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Dal mondo

Usa, Whistleblower da record.
5 miliardi recuperati dal 2007

Un assist insperato per il fisco statunitense, con le denunce e le “soffiate” che eccedono oramai le 3mila al mese

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Nell'esercizio 2018, l'IRS, l’equivalente statunitense dell’Agenzia delle Entrate italiana, ha distribuito 217 premi, per un totale di 312milioni di dollari, a centinaia di nuovi Whistleblowers, ovvero, individui che denunciano pubblicamente o riferiscono alle autorità, in questo caso al Fisco, attività illecite o fraudolente all'interno di un’azienda, di un’organizzazione pubblica e/o privata, o dello stesso Governo. L'importo totale del premio, 312 milioni di dollari, rappresenta il 21,7% degli importi complessivi raccolti, pari a quasi 1,5 miliardi di dollari, incassati dall’IRS grazie alle denunce ricevute e trasferiti sul fondo ad hoc riservato alle somme derivanti dal recupero delle frodi. Naturalmente, i proventi raccolti sono da considerarsi inclusivi anche di eventuali multe penali, dazioni civili e/o pagamenti per violazioni dei requisiti di rendicontazione. In sostanza, la normativa sul Whistleblower, varata tra polemiche e scontri accesi, è oramai una prassi consolidata, tant’è che il numero di denunce recepite, di reclami, di casi condotti a conclusione, di premi e ammende pecuniarie distribuite, aumentano in media del 15-20% l’anno. Un trend che non conosce uguali e che costituisce un appuntamento di verifica annuale anche per il Congresso, chiamato a valutare puntualmente riscontri e attività condotte dall’IRS in materia.


Non si diventa Whistleblower per caso
Prima di tutto, un informatore deve soddisfare diverse condizioni per qualificarsi per il programma di riconoscimento denominato Whistleblower. In sostanza, non si tratta né di una porta girevole né di un’autostrada senza controlli e paletti preventivi. L’informazione, infatti, deve essere: firmata e presentata sotto pena di spergiuro, il che implica alcune certezze e fondamenti di base a favore del denunciante che, in caso contrario, rischierebbe di finire lui stesso sotto processo; sempre la medesima informazione deve essere collegata a un’azione in cui i proventi oggetto di controversia superano i 2 milioni di dollari, tradotto, le piccole venalità non trovano audience né ascolto. L’informazione può interessare un contribuente, anche una società. Qualora si trattasse di un contribuente individuale, anche in questo caso scatta la tagliola del reddito, poiché il soggetto al centro dell’informazione è richiesto che abbia un reddito lordo superiore ai 200mila dollari, per almeno uno degli anni fiscali in questione. Insomma, non è soltanto una questione di pratiche disoneste ma anche di importi connessi a tali comportamenti.


A quanto ammonta il premio per chi informa il Fisco
Se le informazioni soddisfano le condizioni di cui sopra e contribuiscono in modo sostanziale ad un’azione amministrativa o giudiziaria tempestiva che si traduce nella riscossione dei proventi nascosti al Fisco, l’IRS pagherà un premio di almeno il 15%, ma non più del 30%, del ricavato. Tradotto, se dopo il contenzioso si recuperasse mettiamo una somma di 10 milioni di dollari, di sicuro al Whistleblower andrebbero 1,5 milioni di dollari di premio. Comunque, la percentuale di aggiudicazione diminuisce per i casi basati principalmente sulle informazioni divulgate in determinate fonti pubbliche o quando l’informatore ha contribuito egli stesso a pianificare e avviare le azioni che hanno portato alle violazioni della normativa fiscale. Ad ogni modo, gli informatori possono appellarsi alle decisioni di aggiudicazione dell'Ufficio Whistleblower alla Corte Tributaria degli Stati Uniti, rivendicando il diritto ad un maggior compenso o premio più elevato.


Tempi lunghi
Il premio resta allettante, ma non cancella il fatto che dal momento della denuncia fino all’effettivo recepimento della somma, generalmente trascorrono in media almeno 7 o 8 anni. L'IRS, infatti, paga i premi dai proventi, cioè dal riscosso effettivo, e come tale, i pagamenti dei premi non possono essere effettuati finché il contribuente non ha esaurito tutti i diritti e i gradi di ricorso e il contribuente non può più presentare un reclamo per il rimborso o comunque cercare di recuperare i proventi dal Governo prima che la causa giunga a conclusione definitiva. Pertanto, l'IRS in genere non può effettuare pagamenti di premi anche per diversi anni dopo che l’informatore ha presentato un reclamo, come dicevamo, generalmente non prima di 7 o 8 anni.
 

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