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Ecofin, tre nuove entrate
tra le giurisdizioni non cooperative

Nell’ultima seduta, approvato l’ingresso di Anguilla, Bahamas e le Isole Turks e Caicos

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Nuovo aggiornamento per la lista Ue delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali. Nella seduta di ieri, 4 ottobre, il Consiglio Ue Economia e finanza ha approvato l’ingresso nell’elenco Anguilla, Bahamas e le Isole Turks e Caicos, portando da nove a dodici il numero totale dei soggetti segnalati nella lista. Le isole Turks e Caicos figurano nella lista per la prima volta, mentre Bahamas e Anguilla erano già comparse una volta rispettivamente nel 2018 e nel 2020. Al momento, la lista prevede quindi queste presenze: Samoa americane, Anguilla, Bahamas, Figi, Guam, Palau, Panama, Samoa, Trinidad e Tobago, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini degli Stati Uniti e Vanuatu.

Le motivazioni dei nuovi inserimenti
L'inclusione di Anguilla, delle Bahamas e delle Isole Turks e Caicos nella lista – si spiega nel comunicato finale del Consiglio - è motivata dal timore che le tre giurisdizioni, che prevedono tutte un'aliquota pari a zero o solo nominale dell'imposta sul reddito delle società, attraggano utili senza un'attività economica effettiva. In particolare, non hanno dato seguito in modo adeguato a una serie di raccomandazioni del forum Ocse sulle pratiche fiscali dannose in relazione all'applicazione dei requisiti in materia di sostanza economica, impegno che avevano assunto all'inizio di quest'anno.
Il documento delle conclusioni del Consiglio contiene qualche dettaglio in più: in particolare, per quanto riguarda Anguilla, si aggiunge che rimane in attesa di un esame supplementare da parte del Global forum in relazione allo scambio di informazioni su richiesta, mentre su Bahamas si riconosce che la giurisdizione centro-americana si è impegnata a dare seguito in tempo utile alle raccomandazioni del quadro inclusivo in materia di BEPS per quanto riguarda la rendicontazione paese per paese (CbCR).

Le giurisdizioni sono monitoraggio per gli impegni presi
Buone notizie per Bermuda, Tunisia e Costa Rica, che escono dalla lista delle giurisdizioni extra-Ue sotto monitoraggio per lo stato di avanzamento degli impegni presi con l’Unione europea sulle riforme da effettuare per rendere compatibile la propria legislazione alle norme concordate nel settore fiscale. Nel dettaglio, Bermuda ha rispettato le raccomandazioni Ocse sull’effettiva attuazione dei requisiti sostanziali; la Tunisia ha completato l'impegno relativo allo standard minimo in materia di rendicontazione paese per paese (azione 13 del Beps) e il Costa Rica ha rispettato l'impegno di modificare il suo regime delle zone economiche speciali. Rimane pendente, però, l’impegno di quest'ultimo Paese relativamente ai regimi di esenzione dei redditi di fonte estera, per cui il termine previsto è il prossimo 31 dicembre.
L'allegato delle giurisdizioni sotto osservazione contiene inoltre due nuovi impegni nel contesto dei lavori dell'Forum Harmful Tax Practices Ocse sui regimi fiscali preferenziali dannosi: sia l'Armenia che Eswatini si sono impegnati, infatti, ad abolire o modificare i rispettivi regimi fiscali preferenziali entro il 31 dicembre 2023.
Dal 2020 il Consiglio aggiorna la lista due volte all'anno. La prossima revisione della lista è prevista nel febbraio 2023.

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