata sull'emanazione di executive order presidenziali che interessino l'ampio spettro dell'economia, una sorta d'approccio multiplo e quindi senza esclusione. Dall'altro coloro che suggeriscono un esordio ispirato al pragmatismo alla luce del fatto che, date le condizioni attuali dei conti pubblici, sarebbe più saggio procedere capitolo per capitolo piuttosto che sfogliare e rovesciare sul Paese l'intero libro di misure e di riforme disegnato, promesso e annunciato da Barack Obama nel corso della campagna elettorale.

La diminuzione delle tasse sui redditi medi in pole position
La prima misura che, secondo le indiscrezioni di questi giorni, è destinata a marcare l'ingresso di Obama nella dimensione reale del Paese riguarderà l'alleggerimento fiscale studiato, nei mesi passati, in favore dei ceti medi. Si tratta d'un credito d'imposta ad ampio raggio che, di fatto, avvantaggerà il 95 per cento dei lavoratori statunitensi. La misura si applicherà in favore di coloro che riportano redditi al di sotto dei 200mila dollari l'anno, con esclusione quindi di contribuenti facoltosi, i cui guadagni oltrepassano quella soglia e per i quali è riservata la sorpresa d'un aumento dell'aliquota relativa al calcolo dell'imposta sui redditi delle persone fisiche. Il credito d'imposta, che sarà rimborsato, ammonta a 500 dollari per singolo contribuente e a 1.000 dollari in caso di una coppia che presenta una dichiarazione congiunta. In totale, il sostegno ai redditi medio-bassi dovrebbe costare all'erario l'esborso di circa 100 miliardi di dollari mentre i contribuenti interessati saranno più di 120 milioni. In realtà, queste cifre potrebbero variare, dato che mancano ancora più di due mesi prima dell'insediamento ufficiale di Obama nella carica di Presidente, data questa in agenda per il 20 gennaio 2009.

Miliardi anche per l'educazione
Diverse decine di miliardi dovrebbero anch'esse trovare subito alloggio e residenza nei primi giorni in cui il timone transiterà da Bush a Obama. In questo caso si tratterebbe di oltre 20 miliardi di dollari, 8 dei quali per ammodernare l'intero sistema scolastico ancora pubblico o semi-statale, infrastruttura questa che generalmente guarda ai ceti medi e non soltanto ai ricchi, e 10 miliardi diretti al potenziamento dei programmi e dei percorsi scolastici che accompagnano i giovani dalla prima infanzia fino all'età del college. Ma la novità più attesa riguarda l'offerta d'un credito, del valore di 4mila dollari, il cui obiettivo è di offrire anche ai figli della classe media la chance di poter frequentare le università e i college più esclusivi. Riguardo a questa iniziativa però i dubbi non mancano, soprattutto in merito alla tempistica, ragione per cui non è da considerare affatto scontata, almeno nei primi mesi di governo targato Obama.
 

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