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Clima e contribuenti in primo piano.
L’Islanda vara le nuove misure

Aumentano le tasse sull’emissione di inquinanti e sulle transazioni finanziare

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Legge di Bilancio islandese foriera di novità anche per il Fisco. Le norme in vigore dai primi dell’anno ridisegnano, infatti, anche alcuni aspetti del codice tributario. Le nuove misure si inseriscono in modo coerente all’interno della cornice delineata dal Documento di politica fiscale per il settore pubblico, per gli anni che vanno dal 2018 al 2022. Gli obiettivi individuati per il futuro prossimo del Paese sono: tagliare il debito pubblico, garantire servizi sociali sempre più efficienti e ridurre la pressione fiscale sui cittadini a basso reddito. E proprio con la nuova Legge di Bilancio il governo introduce alcune misure fiscali a sostegno dei contribuenti delle fasce economiche meno agiate. Tra queste, l’aumento da 10.016.488 a 10.724.556 corone del tetto dello scaglione di reddito più basso, soggetto a un’aliquota del 36,94%.

Aumenta, invece, la tassazione sui redditi di natura finanziaria, che passa dal 20 al 22%. Questa è una delle novità adottate con l’obiettivo di generare introiti per le casse dello Stato. Secondo le stime del ministero delle Finanze, infatti, nel 2018 le entrate dovrebbero aumentare di 26 miliardi di corone, cioè circa 209 milioni di euro, grazie anche all’attuazione delle nuove misure fiscali. A questo proposito, nella Legge di Bilancio il governo mette nero su bianco in che modo sarà utilizzato il nuovo gettito. Una buona parte dovrebbe finanziare la spesa sanitaria. Più fondi in arrivo anche per incrementare le agevolazioni per i disoccupati e per le famiglie con figli, per le università e l’istruzione superiore. A beneficiare di nuove entrate anche il settore dei trasporti e delle comunicazioni.

Ampliati, infine, anche i fondi per il sostegno alle politiche ambientali. E l’ambiente rimane una delle principali priorità per il governo islandese. Reykjavik, infatti, ha deciso di utilizzare la leva fiscale per promuovere l’uso delle fonti alternative di energia e disincentivare l’adozione di quelle più inquinanti. Come? Aumentando a partire da quest’anno l’imposta sul petrolio e la carbon tax sul carburante, per la quale è previsto un incremento del 50%. Sulla stessa linea d’onda anche la decisione di continuare a non applicare l’Imposta sul valore aggiunto sulla vendita di macchine elettriche e a idrogeno.
Secondo una dichiarazione ufficiale rilasciata a inizio anno dal Ministro delle Finanze, infine, potrebbe aumentare anche la tassazione nel settore ittico, da sempre una delle voci più redditizie per l’economia islandese. Un’economia che, come rivelano i dati pubblicati dall’Ocse nel 2017, vanta la crescita più veloce tra i Paesi membri.
 
 
 
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