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Fisco e disuguaglianza di genere.
Indicazioni dal Parlamento Ue

Una risoluzione invita a eliminare possibili disparità tra uomini e donne nell’impatto dei tributi

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Il Parlamento Europeo ha approvato recentemente una risoluzione in seduta plenaria (313 voti favorevoli, 276 contrari e 88 astenuti) sull’uguaglianza di genere e le politiche fiscali nella Ue.
Gli eurodeputati della Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere (FEMM) e della Commissione per i problemi economici e monetari (ECON) del Parlamento Europeo, nella relazione, chiedono alla Commissione europea di elaborare linee guida e raccomandazioni specifiche per gli Stati membri al fine di eliminare pregiudizi di genere legati alla fiscalità.

Le distorsioni di genere delle politiche fiscali
Gli eurodeputati hanno sottolineato l’impatto negativo della tassazione congiunta sulla promozione  dell’occupazione femminile e sull’indipendenza economica delle donne. In particolare, secondo la risoluzione, i sistemi fiscali non dovrebbero più basarsi sul presupposto che i nuclei familiari condividono le risorse economiche in modo equo: in questo senso la tassazione individuale è fondamentale per raggiungere l’equità fiscale per le donne. Sostengono, inoltre, che i Paesi dell’Ue dovrebbero svolgere regolarmente valutazioni d’impatto delle politiche fiscali da una prospettiva di uguaglianza di genere.
Dal testo del documento di prassi del Parlamento, inoltre, risulta che le politiche fiscali possono avere distorsioni di genere esplicite o implicite. Un pregiudizio esplicito significa che una disposizione fiscale si rivolge a uomini o donne in modo distinto, mentre un pregiudizio implicito significa che la disposizione si applica ugualmente a tutti, ma in realtà è discriminatoria, in quanto la politica interagisce con comportamenti e modelli di reddito che influiscono diversamente sui generi.

La tassazione diretta e indiretta
Per quanto riguarda la fiscalità diretta, nel documento si chiede agli Stati membri che l’imposta sul reddito delle persone fisiche (struttura delle aliquote, esenzioni, deduzioni, prestazioni, crediti, eccetera) sia progettata in modo tale da promuovere attivamente una distribuzione paritaria del lavoro retribuito e non retribuito, del reddito e dei diritti pensionistici tra donne e uomini e da eliminare gli incentivi che favoriscono ruoli di genere iniqui. Per la tassazione indiretta, i deputati evidenziano, invece, che l’Iva esercita un pregiudizio di genere, poiché i modelli di consumo delle donne differiscono da quelli degli uomini (ad esempio, acquistano più beni e servizi con l’obiettivo di promuovere la salute, l’istruzione e la nutrizione). Invitano quindi gli Stati membri a prevedere esenzioni da questa imposta, aliquote ridotte e aliquote zero per prodotti e servizi con effetti sociali, sanitari o ambientali positivi. I prodotti per l’igiene femminile e quelli di cura per bambini, anziani o persone con disabilità devono essere considerati prodotti di base in tutti gli Stati membri.

Il bilancio di genere
Il Parlamento, infine, invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare il bilancio di genere in modo da identificare esplicitamente la quota di fondi pubblici destinati alle donne e garantire che tutte le politiche per la mobilitazione delle risorse e l’assegnazione della spesa promuovano l’uguaglianza di genere.

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