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Brasile: la locomotiva dei Brics
rallenta e programma nuove tasse

L’obiettivo del governo è far quadrare il bilancio di uno Stato non più florido

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Inflazione al 9,5 per cento, prodotto interno lordo in flessione, mercato azionario in calo del 23 per cento negli ultimi quattro anni. Sono queste le nubi che si sono addensate sui cieli dell’economia brasiliana, spingendo il governo di Dilma Rousseff a programmare l’introduzione di nuove tasse e dolorosi tagli alla spesa pubblica per far quadrare il bilancio di uno stato che sino a qualche anno fa era considerato la locomotiva dei Brics: Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. Ad aggravare ulteriormente il quadro si è poi aggiunto il giudizio di Standard & Poor's, col declassamento del debito carioca a "speculativo".

Cambio di rotta per il governo di Dilma Roussef – Per incrementare le entrate del gigante carioca il Ministro delle Finanze Joaquim Levy, ha annunciato l’introduzione, per un periodo di quattro anni, di una particolare tassa sulle operazioni finanziarie . Da questo tributo, battezzato Cpfm, il governo brasiliano spera di ricavare 64,5 miliardi di reais, pari a circa 15 miliardi di euro. Sempre con l’obiettivo di contenere il debito e far quadrare il bilancio è stato previsto anche il rialzo delle aliquote relative ad altre tasse.
Secondo l’esponente del governo Rousseff,  “in un momento di rallentamento dell’attività economica e di entrate dalla tasse sul reddito, si ha l’obbligo di cercare altre risorse”. Oltre all’aumento delle tasse, il governo ha anche progettato una politica di riduzione della spesa pubblica, con tagli allo stato sociale. Nel mirino, secondo quanto è stato riportato dalle principali agenzia di stampa, anche il programma di edilizia popolare ' Minha Casa Minha Vida', rivolto alle fasce più povere della popolazione brasiliana.
 
Idee e proposte nei due rami del Parlamento – Il tema degli aumenti fiscali sta attraversando in questi giorni anche i due rami del Parlamento brasiliano: la Camera e il Senato carioca. Nei giorni scorsi il Senato ha approvato una proposta, che ora ha bisogno dell'approvazione del Presidente, per aumentare l'imposta sulle istituzioni finanziarie dall'attuale 15 al 20 per cento, con la previsione di riportare l'aliquota a 15 punti percentuali nel 2019. L'attenzione della Camera brasiliana si è invece concentrata sul web, con l'approvazione di una proposta che prevede l'estensione dell’applicazione dell'imposta municipale dei servizi anche ai fornitori di contenuti audio e video online.
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