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Dal mondo

Usa, un’azione mirata
contro i furti d’identità fiscale

Rimborsi fraudolenti bloccati dalle azioni di prevenzione e sensibilizzazione promosse a più livelli

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Il Fisco Usa mette in campo misure ad hoc per proteggere i cittadini dai furti di identità fiscale. L’otto marzo scorso, il Dipartimento del Tesoro dello stato del Michigan ha presentato le prossime mosse per proteggere i contribuenti, in particolare per contrastare i criminali informatici che tentano di presentare dichiarazioni in nome di ignari cittadini e “rubare” i rimborsi delle tasse statali. In parallelo, a livello federale, è partito il programma "Tax. Security. Together", una campagna mirata a sensibilizzare sul tema contribuenti, professionisti fiscali e aziende.
 
Le misure attivate in Michigan
Secondo il programma messo a punto per proteggere i cittadini dal furto di identità fiscali, fa sapere il Dipartimento del Tesoro dello Stato del Michigan, alcune dichiarazioni dei redditi individuali potranno essere selezionate per la conferma dell'identità: in questo caso, il contribuente riceverà una lettera con cui gli verrà chiesto di confermare la propria identità completando un breve quiz online o telefonico, oppure inviando dei documenti. Solo dopo la conferma dell’identità da parte del contribuente, verrà sbloccato il rimborso spettante, che verrà emesso in un mese circa.
Nel 2017, il potenziamento delle misure di sicurezza messe in atto nello Stato del Michigan, ha consentito di proteggere oltre 4mila contribuenti, che confermato la propria identità e hanno ottenuto i propri rimborsi in sicurezza. Ciò ha impedito che oltre 16 milioni di dollari fossero distribuiti a truffatori.
 
La situazione generale negli States
Nel 2017 l’Irs (Internal revenue service, l’Agenzia delle Entrate Usa), ha messo a segno un ottimo risultato nel suo impegno per la prevenzione del furto delle identità fiscali: le denunce da parte dei contribuenti, infatti, si sono contratte del 40 per cento.
In questi casi, le vittime della frode sono due: il contribuente, che potrebbe non ricevere il rimborso cui ha diritto, e l'Irs, che eroga una somma non dovuta. Negli Usa sono parecchi anni che il Governo sta affrontando questo problema, che ovviamente ha una ricaduta spiacevole sulle vittime e rappresenta una sfida per aziende del settore, organizzazioni e agenzie governative, incluso lo stesso Irs. L'Internal Revenue Service, i singoli Stati e l'industria fiscale del settore privato stanno lavorando insieme per proteggere meglio i contribuenti e combattere il furto di identità fiscale con una seria strategia di prevenzione, individuazione e assistenza alle vittime. Il loro impegno ha dimostrato un ottimo risultato in termini di progressi contro questo crimine.
 
Cos'è il furto d'identità fiscale?
Il furto di identità è l'uso del profilo fiscale di un altro individuo come metodo per ottenere un vantaggio finanziario, causando inevitabilmente uno svantaggio al legittimo titolare. Negli anni, milioni di residenti negli Stati Uniti hanno rubato identità e le hanno utilizzate in maniera fraudolenta, provocando miliardi di perdite finanziarie.
Ciò è stato possibile perché queste persone hanno ottenuto le informazioni personali identificabili (PII) con phishing, hackeraggio di database aziendali/governativi, dirottamento dei dati su diversi computer rendendosi irrintracciabili e comuni furti di portafogli o posta.
Quando si verifica questo fenomeno, potrebbero rendersi necessari molto tempo, denaro e sforzi per recuperare e reintegrare la vera identità: in questo caso, le vittime sono assistite dall’Irs per risolvere il più rapidamente possibile la situazione.
 
La prevenzione al primo posto
Aumentando la consapevolezza dei problemi cui incorre chi viene derubato della propria identità fiscale, si mira a prevenire un atto illecito e a mantenere la sicurezza delle identità dei singoli contribuenti. Purtroppo questi furti sono possibili semplicemente utilizzando in modo improprio il numero di previdenza sociale di un altro soggetto per presentare una dichiarazione dei redditi e  richiedere un rimborso. Tuttavia, esistono ormai degli strumenti utili che i contribuenti possono utilizzare per rendere più sicuri i dati personali, finanziari e fiscali. Da qualche anno esiste un Summit sulla sicurezza, cui partecipano Irs, singoli Stati e  consulenti fiscali, dedicato espressamente alla protezione dei dati sensibili dal furto. Molte delle iniziative di questo organismo non sono evidenti, ma aiutano a identificare con certezza l’identità e a bloccare le dichiarazioni fiscali fraudolente inviate da identità clonate. Le priorità di azione sono, infatti, potenziare le procedure di autenticazione, aumentare la sicurezza informatica e sensibilizzare la platea degli utenti.
Inoltre, il Governo americano ha lanciato anche quest’anno la campagna di sensibilizzazione per contribuenti, professionisti fiscali e aziende: "Tax. Security. Together" mirata a mettere in guardia ciascuno dall’offrire il fianco involontariamente a eventuali truffe mirate a carpire i propri dati personali. Si tratta di un’azione a 360 gradi, rivolta non solo ai cittadini, ma anche ai professionisti e alle aziende private: in una parola a chiunque è in possesso o ha a che fare, anche per lavoro, con dati sensibili propri o altrui.
 
 
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