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In Europa il civismo fiscale parte dalla scuola

Le attività di educazione tributaria rivolte ai giovani sono sempre più incoraggiate dalle Amministrazioni del Vecchio Continente

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Tali iniziative, nella maggior parte dei casi, sono supportate da attività di pianificazione e marketing, investimenti economici e collaborazioni con aziende private, che permettono di fornire, dato il target di riferimento, un servizio adeguato. L’obiettivo non è soltanto rispondere ai bisogni e alle necessità delle giovani generazioni ma anche stimolarne l’interesse e la partecipazione diretta fornendo strumenti e stimoli che favoriscono la crescita della coscienza civica fiscale. In questo contesto, l’obiettivo di questo focus è offrire una breve panoramica su come viene gestita l’educazione tributaria in alcuni Stati europei.

Iota e il gruppo Tes

Lo spunto nasce dall’ultima riunione del gruppo di lavoro Taxpayers Education and Services che si riunisce nell’ambito della Intra-European Organization of Tax Administrations (Iota), una organizzazione non governativa nata nel 1996 che offre supporto e favorisce la cooperazione tra le Amministrazioni fiscali dei suoi Paesi membri e che abbraccia tutta l’area geografica europea. Il gruppo affronta questioni relative al miglioramento delle relazioni con i contribuenti, attraverso l’analisi e il confronto delle diverse strategie di comunicazione e di educazione messe in atto dalle Amministrazioni fiscali dei diversi Paesi partecipanti, volte a migliorare il rapporto fiduciario con i contribuenti e a offrire servizi sempre più adeguati ai loro bisogni. Tema principale dell’ultimo incontro è stato l’educazione fiscale dei giovani. Il gruppo rappresenta, senz’altro, una interessante occasione di confronto e di dialogo tra colleghi di diverse Amministrazioni tributarie che hanno la possibilità di studiare, confrontare e cercare di implementare le migliori esperienze di servizi (e quindi anche di comunicazione) offerte ai contribuenti per facilitare il rapporto con il fisco. Argomento, tra l’altro, quello della comunicazione come strumento per facilitare la tax compliance, al centro ieri del cosiddetto G27, ovvero del meeting dei responsabili delle amministrazioni tributarie di tutti i Paesi Ue.

Fisco e scuola: il confronto
Tra le diverse iniziative presentate, ha trovato spazio, e ha ottenuto successo, anche il Progetto "Fisco e scuola" che l’Agenzia delle Entrate porta avanti con successo da più di tre anni, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione. L’obiettivo principale è diffondere la cultura fiscale tra i giovani, attraverso attività educative volte a sensibilizzare gli studenti sull’importanza dei servizi pubblici, il loro funzionamento e la partecipazione del cittadino alla "cosa pubblica". Tra le tante iniziative svolte nell’ambito territoriale, sono state illustrate quelle implementate dalla direzione regionale dell’Entrate della Sardegna, che ogni anno, in linea con il calendario scolastico, pianifica la propria attività "educativa", in collaborazione con le scuole e gli insegnanti e di altri colleghi impegnati in progetti similari in altre regioni d’Italia.

In Danimarca con la black box
Il servizio fiscale danese dispone invece di una squadra di 70 insegnanti specializzati che possono essere assunti, senza spese, a livello locale dagli uffici fiscali per le attività educative. Molto interessante il materiale usato nelle scuole e il tipo di lavoro in classe condotto, soprattutto in relazione a esercitazioni effettuate con il supporto della "black box", una vera e propria scatola nera contenente il materiale necessario (parrucche, gadget, magliette, ecc.) per la messa in scena di situazioni comuni relative all’economia sommersa, specialmente lavoro nero, e favorire la discussione sul tema. È stato realizzato anche un sito specifico per i giovani, che contiene anche videogiochi sul fisco scaricabili o utilizzabili direttamente on-line.

L’Estonia in rete
L’Amministrazione fiscale dell’Estonia ha individuato nei giovani, soprattutto quelli di età compresa tra i 15 e i 19 anni, un gruppo di riferimento specifico delle proprie attività di informazione e comunicazione. L’obiettivo principale è incrementare la credibilità delle istituzioni governative, assicurare e migliorare la conoscenza di base dei giovani, fornendo loro gli strumenti per una più facile comprensione della legislazione fiscale e del conseguente adempimento dei relativi obblighi. Considerato che i giovani adesso vivono e crescono a diretto contatto con il mondo del web, oltre al fatto che l’Estonia ha puntato, in via generale, sull’utilizzo di Internet a tutti i livelli, lo strumento di comunicazione primario è stata la rete. A ogni modo sono stati attivati anche altri canali e attività come programmi di formazione, spettacoli, lezioni e seminari nelle scuole.

La Norvegia e JA-YE
In Norvegia l’Amministrazione fiscale sviluppa le proprie attività di educazione ai giovani attraverso la cooperazione con il Junior Achievement Young Enterprise (JA-YE Norvegia) una organizzazione non commerciale che ha l’obiettivo di promuovere la creazione di imprese etiche e la creatività tra i giovani. I giovani, in quanto contribuenti del futuro, dovrebbero comprendere quali saranno i loro doveri nella società non appena cominceranno a lavorare e/o creeranno una propria impresa. Collaborando strettamente con JA-YE Norvegia, che fa parte del JA-YE Europa, una rete supportata dalla Commissione europea e dalla Confederazione di imprese europee, presente in 41 paesi in Europa, che fornisce sostegno e aiuta a crescere le giovani imprese, si realizza una interessante sinergia tra pubblico e privato che porta alla creazione di programmi rispondenti agli obiettivi e alle strategie di entrambe le organizzazioni, vale a dire l’incoraggiamento di standard di imprese etiche tra i giovani.

In Polonia tra le classi
Infine in Polonia è stata adottata un’idea, favorita dal confronto con l’Amministrazione fiscale svedese, inizialmente come progetto pilota e successivamente estesa come iniziativa nazionale. Nonostante lo scarso impiego di risorse, sono state visitate più di 7.500 scuole, con quasi 13mila lezioni svolte nell’ambito del programma rivolto alle scuole primarie. Un altro programma, realizzato per le scuole secondarie, ha permesso di visitare 750 scuole con la realizzazione di 68mila kit stampati e consegnati agli studenti. Entrambi i programmi hanno avuto un notevole riscontro tanto da indurre l’Amministrazione fiscale polacca a programmare iniziative similari per il futuro.
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